28/08/2026 - 11:10

Ecomafie, il business da 9,3 miliardi che avvelena ambiente ed economia

Nel 2024 accertati 40.590 reati ambientali, con un giro d’affari illegale stimato in 9,3 miliardi di euro. Ad Alba un confronto su criminalità organizzata, rifiuti e infiltrazioni nell’economia legale.

 

Ecomafie, ambiente, economia

Oltre 40mila reati ambientali accertati in un solo anno, più di 111 illeciti al giorno e un giro d’affari stimato in 9,3 miliardi di euro. I numeri delle ecomafie mostrano quanto la criminalità ambientale non sia soltanto una questione di tutela degli ecosistemi, ma un fenomeno che attraversa direttamente l'economia, le imprese, gli appalti e lo sviluppo dei territori. Secondo i dati del Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente, nel 2024 in Italia sono stati accertati 40.590 reati contro l'ambiente, con 37.186 persone denunciate e 239 arresti. Una parte rilevante degli illeciti riguarda il ciclo dei rifiuti, dove sono stati registrati 11.166 reati, in aumento del 19,9% rispetto all'anno precedente.

È in questo contesto che si inserisce il confronto “La mano delle mafie sull'ambiente”, in programma lunedì 21 settembre alle 18 alla Sala Alba dell'ACA, in Piazza San Paolo 3 ad Alba. L'appuntamento, promosso nell'ambito di Circonomia OFF, metterà al centro il rapporto tra criminalità organizzata, illegalità ambientale e sistema economico. A intervenire saranno il giornalista Roberto Greco, autore di Alla conquista del Nord, l'avvocata penalista Civita Di Russo, autrice di Indomita, e l'avvocata Vincenza Rando, già vicepresidente di Libera e senatrice. Il confronto sarà moderato dai giornalisti Francesco Pungitore e Francesca Pinaffo.

Il ciclo dei rifiuti resta uno dei settori più esposti
La gestione illegale dei rifiuti rappresenta uno dei principali punti di incontro tra criminalità organizzata ed economia ambientale. Smaltimenti illeciti, traffici di materiali, società utilizzate per aggirare le norme e infiltrazioni nelle filiere possono generare profitti elevati, alterando al tempo stesso la concorrenza tra le imprese. Il problema riguarda quindi anche il funzionamento dell'economia legale. Un operatore che rispetta gli obblighi ambientali sostiene costi per raccolta, trattamento, tracciabilità e corretto smaltimento. Chi aggira le regole può invece ridurre artificialmente le proprie spese, ottenendo un vantaggio competitivo fondato sull'illegalità. Le ecomafie incidono così sulla qualità del mercato, sulla sicurezza dei territori e sulla capacità delle istituzioni di gestire correttamente le risorse destinate alla transizione ecologica.

Legalità e transizione ecologica, una sfida sempre più intrecciata
Il contrasto alle ecomafie assume un rilievo crescente anche alla luce degli investimenti destinati a infrastrutture, economia circolare, bonifiche, energia e gestione delle risorse. La disponibilità di nuovi finanziamenti e la trasformazione delle filiere possono creare opportunità economiche rilevanti, ma rendono altrettanto necessario rafforzare trasparenza, controlli e capacità di prevenire le infiltrazioni criminali. Il tema non riguarda esclusivamente le aree tradizionalmente associate alla presenza delle organizzazioni mafiose. I dati raccolti negli ultimi anni indicano un fenomeno diffuso, capace di seguire le filiere economiche e di inserirsi nei territori in cui esistono interessi legati alla gestione dei rifiuti, al settore edilizio, agli appalti e alla movimentazione dei materiali. La sfida, quindi, è evitare che la transizione ecologica diventi un nuovo spazio di profitto per l'economia criminale. Perché la sostenibilità di una filiera non dipende soltanto dalla riduzione delle emissioni o dal recupero delle materie, ma anche dalla legalità delle attività che la compongono.

Il confronto ad Alba sulle connessioni tra ambiente e criminalità
L'incontro del 21 settembre proporrà prospettive diverse sul fenomeno: dall'espansione della criminalità organizzata nei territori del Nord all'esperienza della giustizia e della tutela di collaboratori e testimoni, fino al ruolo dell'antimafia sociale e delle istituzioni. Al centro del dibattito ci sarà una questione sempre più concreta per imprese e amministrazioni: la tutela dell'ambiente e la tutela della legalità sono ormai due aspetti della stessa sfida. Contrastare gli illeciti ambientali significa infatti proteggere non soltanto ecosistemi e salute, ma anche le aziende che operano rispettando le regole e le comunità che dipendono dalla corretta gestione delle risorse.

Marilisa Romagno
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