09/03/2026 - 17:37

Donne nelle rinnovabili: ambiente inclusivo ma presenza ferma al 35%

Un’indagine su circa 600 aziende del settore delle energie rinnovabili mostra un contesto percepito come inclusivo (89%), ma con una presenza femminile ancora limitata al 35% degli occupati e una forte sotto-rappresentazione nei ruoli tecnici e di leadership.

rinnovabili

Il settore delle energie rinnovabili viene percepito come un ambiente di lavoro inclusivo, ma continua a registrare una presenza femminile ancora limitata. È quanto emerge da un’indagine condotta su circa 600 aziende del comparto delle rinnovabili e del fotovoltaico, realizzata da Italia Solare e KEY – The Energy Transition Expo con il supporto della società di analisi Excellera Intelligence.

Secondo i risultati del sondaggio, l’89% degli intervistati ritiene che il settore rappresenti un contesto inclusivo in cui le donne si sentono rispettate, ascoltate e valorizzate. Un dato che segnala una trasformazione culturale in corso nel mondo dell’energia pulita, sempre più attento ai temi della diversità e dell’inclusione.

Allo stesso tempo, il report evidenzia alcune criticità strutturali, in particolare sul piano della rappresentanza femminile e delle opportunità di carriera.

Presenza femminile ancora limitata nel comparto

Nonostante i segnali positivi, la presenza femminile nel settore resta minoritaria. Secondo l’indagine, le donne rappresentano il 35% degli occupati nel comparto delle rinnovabili e del fotovoltaico.

La distribuzione delle lavoratrici mostra inoltre una forte concentrazione nelle funzioni non tecniche. Solo il 28% delle donne lavora in ambito tecnico, mentre il 72% è impiegato in altre aree aziendali, con una presenza significativa nei ruoli amministrativi, dove si concentra circa il 27% delle lavoratrici.

Il dato riflette una dinamica già osservata in altri settori energetici e tecnologici, dove la presenza femminile nelle professioni scientifiche e ingegneristiche resta più bassa rispetto a quella maschile.

Leadership femminile ancora poco diffusa

Anche sul fronte delle posizioni di vertice, la presenza femminile appare limitata.

Il report indica che il 67% delle aziende coinvolte nell’indagine ha almeno una donna in ruoli apicali. Tuttavia, la situazione cambia se si guarda alle posizioni di leadership più elevate: solo un’azienda su dieci dichiara di avere una donna nel ruolo di amministratrice delegata, direttrice generale o amministratrice unica.

Ancora più contenuta è la presenza femminile nei ruoli di presidenza o vicepresidenza, segnalata appena nel 4% delle aziende.

Questi numeri confermano come il settore energetico, pur evolvendo verso modelli più inclusivi, resti ancora caratterizzato da una forte predominanza maschile nelle posizioni decisionali.

Percezioni diverse tra uomini e donne

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’indagine riguarda il divario di percezione tra uomini e donne rispetto alle opportunità professionali.

Tra gli uomini intervistati, circa due terzi (67%) ritengono che nel settore esistano pari opportunità di carriera tra i generi. Questa convinzione è condivisa però solo dal 41% delle donne.

La distanza appare ancora più marcata sul tema della parità retributiva. Il 65% degli uomini considera equilibrate le retribuzioni tra uomini e donne, mentre solo il 28% delle lavoratrici esprime la stessa valutazione.

Il report segnala inoltre che quasi una donna su due (48%) dichiara di aver assistito nel proprio percorso professionale a episodi riconducibili a disparità di genere, sia all’interno delle aziende sia in contesti pubblici o professionali.

Tra gli episodi più frequentemente segnalati emergono delegittimazione tecnica, utilizzo di linguaggio non inclusivo, differenze nell’attribuzione di responsabilità e disparità nei trattamenti economici.

Flessibilità e conciliazione vita-lavoro

Sul piano organizzativo, il settore mostra invece una diffusione significativa di politiche a supporto dell’equilibrio tra vita professionale e personale.

Secondo l’indagine, il 78% degli intervistati afferma che nella propria azienda sono presenti strumenti di flessibilità lavorativa e conciliazione vita-lavoro.

Tuttavia, permangono alcune preoccupazioni: circa il 21% delle lavoratrici teme che l’utilizzo di questi strumenti possa avere ripercussioni negative sul percorso professionale, segnalando il persistere di timori legati a possibili penalizzazioni di carriera.

Il nodo culturale e la carenza di competenze STEM

Secondo Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare, il comparto energetico è storicamente caratterizzato da una forte presenza maschile, anche se negli ultimi anni si stanno registrando segnali di cambiamento.

Il presidente sottolinea come il settore stia diventando progressivamente più attento alla parità di genere, ma evidenzia anche che il percorso verso una piena inclusione è ancora lungo. Tra i fattori principali emerge la limitata presenza femminile nelle discipline STEM – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – ma anche una componente culturale che continua a influenzare l’accesso delle donne alle professioni tecniche.

Un punto su cui insiste anche Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group, secondo cui le professioni legate all’energia restano ancora poco presidiate dalla componente femminile proprio perché le donne intraprendono in misura minore percorsi di studio nelle discipline scientifiche e tecnologiche.

Secondo Astolfi, il rapporto offre elementi utili per stimolare una maggiore presenza femminile nel mondo tecnico e scientifico e rafforzare il contributo di competenze che le donne già oggi apportano alla filiera energetica.

Una sfida strategica per la transizione energetica

La crescita delle energie rinnovabili e la trasformazione del sistema energetico europeo richiederanno nei prossimi anni un aumento significativo delle competenze tecniche e scientifiche.

In questo contesto, ampliare la partecipazione femminile rappresenta non solo una questione di equità, ma anche una leva strategica per sostenere lo sviluppo della transizione energetica.

Favorire l’accesso delle donne alle professioni tecniche, rafforzare la presenza nei ruoli decisionali e ridurre le disparità percepite potrebbe infatti contribuire a rendere l’intero settore più innovativo, competitivo e capace di attrarre nuovi talenti.
 

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Tommaso Tautonico
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