27/10/2025 - 18:06

Consiglio UE: rinviato ancora l’obiettivo climatico 2040, rischio di un’Europa senza guida alla COP30

Il Consiglio UE rinvia ancora la decisione sull’obiettivo climatico 2040. Il WWF avverte: l’Unione rischia di arrivare alla COP30 di Belém senza una strategia credibile per la riduzione delle emissioni e un piano chiaro di transizione.

emissioni

Il Consiglio dell’Unione Europea ha rinviato nuovamente la decisione sull’obiettivo climatico al 2040, a pochi giorni dall’inizio della COP30 che si terrà a novembre a Belém, in Brasile.
Nonostante settimane di negoziati, i leader europei non sono riusciti a raggiungere un accordo, rimandando la questione ai ministri dell’Ambiente, che a loro volta avevano già passato il testimone ai capi di Stato un mese fa.

Il dato politico, tuttavia, resta chiaro: l’obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040 è ancora l’unico formalmente in discussione.
Il WWF invita i ministri a definire una posizione comune entro la riunione straordinaria del Consiglio Ambiente del 4 novembre, l’ultima occasione prima della COP30 per dare all’Europa un ruolo di leadership climatica.

L’Europa rischia di arrivare alla COP30 senza una strategia

Dal 6 al 7 novembre si terrà a Belém il Leaders’ Summit, seguito dalla COP30 dal 10 al 21 novembre. Senza una decisione sul target 2040, l’Unione europea non potrà nemmeno definire il nuovo contributo nazionale determinato (NDC) richiesto dall’Accordo di Parigi.

“È ora di smetterla con il gioco dello scaricabarile tra ministri e leader – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia –. L’Europa non può presentarsi a Belém a mani vuote. Serve un impegno concreto per tagliare le emissioni, senza ricorrere a compensazioni internazionali che non garantiscono risultati reali.”

Il WWF sottolinea che l’obiettivo del 90% non deve includere crediti esteri, giudicati inaffidabili e fuorvianti. “Il clima non può essere ingannato da una contabilità creativa – ha aggiunto Midulla –. L’Italia continua a spingere sui crediti internazionali invece di investire in una transizione giusta e nazionale, mostrando una mancanza di coerenza preoccupante.”

Rischio di deregolamentazione ambientale in Europa

Oltre allo stallo sul clima, i leader europei hanno rilanciato una spinta alla semplificazione normativa che, secondo il WWF, rischia di tradursi in una deregolamentazione ambientale su larga scala.
Nella riunione del Consiglio, infatti, è stato chiesto alla Commissione europea di proporre un “flusso costante” di pacchetti legislativi omnibus per ridurre gli oneri regolatori.

Una linea, denuncia l’organizzazione, che negli ultimi anni ha già portato all’indebolimento di diversi standard ambientali e sanitari, spesso senza adeguate valutazioni d’impatto o consultazioni pubbliche.
“Se i leader vogliono davvero tutelare la competitività e la certezza normativa delle imprese – ha commentato Dante Caserta, responsabile Affari legali e istituzionali del WWF Italia – dovrebbero innanzitutto attuare pienamente le leggi ambientali esistenti. Così si potrebbero risparmiare all’economia europea oltre 180 miliardi di euro l’anno, contro gli appena 8 miliardi previsti dalla deregolamentazione.”

L’urgenza di una leadership climatica europea

Con la COP30 alle porte e il tempo per il clima sempre più ridotto, l’Unione europea rischia di perdere la credibilità costruita negli ultimi anni come leader globale nella lotta al cambiamento climatico.
Le decisioni del 4 novembre saranno decisive per capire se l’Europa sceglierà la via della responsabilità climatica o dell’inerzia politica.

Tommaso Tautonico
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