18/06/2026 - 17:08

Economia circolare e acqua pulita: dagli scarti di sughero nasce un materiale per la bonifica ambientale

Trasformare un rifiuto industriale in una tecnologia per la tutela delle risorse idriche. È il risultato raggiunto da un team del Cnr-Nanotec di Lecce e dell’Università del Salento, che ha sviluppato una spugna a base di sughero capace di rimuovere oli e contaminanti dall’acqua.

spugne da scarti

La qualità dell’acqua e la gestione degli inquinanti rappresentano due delle sfide ambientali più urgenti per industrie e territori. Da Lecce arriva una risposta che unisce economia circolare, innovazione e tutela delle risorse naturali: utilizzare gli scarti industriali del sughero per realizzare materiali in grado di depurare l’acqua da oli e sostanze contaminanti.

Il risultato è stato ottenuto da un gruppo di ricerca dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec), in collaborazione con l’Università del Salento, nell’ambito del progetto MSP4Water, finanziato dal Fondo per la crescita sostenibile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Hazardous Materials e punta a offrire una soluzione concreta a uno dei problemi più complessi della gestione delle risorse idriche: la rimozione efficace di sostanze inquinanti senza ricorrere a processi ad alto impatto ambientale.

Come funziona la nuova tecnologia

Il materiale sviluppato dai ricercatori nasce dal recupero di residui industriali di sughero, trasformati in carbonio grafitico e integrati in una struttura altamente porosa.

Secondo Antonio Turco, ricercatore del Cnr-Nanotec e responsabile del gruppo EDGE-Tech, il processo consente di evitare l'utilizzo di solventi chimici e di realizzare un materiale capace di assorbire in modo selettivo oli e contaminanti presenti nell’acqua.

Le spugne ottenute si distinguono per diverse caratteristiche rilevanti dal punto di vista operativo: non presentano tossicità, agiscono rapidamente, mostrano un'elevata capacità di assorbimento e possono essere riutilizzate più volte. Proprietà che ne rendono possibile l’impiego in attività di bonifica ambientale, nella gestione di sversamenti industriali e nel trattamento di acque contaminate.

Dalla ricerca sui materiali avanzati alle applicazioni ambientali

Il nuovo risultato si inserisce in un percorso di ricerca che il Cnr-Nanotec porta avanti da anni sui materiali avanzati a base di carbonio.

Come sottolinea Francesco Ferrara, coordinatore dell’unità Cnr all’interno del progetto MSP4Water, il gruppo ha già sviluppato in passato soluzioni basate su nanotubi di carbonio e grafene per la separazione tra acqua e olio e per la rimozione di contaminanti. La novità di questa tecnologia consiste nella crescente attenzione alla sostenibilità dei materiali impiegati e alla valorizzazione di scarti provenienti da filiere produttive esistenti.

In altre parole, non si tratta soltanto di migliorare le prestazioni tecnologiche, ma di ridurre l’impatto ambientale dell’intero ciclo produttivo, trasformando un residuo industriale in una risorsa ad alto valore aggiunto.

Lecce laboratorio di innovazione per la tutela dell’acqua

La ricerca ha coinvolto anche la prima ricercatrice Clara Piccirillo e le assegniste Roberta Di Maio e Antonella Iaia. Per il direttore del Cnr-Nanotec, Fabrizio Illuminati, il progetto conferma il ruolo crescente di Lecce e del Salento nello sviluppo di tecnologie dedicate alla protezione delle risorse idriche e alla sostenibilità ambientale.

In un contesto segnato da crescente scarsità d’acqua, pressione industriale e necessità di accelerare la transizione verso modelli produttivi più circolari, soluzioni come questa mostrano come la ricerca possa trasformare materiali considerati scarti in strumenti concreti per affrontare le sfide ambientali del futuro.

Tommaso Tautonico
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