17/06/2026 - 18:11

Desertificazione e siccità, l’Italia rafforza il monitoraggio del suolo e guarda alla COP17

Nella Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, il Ministero dell’Ambiente rilancia le azioni per la gestione sostenibile del territorio. Dal nuovo sistema di monitoraggio finanziato dal PNRR ai progetti nel Sahel, l’obiettivo è rafforzare la resilienza dei territori più vulnerabili.

 

Desertificazione e siccità

La degradazione del suolo e la scarsità d’acqua stanno diventando una delle principali sfide ambientali del XXI secolo. In occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ribadito il proprio impegno nel rafforzare gli strumenti di prevenzione e adattamento, puntando su innovazione tecnologica, gestione sostenibile del territorio e cooperazione internazionale. L’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite richiama l’attenzione su fenomeni che interessano aree sempre più vaste del pianeta e che incidono direttamente sulla produttività agricola, sulla disponibilità di risorse idriche e sulla conservazione degli ecosistemi. Per l’edizione 2026 il focus è dedicato ai pascoli, considerati una risorsa strategica per la resilienza climatica e la tutela della biodiversità.

Il monitoraggio digitale del territorio
Tra gli strumenti messi in campo dal Ministero figura il progetto SIM, il Sistema integrato di Monitoraggio e Previsione sviluppato nell’ambito del PNRR. La piattaforma utilizza tecnologie avanzate di osservazione e raccolta dati, tra cui telerilevamento aerospaziale e sensoristica distribuita sul territorio, per migliorare la capacità di prevedere e gestire i rischi ambientali. L’obiettivo è rendere più efficace il monitoraggio dei fenomeni legati al degrado del suolo, consentendo interventi più tempestivi e una pianificazione basata su dati aggiornati e integrati. Accanto agli strumenti tecnologici, il Ministero richiama il ruolo del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, che individua nella gestione sostenibile dei pascoli una delle misure utili a contrastare gli effetti della crisi climatica. Tra le pratiche considerate strategiche rientra il mantenimento dei sistemi tradizionali di pascolo arborato, ritenuti importanti per la conservazione degli equilibri ecologici e del paesaggio rurale.

Dal Sahel un modello di cooperazione
La strategia italiana si sviluppa anche sul piano internazionale attraverso iniziative dedicate alle aree più esposte alla desertificazione. Particolare attenzione è rivolta alla regione del Sahel, dove il MASE collabora con la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione e con l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura per sostenere interventi di recupero ambientale e sviluppo locale. Tra le esperienze più rilevanti figura il progetto “Creating Lands of Opportunities”, concluso nel 2024 in Burkina Faso, Ghana e Niger. L’iniziativa ha contribuito al recupero di terre degradate e al rafforzamento della resilienza delle comunità locali attraverso pratiche sostenibili di gestione del territorio. Da questa esperienza nasce il nuovo programma “Sahelian Landscapes, a Land of Opportunities”, che amplia l’azione anche a Benin e Senegal. Il progetto punta a favorire l’accesso all’acqua, promuovere l’uso sostenibile delle risorse naturali e sostenere nuove opportunità economiche legate alle filiere locali.

Verso la COP17 sulla lotta alla desertificazione
Il tema della gestione sostenibile del suolo sarà al centro anche della prossima COP17 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione, in programma ad agosto a Ulaanbaatar, in Mongolia. In vista dell’appuntamento, il Ministero promuove il Padiglione Italiano Virtuale 2026 insieme al Ministero degli Affari Esteri, all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e all’ISPRA. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di coordinare la presenza del Sistema Italia e valorizzare le esperienze sviluppate nel campo della tutela del territorio e dell’adattamento climatico. In uno scenario segnato dall’aumento degli eventi estremi e dalla crescente pressione sulle risorse naturali, la lotta alla siccità si conferma una delle priorità delle politiche ambientali, con implicazioni che riguardano agricoltura, sicurezza idrica, biodiversità e sviluppo economico.

Marilisa Romagno
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