04/09/2025 - 11:53

Cavi sottomarini per l'eolico offshore: sfide e tecnologie

La crescita dell’energia eolica offshore sta trasformando il modo in cui viene prodotta l’elettricità, offrendo una fonte pulita e rinnovabile che sfrutta i venti costanti delle aree marine.

Una delle sfide più complesse è rappresentata dai cavi sottomarini, componenti essenziali per trasportare l’energia generata dalle turbine eoliche fino alla rete elettrica sulla terraferma.

Questi sistemi devono affrontare condizioni ambientali estreme: pressioni elevate, forti correnti, variazioni di temperatura e rischi di abrasione.

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L'importanza dei cavi sottomarini per i parchi eolici offshore

La progettazione e la posa dei cavi richiedono competenze ingegneristiche avanzate, materiali innovativi e un’attenzione costante alla sicurezza operativa.

Comprendere le tecnologie utilizzate e le difficoltà operative è indispensabile per valutare l’efficienza e la sostenibilità dei collegamenti elettrici nei parchi eolici offshore, che si trovano spesso a profondità superiori ai cento metri e in contesti soggetti a forti sollecitazioni meccaniche. L’analisi di queste dinamiche aiuta a delineare le prospettive di sviluppo e le potenzialità di un settore destinato a rivestire un ruolo sempre più importante nella transizione energetica globale.

Sfide ambientali e operative nella posa dei cavi sottomarini

La realizzazione di un collegamento elettrico tra le turbine eoliche offshore e la costa richiede un’analisi dettagliata delle condizioni ambientali e operative. Uno degli aspetti più complessi riguarda la definizione del percorso del cavo, che deve evitare aree caratterizzate da fondali rocciosi, faglie sismiche o zone a rischio erosione. Le correnti marine possono raggiungere velocità superiori ai due nodi e generare forze tali da compromettere la stabilità della posa, soprattutto quando si lavora a profondità elevate.

Durante le operazioni di installazione, il cavo è sottoposto a tensioni meccaniche costanti, che aumentano ulteriormente se il fondale presenta pendenze accentuate o ostacoli naturali. È fondamentale ridurre al minimo la possibilità di danni accidentali derivanti dal contatto con attrezzi da pesca o ancore. Per mitigare questi rischi vengono impiegati sistemi di protezione passiva, come la copertura con materassini in cemento o il seppellimento controllato del cavo entro trincee scavate sul fondale.

Un’altra criticità è legata alle variazioni di temperatura dell’acqua, che possono influenzare le caratteristiche dei materiali isolanti e aumentare la probabilità di guasti elettrici. La pressione a grandi profondità esercita un’azione costante sulla struttura esterna, richiedendo un attento dimensionamento delle armature e dei rivestimenti per garantire la resistenza all’impatto e alla compressione.

Le fasi di collaudo e verifica del tracciato assumono un ruolo determinante, poiché eventuali irregolarità del fondale devono essere individuate e risolte prima della posa definitiva. Le operazioni di monitoraggio in tempo reale attraverso sensori subacquei e sistemi di posizionamento satellitare contribuiscono a ridurre il margine di errore e a migliorare l’affidabilità del collegamento. In molti progetti vengono predisposti piani di intervento rapido per affrontare situazioni impreviste che possano compromettere l’integrità del cavo.

La complessità di queste attività dimostra quanto sia cruciale una pianificazione accurata e una conoscenza approfondita dell’ambiente sottomarino per garantire la continuità della produzione energetica e il rispetto degli standard di sicurezza.

Tecniche costruttive e materiali per cavi ad alta resistenza

I cavi utilizzati nei parchi eolici offshore devono rispondere a requisiti particolarmente severi in termini di resistenza meccanica, durata nel tempo e capacità di trasmissione. Per garantire queste caratteristiche vengono adottate tecniche costruttive che prevedono la sovrapposizione di strati multipli, ciascuno con una funzione specifica. Il cuore del cavo è costituito da un conduttore in rame o alluminio, progettato per trasportare elevate potenze senza dispersioni significative. Intorno al conduttore viene applicato un isolamento principale realizzato con materiali polimerici ad alta tenuta, come il polietilene reticolato, capace di resistere alla penetrazione dell’acqua e alle variazioni di temperatura.

