30/06/2026 - 16:20

Data center e acqua, le utility europee avvertono: "L'AI non comprometta le riserve idriche"

Per anni il dibattito sulla crescita dei data center si è concentrato quasi esclusivamente sul consumo di elettricità. Oggi, però, un secondo fattore sta emergendo con forza: la disponibilità di acqua. Con la diffusione dell'intelligenza artificiale, le aziende europee che gestiscono il servizio idrico chiedono che la tutela delle risorse idriche entri ufficialmente tra i criteri per autorizzare la costruzione dei nuovi poli digitali.

AI e acqua

A lanciare l'allarme è EurEau, che rappresenta gli operatori dell'acqua potabile e delle acque reflue di oltre trenta Paesi europei. L'associazione interviene sulla proposta della Commissione europea dedicata allo sviluppo delle infrastrutture digitali, chiedendo che la disponibilità idrica locale diventi un requisito fondamentale nella definizione delle aree accelerate destinate ai nuovi data center.

Secondo EurEau, la proposta della Commissione riconosce che la crescita dell'intelligenza artificiale e del cloud computing aumenterà la domanda di acqua, ma non attribuisce ancora sufficiente peso alle condizioni dei singoli territori. Le conseguenze, sottolineano le utility, possono essere molto diverse da un'area all'altra, in funzione del clima, delle stagioni, delle risorse disponibili e della presenza di altri grandi consumatori industriali.

Perché i data center consumano così tanta acqua

L'acqua è indispensabile soprattutto per il raffreddamento dei server che elaborano enormi quantità di dati. L'aumento dei carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale rende infatti sempre più complessa la gestione del calore prodotto dalle infrastrutture digitali.

Accanto al consumo diretto esiste poi una componente meno visibile ma altrettanto importante: l'acqua utilizzata per produrre l'energia elettrica che alimenta i data center. Per questo motivo la disponibilità di risorse idriche sta diventando un elemento sempre più rilevante sia nella progettazione sia nella scelta dei siti in cui costruire nuovi impianti.

Un tema che riguarda anche l'Europa

Negli ultimi mesi la Commissione europea ha accelerato le iniziative per rafforzare la capacità europea nel cloud e nell'intelligenza artificiale, considerandole infrastrutture strategiche per la competitività del continente. Parallelamente, però, cresce il confronto sugli impatti ambientali di questa espansione.

Per EurEau la priorità è evitare che lo sviluppo digitale comprometta la sicurezza dell'approvvigionamento idrico delle comunità locali. L'associazione invita quindi Parlamento europeo e Consiglio a integrare esplicitamente la disponibilità di acqua tra i criteri utilizzati per individuare le aree destinate ai nuovi data center, così da conciliare innovazione tecnologica e tutela di un'infrastruttura essenziale come il servizio idrico.

L'acqua entra nel dibattito sull'intelligenza artificiale

Il confronto segna un cambio di prospettiva. Se finora l'impatto dei data center veniva valutato soprattutto in termini di energia ed emissioni, oggi l'attenzione si sposta anche sulla capacità dei territori di sostenere una domanda crescente di acqua.

In un contesto segnato da periodi di siccità sempre più frequenti e da reti idriche già sotto pressione in molte aree europee, il tema potrebbe influenzare non solo la localizzazione dei futuri data center, ma anche le autorizzazioni, gli investimenti e le tecnologie di raffreddamento adottate dal settore nei prossimi anni.

Tommaso Tautonico
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