13/03/2026 - 12:27

Dall’insetto ai rifiuti organici: il progetto Ue che ha acceso un business da 200 milioni

Un progetto europeo nato per sperimentare una soluzione di economia circolare sta oggi dando origine a un vero modello industriale. Il programma LIFE Waste2Protein, finanziato dall’Unione europea, ha infatti contribuito a creare un’attività di bioconversione degli insetti oggi valutata circa 200 milioni di euro, con impianti già operativi e una diffusione prevista in diversi Paesi europei.

economia circolare

Il progetto LIFE Waste2Protein è stato avviato con l’obiettivo di sviluppare una tecnologia capace di trasformare rifiuti organici e scarti alimentari in proteine alternative per mangimi e fertilizzanti, utilizzando le larve della mosca soldato nera.

Questi insetti sono particolarmente efficienti nel decomporre materia organica: le loro larve consumano rapidamente rifiuti biologici e li trasformano in biomassa ricca di proteine e nutrienti. Il risultato è un sistema che consente di recuperare valore da rifiuti che altrimenti finirebbero in discarica o in processi di trattamento più costosi, aprendo nuove opportunità per la bioeconomia.

La tecnologia sviluppata dal progetto ha portato alla creazione di un sistema modulare di allevamento chiamato ReFarmUnit, una fattoria di insetti decentralizzata che può essere installata vicino a aziende agricole o industrie alimentari.

Ogni unità è in grado di trattare fino a 10.000 tonnellate di rifiuti organici all’anno, trasformandoli in ingredienti utili per l’alimentazione animale e fertilizzanti naturali.

Un modello industriale nato da un progetto europeo

Dopo la fase di ricerca e sperimentazione, la tecnologia è stata integrata nel gruppo industriale REPLOID, che ha iniziato a sviluppare la soluzione su scala commerciale.

Nel 2025 l’azienda è stata quotata alla Borsa di Vienna, raggiungendo una capitalizzazione di circa 200 milioni di euro, con ricavi ormai nell’ordine delle decine di milioni e nuovi investimenti per ampliare la diffusione della tecnologia.

La prima installazione commerciale della ReFarmUnit è stata inaugurata recentemente in Baviera con un investimento di circa 5,4 milioni di euro. L’impianto rappresenta un passo importante verso la diffusione su larga scala di questo modello basato sulla innovazione ambientale.

Economia circolare applicata al sistema alimentare

L’interesse per questo tipo di soluzioni è legato anche alle criticità della filiera dei mangimi. Oggi una parte significativa delle proteine utilizzate negli allevamenti deriva da soia e farina di pesce, con impatti ambientali rilevanti legati alla deforestazione e alla pesca intensiva.

Le proteine alternative prodotte dagli insetti rappresentano una possibile soluzione per ridurre questa pressione, offrendo al tempo stesso una forma di valorizzazione dei rifiuti organici.

Inoltre, la modularità degli impianti consente di installare queste tecnologie vicino alle fonti di scarto – come aziende agricole o industrie alimentari – migliorando l’efficienza complessiva dei sistemi di gestione rifiuti organici.

Un esempio di innovazione sostenuta dall’Europa

Il caso Waste2Protein mostra come i programmi europei possano funzionare da catalizzatori di tecnologie sostenibili, sostenendo la fase di ricerca e dimostrazione di soluzioni che poi trovano spazio sul mercato.

Con nuovi impianti previsti in diversi Paesi europei, questa tecnologia potrebbe contribuire nei prossimi anni a rafforzare la bioeconomia e a rendere più efficiente la gestione dei rifiuti organici, trasformando gli scarti in risorse utili per l’economia.
 

Image by kp yamu Jayanath from Pixabay

Tommaso Tautonico
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