27/08/2026 - 12:46

Caldo in casa, fino a 40 gradi: in Europa l’abitazione diventa un rischio per la salute

In Italia, Francia, Spagna, Grecia e Cipro alcune abitazioni raggiungono 35-40 °C durante le ondate di calore. Il progetto LIFE ASSERT mette in relazione qualità degli edifici, disabilità e povertà energetica.

caldo in casa

Una casa che raggiunge i 35 o 40 °C e continua a trattenere calore anche quando fuori la temperatura comincia a scendere non è semplicemente scomoda. Può diventare un ambiente nel quale dormire, muoversi e svolgere attività quotidiane diventa difficile, soprattutto per chi convive con una disabilità o con condizioni di vulnerabilità economica. È quanto emerge dalle testimonianze raccolte in Italia, Francia, Spagna, Grecia e Cipro dal progetto europeo LIFE ASSERT, che porta il caldo in casa fuori dal terreno del semplice comfort e dentro quello della salute pubblica.

Pubblicata il 25 agosto sulla piattaforma europea BUILD UP, l’analisi curata da Sana Fatima Ali e Annamaria Belleri di Eurac Research e Marina Varvesi di AISFOR parte dalle esperienze delle persone con disabilità fisiche che vivono in condizioni di povertà energetica. Le testimonianze descrivono abitazioni che durante le ondate di calore accumulano progressivamente calore e rimangono surriscaldate anche dopo il tramonto. In diversi casi le temperature interne dichiarate arrivano a 35-40 °C.

Quando raffrescare casa serve per restare autonomi

Le conseguenze non si fermano alla sensazione di caldo. I partecipanti riferiscono sonno disturbato, stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione e problemi nello svolgimento delle normali attività. In alcuni casi le temperature elevate aggravano condizioni di salute preesistenti o rendono più difficile gestirne i sintomi. Con il prolungarsi delle ondate di calore, l'abitazione smette così di essere il luogo nel quale recuperare dalle temperature esterne e diventa essa stessa una fonte di stress fisico e psicologico.

Il problema assume una dimensione ulteriore per le persone con disabilità. Non sempre finestre, schermature o comandi degli impianti sono facilmente accessibili e alcuni partecipanti hanno raccontato di aver bisogno dell'aiuto di familiari o assistenti per regolare il proprio ambiente domestico. Il raffrescamento casa, in queste condizioni, riguarda direttamente anche l'autonomia personale: non poter modificare rapidamente la temperatura significa dipendere da qualcun altro proprio durante le ore più critiche.

Ventilazione naturale, schermature solari, ventilatori e aria condizionata vengono utilizzati insieme per cercare di contenere il surriscaldamento. Ma l'efficacia delle soluzioni dipende dall'edificio, dall'accessibilità dei dispositivi e dalla possibilità economica di utilizzare gli impianti. Secondo LIFE ASSERT, considerare il raffrescamento accessibile soltanto come disponibilità di un condizionatore o come riduzione del prezzo dell'elettricità rischia quindi di non cogliere la complessità del problema.

Le case europee devono adattarsi anche all'estate

L'indagine apre così una questione destinata a pesare sempre di più sulle politiche per gli edifici. Gran parte dell'attenzione sull'efficienza energetica delle abitazioni europee si è storicamente concentrata sulla riduzione dei consumi e sulla protezione dal freddo. Ondate di calore più frequenti e intense obbligano però a considerare anche la capacità degli edifici di limitare il surriscaldamento estivo e di consentire agli occupanti di controllare facilmente il proprio ambiente.

ASSERT, progetto finanziato nell'ambito del programma LIFE e attivo dall'ottobre 2024 al settembre 2027, nasce proprio per affrontare la povertà energetica delle persone con disabilità fisiche e opera nei cinque Paesi coinvolti nell'indagine. Il programma punta anche sulla formazione di amministrazioni, operatori energetici e professionisti sociali e sanitari, affinché siano in grado di riconoscere bisogni che intrecciano energia, condizioni abitative e vulnerabilità.

La prospettiva cambia anche il significato delle politiche di adattamento. Un'abitazione capace di consumare meno energia non è necessariamente un'abitazione capace di proteggere chi la occupa durante un'ondata di calore. Prestazioni dell'involucro, schermature, ventilazione, sistemi di raffrescamento efficienti e accessibilità dei comandi diventano parti dello stesso problema.

Con estati sempre più difficili da affrontare, la qualità dell'abitare dovrà quindi essere misurata anche nei mesi più caldi. Per le famiglie che non possono permettersi un raffrescamento adeguato e per le persone che hanno esigenze fisiche specifiche, mantenere una temperatura sicura dentro casa non è un consumo superfluo: è una condizione necessaria per continuare a vivere in autonomia.

Tommaso Tautonico
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