15/06/2026 - 12:25

Batterie europee, l’Ue sblocca 1,5 miliardi: la sfida per ridurre la dipendenza dalla Cina

L'Unione europea mette sul tavolo 1,5 miliardi di euro per sostenere i produttori di celle per batterie nella fase più delicata della crescita industriale. L'obiettivo è rafforzare una filiera strategica per auto elettriche, accumulo energetico e competitività industriale, oggi ancora fortemente dipendente dalle importazioni asiatiche.

produzione batterie

La corsa europea alla mobilità elettrica e ai sistemi di accumulo rischia di fermarsi ben prima della transizione energetica. Il problema non riguarda la domanda di batterie, ma la capacità dell'Europa di produrle. Oggi oltre la metà delle batterie utilizzate nel mercato europeo proviene da produttori cinesi e la produzione globale è dominata dall'Asia. Per questo la Commissione europea ha deciso di attivare la nuova Battery Booster Facility, uno strumento finanziario che mobiliterà fino a 1,5 miliardi di euro per sostenere i produttori europei di celle nella fase di avvio delle loro attività industriali.

Un aiuto per la fase più difficile della filiera

La misura sarà finanziata attraverso l'Innovation Fund, alimentato dai proventi del sistema europeo ETS, e si tradurrà principalmente in prestiti senza interessi destinati ai produttori di celle che stanno portando sul mercato impianti di grande scala. L'obiettivo è sostenere il cosiddetto "ramp-up", la fase in cui una fabbrica passa dalla costruzione alla piena operatività, spesso la più rischiosa dal punto di vista economico e industriale.

La Commissione ritiene infatti che negli ultimi anni l'Europa abbia attirato investimenti significativi nella produzione di batterie, ma che il contesto internazionale sia profondamente cambiato. L'eccesso di capacità produttiva globale, la pressione competitiva asiatica e il rallentamento di alcuni programmi industriali europei stanno rendendo più difficile la crescita delle gigafactory previste nel continente.

Auto elettriche, reti e accumulo dietro la strategia europea

Dietro il piano non c'è soltanto il mercato delle auto elettriche. Le batterie sono considerate un'infrastruttura strategica anche per la gestione delle reti elettriche e per l'integrazione delle fonti rinnovabili. Con l'aumento di fotovoltaico ed eolico, la disponibilità di sistemi di accumulo diventa infatti essenziale per garantire stabilità e sicurezza energetica.

La strategia europea punta quindi a rafforzare l'intera catena del valore, dalle materie prime ai sistemi di riciclo, fino alla produzione industriale. Accanto ai 1,5 miliardi destinati alle celle, Bruxelles prevede ulteriori risorse per sostenere progetti legati alle materie prime critiche necessarie alla produzione delle batterie.

Una partita industriale che vale più delle batterie

Per Bruxelles la questione è diventata soprattutto una sfida di competitività. La filiera delle batterie viene ormai considerata cruciale per il futuro dell'industria europea, al pari dei semiconduttori e delle tecnologie per l'intelligenza artificiale.

Secondo la Commissione, una strategia coordinata potrebbe generare fino a 170 mila nuovi posti di lavoro e contribuire significativamente alla crescita economica europea entro il 2030. Il piano prevede inoltre misure per rafforzare la domanda interna, favorire investimenti industriali e sostenere lo sviluppo di tecnologie avanzate come le batterie allo stato solido e le soluzioni di riciclo dei materiali.

La partita che si apre oggi riguarda quindi molto più delle auto elettriche. Riguarda la capacità dell'Europa di mantenere una presenza industriale in uno dei mercati più strategici della transizione energetica. Se la produzione continuerà a concentrarsi fuori dal continente, anche una parte significativa del valore economico generato dalla decarbonizzazione rischierà di essere importata insieme alle batterie.

Tommaso Tautonico
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