07/01/2026 - 18:01

Energia e materie prime critiche: nuovi catalizzatori da materiali riciclati per ridurre la dipendenza dal platino

Ridurre la dipendenza europea da platino, palladio e rodio, limitare l’impatto ambientale e valorizzare il riciclo dei catalizzatori esausti: è l’obiettivo del progetto europeo CHemPGM, a cui partecipa ENEA, per sviluppare soluzioni green e sicure nell’uso delle materie prime critiche.

catalizzatori da materiali riciclati

Platino, palladio e rodio sono metalli strategici per numerosi processi industriali e per la transizione energetica, ma la loro disponibilità è limitata e fortemente concentrata in pochi Paesi. Per questo la Commissione europea li ha inseriti nell’elenco delle materie prime critiche, segnalando un rischio crescente per l’approvvigionamento e la competitività industriale europea.

Il progetto CHemPGM nasce proprio per affrontare questa vulnerabilità strutturale, puntando su recupero, riuso e innovazione tecnologica.

Catalizzatori riciclati e chimica sostenibile

Come spiega Maria Luisa Grilli, ricercatrice ENEA e responsabile del progetto, le attività si concentrano sullo sviluppo di metodi sostenibili ed efficienti per recuperare i metalli del gruppo del platino da fonti secondarie, in particolare dai catalizzatori esausti.

Questi metalli, una volta recuperati, vengono reimpiegati in applicazioni ad alto valore aggiunto, come nuovi catalizzatori e nanomateriali, utilizzabili in processi chiave quali la cattura della CO₂ e la sua conversione in combustibili rinnovabili.

Dall’economia circolare alle tecnologie per l’energia pulita

Il contributo di ENEA riguarda in particolare la realizzazione di catalizzatori ottenuti da materiali riciclati, ricavati da soluzioni capaci di sciogliere selettivamente i componenti delle marmitte catalitiche.

Questi nuovi materiali potranno trovare applicazione anche in celle a combustibile ed elettrolizzatori, tecnologie centrali per lo sviluppo dell’idrogeno verde e dei sistemi energetici a basse emissioni. In questo modo, il riciclo diventa non solo una risposta ambientale, ma anche una leva strategica per l’autonomia tecnologica europea.

Ricerca, industria e trasferimento di conoscenza

CHemPGM rappresenta anche un esempio concreto di integrazione tra ricerca e industria, grazie a un approccio interdisciplinare che coinvolge chimica, scienza dei materiali, ingegneria e metallurgia.

Secondo Grilli, il progetto favorisce una reale cross-fertilization, cioè uno scambio continuo di competenze tra mondo accademico e mercato, rafforzando la capacità europea di trasformare la ricerca in innovazione industriale sostenibile.

Tommaso Tautonico
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