16/10/2025 - 18:59

Efficienza energetica: risparmi per 50 miliardi e 70 milioni di tonnellate di CO₂ evitate. Ora serve una strategia politica per la decarbonizzazione

Dal 2000 l’efficienza energetica ha fatto risparmiare all’Italia 50 miliardi di euro e 70 milioni di tonnellate di CO₂. Ma per continuare a crescere servono politiche stabili e una visione di lungo periodo, come emerso dal convegno organizzato da FREE.

CO2

Negli ultimi vent’anni l’efficienza energetica ha dimostrato di essere uno degli strumenti più efficaci per ridurre consumi, emissioni e costi. Secondo i dati del progetto europeo Odyssee-Mure, dal 2000 al 2023 l’Italia ha evitato il consumo di 28 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, con un risparmio economico stimato in 50 miliardi di euro per famiglie e imprese.

Questi risultati hanno anche impedito la necessità di installare tra i 30 e i 40 GW di nuova capacità elettrica, tra impianti termoelettrici, eolici e solari. Ma il beneficio più importante è ambientale: 70 milioni di tonnellate di CO₂ non sono state immesse in atmosfera, contribuendo alla riduzione dei costi sociali e sanitari legati all’inquinamento.

Il convegno di FREE: rilanciare l’efficienza energetica

È con questa consapevolezza che il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) ha organizzato a Roma il convegno “Quali azioni per il rilancio dell’efficienza energetica?”, con l’obiettivo di riportare il tema al centro dell’agenda politica nazionale.

L’incontro ha visto la partecipazione di MASE, MEF ed ENEA, insieme alle principali associazioni di settore e ai rappresentanti politici di maggioranza e opposizione. Al centro del dibattito, la necessità di adottare una strategia strutturale e duratura per promuovere gli investimenti in decarbonizzazione, innovazione tecnologica e risparmio energetico.

“L’efficienza energetica deve tornare protagonista del dibattito politico – ha dichiarato Attilio Piattelli, presidente di FREE –. L’Italia è un paese virtuoso, ma non deve fermarsi. Le nostre tecnologie per l’efficienza, se sostenute da politiche industriali adeguate, possono generare crescita, occupazione e competitività.”

Politiche strutturali e strumenti di lungo periodo

Dal convegno è emerso un messaggio chiaro: l’efficienza non può basarsi su misure temporanee. Perché gli interventi siano efficaci e diffusi – nelle abitazioni come nelle imprese – serve una visione di lungo periodo, capace di garantire stabilità agli investimenti e certezze agli operatori del settore.

Tra le proposte discusse figurano la stabilizzazione degli incentivi fiscali, premiando gli interventi più efficienti e introducendo bonus per i contratti EPC (a prestazione garantita), che assicurano risultati misurabili. Si è parlato anche di misure dedicate alle famiglie a basso reddito, come l’estensione del Conto Termico o il ritorno, in forma controllata, della cessione del credito.

Fondamentale, secondo gli esperti, è rafforzare il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, creare fondi di garanzia rotativi per mobilitare capitali privati e potenziare la formazione professionale, investendo su figure come gli EGE e gli energy manager.

Integrazione tra efficienza, rinnovabili e accumulo

Il percorso verso la decarbonizzazione sostenibile non può prescindere da un approccio integrato: efficienza energetica, fonti rinnovabili, accumulo e gestione intelligente dell’energia devono lavorare insieme. Solo così sarà possibile ridurre in modo stabile le emissioni e rendere il sistema energetico italiano più resiliente, indipendente e competitivo.

Come ricordato da Dario Di Santo, vicepresidente di FREE e direttore di FIRE, “ogni euro investito in efficienza energetica genera un ritorno multiplo in termini economici, sociali e ambientali. È la strada più intelligente verso un futuro a basse emissioni”.

Tommaso Tautonico
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