24/08/2026 - 12:53

Agrivoltaico, il Vaticano investe 100 milioni: impianto da 90 MW alle porte di Roma

A Santa Maria di Galeria nascerà uno dei maggiori impianti agrivoltaici d’Italia: investimento stimato in 100 milioni di euro e potenza fino a 90 MW. L’obiettivo è coprire il fabbisogno elettrico del Vaticano.

agrivoltaico

Un investimento vicino ai 100 milioni di euro, una potenza prevista tra 80 e 90 MW e un obiettivo ambizioso: produrre abbastanza elettricità rinnovabile da alimentare lo Stato della Città del Vaticano. Il progetto di agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, nell’area extraterritoriale della Santa Sede alle porte di Roma, entra nella fase decisiva e, per dimensioni, potrebbe diventare uno dei maggiori impianti di questo tipo realizzati in Italia.

Secondo fonti coinvolte nelle discussioni sul progetto citate da Reuters, la costruzione potrebbe richiedere tra 18 e 24 mesi, comprese le procedure autorizzative. L'impianto dovrebbe innanzitutto soddisfare i consumi della Città del Vaticano e delle strutture presenti a Santa Maria di Galeria, compresa la stazione di Radio Vaticana. L'eventuale elettricità prodotta in eccesso potrà essere immessa nella rete italiana. Il progetto, inoltre, non beneficerà degli incentivi italiani destinati al solare.

Un impianto da 80-90 MW senza rinunciare all'agricoltura

La dimensione prevista porta il progetto ben oltre la scala di un intervento dimostrativo. Con una capacità compresa tra 80 e 90 MW, l'impianto agrivoltaico del Vaticano si collocherebbe infatti tra le maggiori installazioni agrivoltaiche italiane. La caratteristica centrale sarà la convivenza tra fotovoltaico e agricoltura: i pannelli saranno installati su strutture sopraelevate in modo da consentire la prosecuzione delle attività agricole e zootecniche sottostanti.

È proprio questa combinazione a rendere Santa Maria di Galeria un progetto rilevante anche oltre i confini vaticani. L'agrivoltaico prova a rispondere a una delle questioni più delicate della crescita delle rinnovabili in Italia: aumentare la produzione di energia solare limitando la competizione per il suolo agricolo. Le strutture elevate possono inoltre offrire ombreggiamento alle colture, contribuendo in determinate condizioni a ridurre l'evaporazione dell'acqua e a proteggere le piante dagli eventi meteorologici estremi.

L'accordo sottoscritto tra Italia e Santa Sede stabilisce che l'impianto debba essere progettato utilizzando le migliori tecnologie disponibili, conciliando produzione energetica e attività agricola e prestando attenzione all'equilibrio idrogeologico, all'impatto ambientale e alla tutela del patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico dell'area.

ACEA entra nello sviluppo del progetto

Il percorso istituzionale è già avanzato. L'accordo tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, firmato il 31 luglio 2025, è stato ratificato dall'Italia con la legge n. 52 del 1° aprile 2026. A giugno il Governatorato vaticano, l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, la Fondazione Fratello Sole e ACEA hanno inoltre sottoscritto un protocollo d'intesa per definire, strutturare e attuare progressivamente il progetto.

Il coinvolgimento di ACEA riguarda la complessità tecnica e gestionale dell'intervento, nel quale dovranno essere integrate componenti energetiche, idriche, ambientali e agricole. La Santa Sede indica tra i criteri di sviluppo anche la riduzione delle emissioni lungo il ciclo di vita delle infrastrutture, l'uso efficiente delle risorse idriche ed energetiche, la tutela del suolo e degli ecosistemi e il mantenimento delle attività agricole.

Per portare avanti l'operazione Papa Leone XIV ha istituito il 1° giugno 2026 la Fondazione Fratello Sole, incaricata di costruire, gestire e seguire anche sotto il profilo finanziario l'impianto. L'iniziativa prosegue il percorso avviato da Papa Francesco nel 2024 con il Motu Proprio Fratello Sole, che aveva indicato esplicitamente l'obiettivo di raggiungere il completo sostentamento energetico dello Stato vaticano attraverso il progetto di Santa Maria di Galeria.

Dal Vaticano un banco di prova per l'agrivoltaico italiano

La scala dell'investimento trasforma così Santa Maria di Galeria in un caso da osservare anche per il mercato italiano delle rinnovabili. Se il progetto rispetterà potenza, tempi e integrazione agricola previsti, alle porte di Roma nascerà un impianto capace di mostrare su dimensioni industriali come la produzione di energia possa convivere con l'utilizzo agricolo dei terreni.

La sfida sarà tradurre questo principio nella gestione quotidiana del sito, mantenendo insieme produttività agricola, generazione elettrica e tutela del territorio. È su questo equilibrio, più ancora che sui quasi 100 milioni di investimento, che si misurerà il valore del progetto come modello replicabile per l'agrivoltaico in Italia.

Tommaso Tautonico
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