27/10/2025 - 12:31

Case green: in Italia mancano 15mila professionisti specializzati nell’edilizia sostenibile

Entro fine 2025 l’Italia dovrà presentare all’UE il piano per le “Case green”, ma mancano 15mila professionisti qualificati in edilizia sostenibile. Un deficit che rischia di rallentare la transizione del patrimonio edilizio verso l’efficienza energetica.

case green

Entro la fine del 2025, come previsto dalla direttiva europea “Case Green”, l’Italia dovrà presentare all’Unione Europea la prima bozza del programma nazionale di ristrutturazione del parco immobiliare.
Ma la transizione ecologica del settore edilizio rischia di scontrarsi con una grave carenza di competenze: secondo Green Building Council Italia (GBC Italia), Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e Accademia Italiana di Biofilia (AIB), nel nostro Paese mancano circa 15mila professionisti specializzati in edilizia sostenibile.

Questa mancanza potrebbe compromettere l’attuazione del piano europeo e rallentare la trasformazione energetica del patrimonio edilizio, che oggi vede oltre il 60% degli edifici costruiti prima del 1976 e il 45,3% nelle classi energetiche peggiori (F-G).

Una rivoluzione verde da 85 miliardi di euro

Secondo le stime del Centro Studi Geometri Italiani, la piena applicazione della direttiva costerà all’Italia 85 miliardi di euro entro il 2030, generando però un indotto complessivo da 280 miliardi di euro tra interventi diretti e indiretti.
L’obiettivo è chiaro: dal 1° gennaio 2028 tutti i nuovi edifici pubblici dovranno essere a emissioni zero, mentre dal 2030 lo standard sarà esteso a tutte le nuove costruzioni.

Gli edifici residenziali dovranno ridurre il consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Per quelli non residenziali è prevista la ristrutturazione del 16% degli edifici peggiori entro il 2030, fino al 26% entro il 2033.

Mancano competenze per l’edilizia sostenibile

La trasformazione green del settore edilizio richiede nuove competenze in ogni fase della filiera, dalla progettazione alla gestione, fino alla finanza e alla rendicontazione ESG. Tuttavia, SIMA, GBC Italia e AIB denunciano una forte difficoltà nel reperire figure professionali adeguate: in comparti come quello impiantistico elettrico il fabbisogno non coperto arriva al 75%.

Le figure più richieste sono esperti di edilizia sostenibile, consulenti ESG, professionisti certificati LEED, BREEAM e WELL, e specialisti in decarbonizzazione e salute degli edifici. Senza queste competenze, il rischio è quello di un ritardo strutturale nell’attuazione del piano europeo e di una perdita di competitività per il settore delle costruzioni italiane.

Nasce un master per formare i professionisti green del futuro

Per colmare il divario di competenze, l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, in collaborazione con GBC Italia, SIMA e AIB, ha lanciato un master universitario di secondo livello in “Health Design e ESG per il Real Estate”.
L’obiettivo è formare professionisti in grado di integrare salute, sostenibilità e innovazione nella progettazione e gestione degli edifici.

“Con questo percorso – spiega il professor Nicola Mammarella, coordinatore del master – vogliamo creare figure capaci di guidare la trasformazione ecologica e sociale del settore immobiliare attraverso un approccio interdisciplinare e concreto.”

Una sfida e un’opportunità per il futuro

“La direttiva Case Green – osserva Fabrizio Capaccioli, presidente di GBC Italia – rappresenta un banco di prova per il Paese. Per affrontarla con successo servono professionisti qualificati e formazione mirata, capaci di unire rigore tecnico e responsabilità sociale. Solo così potremo trasformare una sfida europea in un’occasione di innovazione e crescita sostenibile.”

Tommaso Tautonico
autore
Articoli correlati