05/08/2026 - 18:17

Carburanti verdi per le navi, in Europa solo sei impianti sono già operativi

L'Europa ha annunciato decine di impianti per produrre combustibili sintetici destinati al trasporto marittimo, ma quelli realmente operativi sono appena sei. Secondo Transport & Environment, senza una domanda stabile il settore rischia di spostare investimenti e produzione fuori dal continente.

carburanti green per le navi

La decarbonizzazione del trasporto marittimo europeo rischia di inciampare proprio nel momento in cui dovrebbe accelerare. Mentre compagnie di navigazione, porti e industria guardano ai carburanti verdi marittimi come una delle leve decisive per ridurre le emissioni del settore, la capacità produttiva europea resta ancora limitata. Secondo una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), nel continente sono stati annunciati 69 progetti dedicati agli e-fuel per lo shipping, ma soltanto sei impianti sono già entrati in funzione.

Molti annunci, pochi impianti realmente operativi

Il divario tra progetti e realtà industriale rappresenta oggi uno dei principali ostacoli alla transizione del settore navale. Gli impianti previsti dovrebbero produrre combustibili sintetici ottenuti combinando idrogeno rinnovabile e carbonio catturato, una soluzione considerata essenziale soprattutto per le rotte marittime più difficili da elettrificare.

La maggior parte delle iniziative europee, però, è ancora nelle fasi preliminari di sviluppo oppure attende la decisione finale di investimento. Senza contratti di acquisto di lungo periodo e senza segnali di domanda sufficientemente solidi, molti progetti rischiano di rimanere sulla carta o di subire ulteriori rinvii.

La sfida non riguarda solo il clima ma anche la competitività

Per T&E il tema non riguarda esclusivamente la riduzione delle emissioni del settore marittimo. Attorno agli e-fuel si sta infatti costruendo una nuova filiera industriale che coinvolge produttori di energia rinnovabile, raffinerie, impianti per l'elettrolisi, operatori portuali e aziende della logistica.

Se gli investimenti dovessero rallentare, l'Europa potrebbe perdere parte della capacità produttiva proprio mentre altri mercati stanno accelerando. Il rischio è quello di dover importare una quota crescente di combustibili sintetici, con conseguenze sulla competitività industriale e sulla sicurezza energetica delle future rotte commerciali.

Le nuove regole europee potrebbero fare la differenza

L'entrata in vigore delle politiche europee dedicate alla decarbonizzazione dello shipping europeo, a partire dagli obblighi previsti dal regolamento FuelEU Maritime, dovrebbe contribuire a creare una domanda crescente di combustibili a basse emissioni.

Secondo T&E, però, gli obiettivi normativi da soli potrebbero non bastare. Per trasformare gli annunci in impianti produttivi serviranno maggiore certezza per gli investitori, strumenti di sostegno nelle fasi iniziali e accordi commerciali che consentano ai produttori di pianificare gli investimenti su orizzonti di lungo periodo.

La partita, in altre parole, non riguarda soltanto la riduzione delle emissioni delle navi. Riguarda anche la capacità dell'Europa di costruire una filiera industriale competitiva in un mercato destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni.

Tommaso Tautonico
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