02/10/2026 - 12:33

Ecoansia, la scuola può trasformare la paura del clima in azione: nuovi strumenti per gli insegnanti

Un progetto presentato al Senato porta in classe strumenti per affrontare il cambiamento climatico senza alimentare paura e impotenza. La nuova fase integra formazione per i docenti, attività didattiche e una ricerca sull’impatto del percorso.

Ecoansia

La crisi climatica entra sempre più spesso nelle preoccupazioni di bambini e ragazzi. La sfida per la scuola non è però soltanto spiegare cosa sta accadendo al Pianeta, ma trovare strumenti per trasformare la preoccupazione in consapevolezza e capacità di agire. È da questa esigenza che nasce la nuova fase di “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro”, presentata al Senato nel corso dell’incontro “Educare alla sostenibilità: il ruolo della scuola nella risposta alla sfida climatica”. Il progetto, promosso da Sanpellegrino e ScuolAttiva ETS con il contributo scientifico dell’Università di Pavia, dopo una prima fase di ricerca e sperimentazione punta ora a coinvolgere un numero maggiore di insegnanti e classi attraverso formazione accreditata, strumenti didattici e attività dedicate.

Dall’ecoansia alla consapevolezza

Il percorso è partito nel 2024 con uno studio dell’Università di Pavia sull’ecoansia in età pediatrica. La ricerca aveva rilevato una preoccupazione per il futuro dell’ambiente nel 95% delle alunne e degli alunni coinvolti, mentre il 40% mostrava segnali di impatto emotivo. Allo stesso tempo, il 95,6% esprimeva un forte senso di responsabilità e il 97,2% riteneva di poter contribuire al cambiamento. I risultati hanno orientato la fase successiva del progetto, con la sperimentazione di un corso per docenti sulla piattaforma S.O.F.I.A., del “Kit Educativo dall’ecoansia alla consapevolezza”, di schede differenziate per età e di laboratori in presenza e online.

La nuova ricerca dedicata agli insegnanti ha fornito ulteriori indicazioni. L’81% dei docenti considera fondamentale trasformare le preoccupazioni degli studenti in azioni positive, mentre il 75% ritiene di aver acquisito strumenti utili per evitare una narrazione esclusivamente catastrofica della crisi climatica. Anche nelle classi sono stati osservati alcuni cambiamenti: il 78,8% degli insegnanti ha rilevato una maggiore empatia verso animali, piante e paesaggi e il 75,8% una maggiore collaborazione durante le attività di gruppo. Il 97% dei docenti coinvolti, inoltre, consiglierebbe il progetto ad altri insegnanti.

Il ruolo degli insegnanti

I risultati riportano così l'attenzione sulla formazione dei docenti, considerata uno degli elementi centrali per portare l'educazione ambientale nella quotidianità scolastica senza separarla dalla dimensione emotiva. «La sostenibilità richiede continuità, alleanze e strumenti condivisi», ha sottolineato Livio Provenzi, direttore del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e IRCCS Fondazione Mondino Pavia. Per il ricercatore, coinvolgere il sistema scolastico significa creare condizioni che sostengano gli insegnanti, evitando che l’educazione su ambiente, salute e benessere dipenda soltanto dalla loro iniziativa individuale.

La nuova fase del progetto punta quindi a rendere più facilmente replicabili gli strumenti già sperimentati. L’obiettivo è portare nelle scuole un modo diverso di parlare di cambiamento climatico, capace di unire conoscenze scientifiche, consapevolezza emotiva e possibilità concreta di partecipazione. «Quando il 79% dei bambini ci dice che possiamo migliorare insieme il futuro della Terra, è forse il risultato più importante», ha commentato Simona Frassone, direttrice generale di ScuolAttiva ETS. La sfida, ora, è estendere il percorso a un numero sempre maggiore di classi e insegnanti.

Marilisa Romagno
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