02/09/2026 - 17:47

Clima, 1,5 °C sempre più vicino: le politiche attuali portano verso 3 °C entro il 2100

Il nuovo rapporto UNEP avverte che il limite di 1,5 °C potrebbe essere superato già entro il prossimo decennio. Per il WWF servono tagli più rapidi alle emissioni, maggiori finanziamenti climatici e un’accelerazione su rinnovabili, adattamento e tutela degli ecosistemi.

 

Clima

Il mondo si avvicina rapidamente a una soglia climatica che sembrava ancora lontana. Il limite di 1,5 °C rispetto all’epoca preindustriale potrebbe essere superato entro il 2029 o nei primi anni Trenta, mentre le politiche attualmente in vigore conducono verso un riscaldamento di circa 3 °C entro la fine del secolo. È questo uno degli scenari evidenziati dal nuovo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), richiamato dal WWF per chiedere ai governi un’accelerazione immediata nella riduzione delle emissioni. Per l’organizzazione ambientalista, l’avvicinamento alla soglia non deve tradursi in una revisione al ribasso degli obiettivi climatici, ma nella necessità di rafforzare gli interventi.

Perché ogni frazione di grado conta
L’Accordo di Parigi ha fissato l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C, proseguendo gli sforzi per limitarlo a 1,5 °C. Secondo il WWF, questa soglia continua a rappresentare il principale riferimento scientifico e politico per contenere i rischi legati al cambiamento climatico. Un eventuale superamento, soprattutto se prolungato, aumenterebbe infatti le pressioni su ecosistemi, comunità ed economie. Ondate di calore, eventi meteorologici estremi, perdita di biodiversità e danni alle risorse naturali sono destinati a diventare più difficili da gestire con l’aumentare del riscaldamento globale. Il quadro non è però immutabile. Gli impegni climatici assunti negli ultimi anni hanno già modificato le prospettive rispetto allo scenario di circa 4 °C che veniva considerato possibile nel 2015. Se gli attuali impegni per l’azzeramento delle emissioni nette e i piani nazionali venissero pienamente attuati, il riscaldamento stimato potrebbe scendere a circa 1,8 °C.

Dal carbone alle rinnovabili, le scelte decisive
Per il WWF, la priorità è ora trasformare gli impegni in interventi più rapidi e strutturali. La riduzione dell’uso dei combustibili fossili, l'espansione delle energie rinnovabili, gli investimenti nell’adattamento e il ripristino degli ecosistemi sono indicati tra le azioni necessarie per limitare l’aumento delle temperature. Un ruolo centrale riguarda anche i finanziamenti climatici. Le comunità maggiormente esposte agli effetti del riscaldamento globale hanno spesso meno risorse per affrontare eventi estremi e trasformazioni ambientali. Aumentare il sostegno economico all’adattamento diventa quindi parte integrante della strategia climatica. Il WWF sottolinea inoltre che il superamento temporaneo della soglia di 1,5 °C non dovrebbe essere interpretato come la fine dell’obiettivo. La questione diventa anche quanto a lungo il pianeta rimarrà oltre quel livello e quanto rapidamente sarà possibile riportare il riscaldamento al di sotto della soglia.

La distanza tra gli obiettivi e le politiche
Il rapporto evidenzia così una distanza ancora significativa tra gli obiettivi dichiarati e le politiche effettivamente adottate. Ridurre il divario significa intervenire sulle emissioni nel breve periodo, evitando che il raggiungimento di traguardi futuri diventi un alibi per rinviare le decisioni più difficili. «Siamo vicini a superare il limite di 1,5 °C, ma questo deve essere uno stimolo all’azione», sottolinea il WWF, secondo cui indebolire l’ambizione climatica sarebbe la risposta sbagliata. L’obiettivo, invece, deve essere contenere il più possibile l’entità e la durata di un eventuale superamento.
La campagna Our Future dell’organizzazione ribadisce infine che la possibilità di vivere in un clima sicuro riguarda tutti. Il WWF invita i cittadini a sostenere la petizione “Zero scuse sul clima”, chiedendo al governo programmi climatici strutturati e non soltanto misure emergenziali.

Marilisa Romagno
autore
Articoli correlati