Sulla superficie esterna trovano posto diverse armature metalliche, spesso composte da fili di acciaio spiralati che assicurano la protezione contro la pressione idrostatica e gli impatti accidentali. Questa struttura rinforzata è essenziale per prevenire schiacciamenti e trazioni eccessive durante le operazioni di posa o in caso di movimenti del fondale. Un altro elemento determinante è la guaina esterna, realizzata con materiali a bassa permeabilità che impediscono l’ingresso di umidità e contribuiscono a prolungare la vita utile del cavo.

Le tecniche più evolute prevedono l’integrazione di fibre ottiche all’interno della sezione del cavo. Queste consentono di monitorare costantemente le condizioni operative, registrando dati relativi alla temperatura, alla tensione meccanica e alle eventuali deformazioni. Le informazioni vengono trasmesse in tempo reale ai centri di controllo, dove i tecnici possono valutare le prestazioni e pianificare interventi mirati in caso di anomalie.

La scelta dei materiali è influenzata anche dalla profondità operativa. A profondità superiori ai cento metri, la pressione esercitata dal peso della colonna d’acqua richiede armature più robuste e un isolamento capace di mantenere la propria efficienza nel tempo. Alcuni progetti ricorrono a rivestimenti supplementari con polimeri speciali che aumentano la resistenza chimica, limitando gli effetti corrosivi dell’acqua salina.

La combinazione di queste soluzioni tecnologiche rende possibile realizzare cavi che possono funzionare ininterrottamente per decenni, garantendo un trasferimento sicuro ed efficiente dell’energia prodotta dalle turbine offshore verso le reti elettriche di distribuzione.

Strategie di manutenzione e monitoraggio dei collegamenti offshore

Una volta completata la posa dei cavi sottomarini, diventa essenziale attivare un sistema di monitoraggio costante per preservare l’efficienza e ridurre il rischio di interruzioni del servizio. I cavi che collegano le turbine offshore alla terraferma sono soggetti a un insieme di sollecitazioni meccaniche, chimiche e termiche che possono provocare usura progressiva o danni improvvisi. Per garantire la continuità operativa, vengono impiegate soluzioni tecnologiche che combinano sensori avanzati, analisi predittiva e interventi di ispezione programmata.

Il primo elemento di una strategia efficace è il monitoraggio termico. Grazie alla presenza di fibre ottiche incorporate, i gestori possono rilevare variazioni anomale di temperatura che potrebbero indicare un sovraccarico o un deterioramento dell’isolamento. Le informazioni vengono elaborate in tempo reale e confrontate con parametri di riferimento per individuare eventuali criticità. Oltre ai dati termici, vengono registrati valori relativi alla tensione meccanica, alla pressione esterna e alla presenza di microfratture che potrebbero compromettere la resistenza del rivestimento.

Le operazioni di manutenzione si avvalgono di veicoli sottomarini autonomi, noti come ROV, che ispezionano il percorso del cavo documentando lo stato delle armature e delle guaine protettive. Questi dispositivi sono equipaggiati con videocamere ad alta definizione e strumenti di misurazione che permettono di verificare la posizione del cavo, il suo grado di interramento e l’eventuale presenza di sedimenti o incrostazioni marine. I dati raccolti vengono poi utilizzati per definire interventi mirati, riducendo i tempi di inattività e ottimizzando i costi operativi.

Un aspetto sempre più importante riguarda la diagnostica predittiva, che sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale per elaborare grandi quantità di informazioni storiche e identificare i segnali di un possibile guasto con largo anticipo. Questa capacità di previsione consente di pianificare riparazioni e sostituzioni in modo preventivo, evitando interruzioni impreviste della produzione elettrica.

La combinazione di monitoraggio in tempo reale, ispezioni periodiche e analisi predittiva rappresenta una strategia completa per garantire la sicurezza e l’affidabilità dei collegamenti sottomarini. In un settore dove ogni ora di fermo macchina comporta costi significativi, l’adozione di queste tecniche si traduce in una maggiore competitività economica e in un minore impatto ambientale legato alle operazioni di ripristino.

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Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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