27/03/2017 - 16:04

Progetto Ingrid: sfruttare al massimo l’energia da fonti rinnovabili

A Bari l’incontro tra gli esperti europei per la chiusura del progetto di ricerca europeo INGRID. Scopo del progetto è superare i limiti legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, accumulando il surplus di energia sotto forma di idrogeno al fine di riutilizzarlo con tempi e modi differenti.
Saranno resi noti il 28 marzo presso la Sala Agorà di ARTI (Via Giulio Petroni, 15/f a Bari), i risultati del progetto INGRID, nel corso di un evento organizzato da ARTI. 
fonti rinnovabili
Saranno resi noti il 28 marzo presso la Sala Agorà di ARTI (Via Giulio Petroni, 15/f a Bari), i risultati del progetto INGRID, nel corso di un evento organizzato da ARTI. 

Il progetto INGRID, di cui l’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione della Regione Puglia è partner, è co-finanziato dal 7° Programma Quadro dell’Unione Europea e ha quale obiettivo la realizzazione di un impianto dimostratore di grossa taglia, ubicato a Troia (FG), che dovrà bilanciare l’energia elettrica tramite moduli di magnesio ricchi di idrogeno.

Lo scopo di INGRID è infatti proprio quello di superare i limiti legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili (discontinuità e sovrapproduzione) accumulando il surplus di energia sotto forma di idrogeno al fine di riutilizzarlo con tempi e modi differenti. I partner del progetto sono otto da quattro Paesi (Italia, Francia, Belgio e Spagna): Engineering – Ingegneria Informatica Spa (ITA) partner capofila, ARTI (ITA), Enel Distribuzione (ITA), RSE – Ricerca sul Sistema Energetico (ITA), Mc-Phy Energy SA (FRA), Hydrogenics (BEL), Tecnalia – Fundacion Tecnalia Research & Innovation (SPA), Studio Tecnico BFP (ITA).

L’idea progettuale riguarda lo sviluppo, a fini dimostrativi, di un sistema di stoccaggio, trasporto e distribuzione dell’energia elettrica tramite un apparato basato su moduli di magnesio. L’idrogeno viene prodotto tramite elettricità da fonti rinnovabili attraverso un elettrolizzatore collocato nei pressi di uno snodo della rete elettrica caratterizzato da congestioni, in maniera tale da sfruttare energia che altrimenti verrebbe persa. L’idrogeno viene poi stoccato in moduli di magnesio. Tali moduli, brevetto della società francese McPhy Energy, partner di progetto, hanno la capacità di poter immagazzinare “come una sorta di spugna” e in forma solida e sicura l’idrogeno" si legge sul sito regionale di ARTI Puglia

"Una parte dell’idrogeno stoccato, tramite un sistema di celle a combustibile, ha la finalità di produrre elettricità in tempi e modalità ottimali. L’apparato di conversione e riconversione dell’energia elettrica in idrogeno è realizzato dal secondo partner industriale di progetto: Hydrogenics, leader mondiale nei sistemi di produzione di idrogeno tramite elettrolisi, specializzata nei sistemi industriali e con sedi in Canada, Belgio e Germania. Si sono ipotizzati diversi scenari dimostrativi per l’utilizzo dell’energia stoccata: a) stazione dimostrativa di ricarica di auto elettriche; b) vendita e utilizzo dell’idrogeno tout-court; c) re-immissione programmata di energia elettrica nella rete elettrica" spiega ancora ARTI Puglia. 

Per dimostrare la validità dell’idea è stato costruito un impianto sperimentale a Troia (FG), in quanto si tratta di un’area che registra un numero elevatissimo di impianti eolici e fotovoltaici. L'impianto pilota è da 39 MWh, costituito da un elettrolizzatore da 1.2 MW, un sistema di accumulo dell’idrogeno solido, una cella a combustibile e sistemi ICT di monitoraggio e controllo in tempo reale. 
I risultati della sperimentazione saranno resi oggi 28 marzo ore 9.00 presso la Sala Agorà di ARTI (Via Giulio Petroni, 15/f a Bari) nel corso della conferenza internazionale di chiusura del progetto. L’evento è organizzato da ARTI, in collaborazione con tutti i partner di progetto.

Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili sul sito ufficiale www.ingridproject.eu o sul sito di ARTI www.arti.puglia.it/progetti-internazionali/ingrid.
Mariangela Lomastro
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