Ospite di punta il professor
Mike Bruford, esperto inglese di
genetica della
conservazione.
In
Trentino, grazie all'utilizzo di
strumentazioni all'
avanguardia che permettono un'approfondita conoscenza del territorio, la
biodiversità è
ricca e a
basso rischio di
estinzione delle specie.
San Michele, infatti, studia la biodiversità unendo
metodi tradizionali (numero di specie, distribuzione, densità delle popolazioni delle singole specie) a quelli basati sulla
tassonomia molecolare e la caratterizzazione della
diversità genetica degli individui di popolazioni naturali di piante e animali.
È proprio dall'analisi del
DNA che si può capire se e come le
popolazioni sono in grado di
adattarsi ai
cambiamenti e quindi evitare il rischio di estinzione.
"Troppo spesso ci dimentichiamo che il
cibo, l'
acqua potabile, la
protezione dagli agenti atmosferici, solo per citare alcuni esempi, ci vengono quotidianamente offerti dalla
natura proprio grazie alla sua
biodiversità. Ed è sempre la biodiversità che rende l'ambiente trentino così
bello e
peculiare. Studiare la biodiversità, con approcci innovativi ed interdisciplinari come si sta facendo alla
Fondazione Mach, risponde, perciò, in pieno all'esigenza di fornire conoscenze scientifiche che possano essere di aiuto per gestire in modo più armonioso le risorse naturali del nostro territorio" ha spiegato
Claudio Varotto, coordinatore programma Biodiversità del Centro ricerca e innovazione.