19/08/2026 - 18:18

Elettronica medica: nuovi materiali riducono l'impatto ambientale fino al 65%

Ripensare materiali e progettazione dei dispositivi medici può ridurre drasticamente l'impatto ambientale ancora prima della produzione su larga scala. Un progetto europeo coordinato da Philips e Fraunhofer dimostra riduzioni dell'impronta carbonica fino al 65%, con punte del 95% in alcuni componenti elettronici flessibili.

elettronica medica

Dietro un piccolo sensore per il monitoraggio del glucosio o una medicazione intelligente si nasconde una filiera industriale complessa, fatta di materiali avanzati, processi produttivi energivori e componenti difficili da recuperare a fine vita. È proprio in questa fase, quando il prodotto esiste ancora solo sulla carta, che si può ottenere il maggiore beneficio ambientale. Lo dimostrano i risultati del progetto europeo SUSTRONICS, secondo cui ripensare l'elettronica medica attraverso nuovi materiali e criteri di ecodesign può ridurre l'impronta carbonica fino al 65% già nella fase di progettazione.

I risultati del progetto europeo SUSTRONICS

Coordinato da Philips insieme al Fraunhofer Institute for Reliability and Microintegration (IZM), il progetto ha coinvolto 45 partner provenienti da 11 Paesi europei con l'obiettivo di integrare la sostenibilità nello sviluppo dell'elettronica flessibile destinata al settore sanitario. L'iniziativa non si è limitata a simulazioni teoriche: sono stati realizzati e analizzati dieci dimostratori industriali, tra cui dispositivi diagnostici, sensori indossabili e medicazioni intelligenti.

Tra i casi più significativi figura un sensore adesivo per il monitoraggio continuo del glucosio. La riprogettazione dei componenti e la scelta di materiali sostenibili hanno consentito di ridurre di circa il 65% le emissioni di gas serra associate al prodotto lungo il suo ciclo di vita. Su alcuni moduli elettronici flessibili, inoltre, la sostituzione dei materiali tradizionali ha portato a riduzioni dell'impatto ambientale fino al 95%.

Materiali e progettazione diventano leve strategiche

I risultati evidenziano come la sostenibilità dei dispositivi medici non dipenda soltanto dal consumo energetico durante l'utilizzo, ma soprattutto dalle decisioni prese nelle prime fasi di progettazione. La scelta dei substrati, delle plastiche, degli adesivi, dei componenti elettronici e dei processi produttivi può incidere in modo determinante sulle emissioni complessive e sulla possibilità di recuperare materiali preziosi al termine della vita utile del prodotto.

Per questo il progetto ha sviluppato strumenti di valutazione ambientale e linee guida che permettono ai progettisti di confrontare diverse soluzioni già durante lo sviluppo, individuando quelle con il minore impatto senza compromettere prestazioni, sicurezza o affidabilità, aspetti essenziali per le applicazioni sanitarie.

Un nuovo filone per l'industria europea

La crescente diffusione di sensori indossabili, sistemi diagnostici portatili ed elettronica flessibile rende sempre più urgente affrontare anche la loro impronta ambientale. Finora il dibattito sulla sostenibilità dell'elettronica si è concentrato soprattutto su batterie, materie prime critiche e rifiuti elettronici. L'esperienza di SUSTRONICS amplia la prospettiva, mostrando come intervenire sulla progettazione possa generare benefici ambientali concreti prima ancora che il prodotto arrivi sul mercato.

Per l'industria europea della salute si tratta di un approccio destinato ad assumere un peso crescente, anche alla luce delle future politiche comunitarie sull'ecodesign e sull'economia circolare, che spingono le imprese a integrare criteri ambientali fin dalle prime fasi di sviluppo dei prodotti.

Tommaso Tautonico
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