14/04/2026 - 15:51

Vetro italiano sempre più verde: cresce l’energia rinnovabile e cala l’impatto ambientale

Economia Circolare

Nel pieno delle turbolenze economiche ed energetiche globali, l’industria del vetro italiana consolida il suo percorso di transizione sostenibile.

Il quarto Rapporto di Sostenibilità di Assovetro segna progressi in efficienza, energie rinnovabili e circolarità, con investimenti record e attenzione al lavoro stabile e inclusivo e  racconta un’industria che investe in innovazione, riduce consumi e inquina meno.

Emissioni giù, rinnovabili su e oltre 11mila lavoratori coinvolti nella transizione ecologica del vetro italiano.

Un settore resiliente nel cuore della transizione verde

In un periodo segnato da aumenti dei costi energetici e da profonde incertezze economiche globali, il comparto del vetro italiano non si ferma. Anzi, consolida la sua posizione come pilastro della manifattura sostenibile.

Il fatturato del settore ha raggiunto nel 2024 3,8 miliardi di euro, con un rapporto costi/ricavi migliorato fino all’88,2%. Gli investimenti per ambiente e sicurezza hanno toccato quota 30 milioni di euro, dimostrando l’impegno costante nel perseguire un modello industriale sempre più responsabile.

Secondo il quarto Rapporto di Sostenibilità di Assovetro, l’associazione che rappresenta 14 aziende associate (11 di vetro cavo e 3 di vetro piano, pari a circa l’80% della capacità produttiva nazionale), il biennio 2023‑2024 ha confermato la solidità e la trasparenza del settore nel rendicontare i propri risultati economici, ambientali e sociali.

“Le imprese del vetro continuano a investire nella sostenibilità”

“Questo Rapporto dimostra che, nonostante il contesto difficile, le imprese del vetro continuano a percorrere la via di una produzione sempre più sostenibile, investendo in ricerca e sviluppo e adottando soluzioni per ridurre l’impatto ambientale. Come industria siamo fermi nel nostro impegno a perseguire la transizione ecologica, ma è necessario il supporto delle Istituzioni e della politica per vincere una sfida che potrà cambiare il modo di fare industria in Italia”, ha dichiarato Marco Ravasi, Presidente di Assovetro.

Un messaggio chiaro: il vetro, materiale storico e simbolo dell’artigianato italiano, si conferma protagonista dell’innovazione green e punta a diventare modello di riferimento per l’industria circolare europea.

Fatturato, produzione e investimenti in crescita

Il biennio 2023‑2024 ha registrato un rallentamento della produzione, attestatasi intorno ai 5 milioni di tonnellate, a causa del calo dei consumi interni influenzati da inflazione e tensioni internazionali. Nonostante ciò, il settore ha mostrato una grande capacità di reazione.

La produzione di vetro cavo rappresenta l’86% del totale, con una quota predominante (oltre il 93%) destinata ai contenitori per prodotti alimentari e farmaceutici. Il restante 12% viene impiegato per il vetro piano, utilizzato in edilizia e automotive.

Le spese energetiche, elemento cruciale per un’industria ad alta intensità termica, hanno visto un calo significativo: dal picco del 29% nel 2022 con punte fino al 56%, sono scese al 22,12% nel 2023 e al 18,9% nel 2024.
Questo ha permesso di recuperare competitività e di investire con forza nell’ammodernamento degli impianti.

Gli investimenti complessivi in impianti e innovazione hanno raggiunto 270 milioni di euro nel 2024, equivalenti a oltre il 9% del fatturato – il livello più alto dal 2016 (eccetto il picco nel 2018).

Energia più pulita: le rinnovabili al 37%

Il vetro, per essere lavorato, richiede temperature elevate e quindi grandi quantità di energia. Ma il settore ha saputo ridurre i consumi e migliorare l’efficienza.

Il consumo energetico medio del settore si mantiene stabile a 0,18 TEP per tonnellata di vetro fuso dal 2016, ma è la composizione dell’energia utilizzata a segnare un traguardo storico: nel 2024 il 37% dell’energia proviene da fonti rinnovabili, rispetto all’11% solo due anni prima.

Un passo reso possibile dall’ingresso di nuove aziende alimentate al 100% da energie verdi, ma anche da un più ampio ricorso a forniture certificate e a contratti d’acquisto di energia rinnovabile.

Emissioni e consumi idrici in netto calo

Anche sul fronte ambientale, il comparto mostra risultati tangibili. Le emissioni di CO₂ per tonnellata di vetro fuso restano stabili nel breve termine, ma in continua discesa nel lungo periodo.
Rispetto a quarant’anni fa, il settore ha ridotto le emissioni di CO₂ del 70%.

Nel frattempo, il calo è sorprendente anche per le emissioni di ossido di azoto (NOx), scese del 36,5% rispetto al 2016, e per quelle di ossido di zolfo (SOx), ridotte del 42,9%.

Un traguardo altrettanto importante arriva dalla gestione dell’acqua: i consumi idrici per tonnellata di vetro fuso si sono dimezzati, passando da 2,16 m³ nel 2016 a 1,18 m³ nel 2024, grazie all’introduzione di circuiti chiusi di raffreddamento e sistemi di riuso delle acque di processo.

Vetro simbolo dell’economia circolare

Con la sua natura infinitamente riciclabile, il vetro è un caso-scuola di economia circolare.
Nel 2024, la raccolta differenziata del vetro ha raggiunto il 91% e il numero di imballaggi avviati al riciclo è aumentato del 2,8%, portando il tasso di riciclo all’80,3%.

Le vetrerie italiane hanno utilizzato in media il 57% di rottame di vetro riciclato, riducendo così in modo significativo l’uso di sabbia silicea e carbonati naturali.
Questo ha permesso di risparmiare energia e CO₂, dimostrando che l’economia circolare non è solo un modello virtuoso ma anche un vantaggio competitivo.

Sul piano della qualità ambientale, il numero di impianti certificati ISO 14001 e EMAS è aumentato di 51 unità dal 2016, a dimostrazione del crescente impegno del comparto verso standard di produzione sostenibili e verificabili.

Sostenibilità sociale: stabilità occupazionale e formazione

Oltre ai risultati ambientali, il Rapporto fotografa una realtà occupazionale stabile e inclusiva.
Nel 2024 le aziende italiane del vetro (cavo e piano) impiegavano 11.031 lavoratori, un numero pressoché invariato dal 2016.

Le forme contrattuali stabili rappresentano ben il 91,5% dell’occupazione complessiva.
La maggior parte dei contratti integrativi aziendali include servizi di welfare (73,7%), premi collettivi e misure di flessibilità oraria a tutela del benessere dei dipendenti.

Sul fronte della formazione, le aziende del vetro hanno erogato complessivamente 174.735 ore di corsi nel 2024, di cui oltre il 31% dedicate a sicurezza, salute e ambiente di lavoro.

Anche la parità di genere mostra segnali incoraggianti: le donne rappresentano il 25,8% degli impiegati, il 24,4% dei quadri e il 15,5% dei dirigenti.
Il settore punta sempre più a favorire la presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali, segno di una trasformazione culturale in atto.

Verso un futuro trasparente e competitivo

Il quarto Rapporto di Sostenibilità di Assovetro non è solo una fotografia di performance, ma un manifesto per la trasformazione ecologica dell’industria italiana.
Con un mix energetico sempre più pulito, investimenti mirati all’innovazione, e una filiera fortemente circolare, il vetro si conferma un esempio concreto di industria low‑carbon e ad alto valore sociale.

Fonte ufficiale:
Rapporto di Sostenibilità 2025 – Assovetro

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile