25/06/2026 - 13:01

Clima e scuola, l’89% degli insegnanti chiede più educazione ambientale e benessere in classe

La crisi climatica cambia anche il modo di insegnare. Una nuova indagine rivela come le scuole stiano diventando un luogo chiave per trasformare preoccupazioni e incertezze sul futuro in consapevolezza e partecipazione attiva.

 

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La sfida climatica non riguarda più soltanto dati scientifici, temperature record o eventi estremi. Nelle scuole italiane è diventata una questione educativa che coinvolge emozioni, comportamenti e visione del futuro. È questo il messaggio che emerge dalla nuova ricerca realizzata nell’ambito del progetto “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro”, promosso da Sanpellegrino e ScuolAttiva ETS con la supervisione scientifica dell’Università di Pavia. L’indagine evidenzia come la scuola stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell’accompagnare i bambini a comprendere gli effetti della crisi climatica senza alimentare paure o sentimenti di impotenza. Per l’89% degli insegnanti aiutare gli studenti a riconoscere il legame tra ambiente e benessere personale rientra pienamente nella missione educativa della scuola.

La sostenibilità entra nella quotidianità scolastica
I risultati mostrano una crescente integrazione tra educazione ambientale, sviluppo emotivo e cittadinanza attiva. Per il 78% dei docenti, le attività pratiche legate alla natura e alla cura dell’ambiente dovrebbero entrare stabilmente nella routine scolastica, superando la logica dei progetti occasionali. Il dato appare particolarmente significativo alla luce della precedente ricerca condotta dall’Università di Pavia nel 2024, che aveva rilevato una forte sensibilità dei più giovani verso i temi climatici. Il 95% dei bambini intervistati dichiarava infatti preoccupazione per il futuro del Pianeta, mentre circa il 40% mostrava segnali riconducibili a forme di eco-ansia. Allo stesso tempo emergevano elevati livelli di responsabilità individuale e fiducia nella possibilità di contribuire al cambiamento. La nuova indagine sposta l’attenzione dagli studenti agli insegnanti, analizzando come il mondo della scuola stia rispondendo a queste esigenze educative emergenti.

Formazione per affrontare il cambiamento climatico senza catastrofismo
All’interno del progetto è stato sviluppato un percorso di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, rivolto ai docenti delle scuole primarie. I webinar proposti sono stati valutati positivamente da quasi l’85% dei partecipanti, che ne hanno apprezzato soprattutto la capacità di fornire strumenti concreti per affrontare i temi della sostenibilità in classe attraverso approcci costruttivi e orientati all’azione. Il campione coinvolto comprende prevalentemente insegnanti con oltre dieci anni di esperienza professionale, un elemento che rafforza il valore delle valutazioni raccolte. Tra gli aspetti più apprezzati emerge la possibilità di sviluppare strategie educative capaci di parlare di cambiamento climatico senza ricorrere a narrazioni esclusivamente allarmistiche. Secondo Livio Provenzi, responsabile scientifico del progetto per l’Università di Pavia, affrontare l’eco-ansia significa riconoscere l’impatto emotivo delle informazioni sul clima e accompagnare bambini e ragazzi attraverso percorsi che favoriscano fiducia, partecipazione e senso di efficacia personale.

Il toolkit che stimola partecipazione e consapevolezza
Un ruolo centrale è stato svolto dal toolkit didattico sperimentale sviluppato nell’ambito del progetto, dedicato ai temi della natura, delle emozioni e della tutela ambientale. I risultati raccolti dagli insegnanti mostrano effetti rilevanti sulla partecipazione degli studenti. L’84,9% dei docenti ha osservato un forte coinvolgimento nelle attività dedicate alla consapevolezza ambientale. Il 78,8% segnala una maggiore empatia verso animali, piante e paesaggi naturali, mentre il 75,8% evidenzia una crescita della collaborazione nei lavori di gruppo.
Anche la curiosità verso la natura e il rapporto tra salute e ambiente risulta in aumento secondo oltre il 72% degli insegnanti coinvolti. L’efficacia dello strumento trova conferma nel livello di soddisfazione espresso dai partecipanti: il 97% consiglierebbe il progetto ad altri colleghi, indicando la necessità di rendere sempre più strutturale questo tipo di percorsi all’interno delle attività scolastiche.

Educare al futuro
I dati raccolti suggeriscono che la scuola possa diventare uno dei principali luoghi in cui trasformare la preoccupazione per la crisi climatica in competenze, responsabilità e partecipazione. L’obiettivo non è soltanto trasmettere conoscenze sul cambiamento climatico, ma sviluppare nei più giovani la capacità di immaginare soluzioni e contribuire attivamente alla transizione verso modelli più sostenibili. In questo percorso, l’evoluzione dall’eco-ansia all’eco-care rappresenta uno dei risultati più significativi: un approccio che mette al centro la cura, la consapevolezza e la fiducia nel cambiamento come strumenti educativi per affrontare le sfide ambientali delle prossime generazioni.

Marilisa Romagno
autore
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