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19/12/2016 - 17:13

Turismo: è all’insegna della sostenibilità ambientale il piano strategico 2017-2020

E' anche all'insegna della sostenibilità ambientale e culturale il Piano strategico del turismo 2017-2020, presentato dal ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini.

Diversificare l’offerta turistica nel nostro Paese, innovare il marketing del brand Italia, accrescere la competitività e migliorare la governance del settore. Sono questi gli obiettivi fondamentali contenuti nel Piano strategico del turismo 2017-2022, presentato dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, nel corso dell'ultima riunione del Consiglio dei ministri e che ora è in attesa di essere esaminato dal Parlamento.
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Si tratta di un documento che delinea le priorità per valorizzare un settore, quello turistico, che vale 171 miliardi di euro, pari all’11,8% del Pil e al 12,8% dell’occupazione. Il Piano parte dalla necessità di mettere in atto una rivoluzione digitale nel settore, un adeguamento della rete infrastrutturale, una riduzione degli oneri burocratici e fiscali. E ancora. Il comparto turistico ha bisogno, secondo il documento, di un miglioramento della quantità e qualità dell’occupazione e di una semplificazione del sistema normativo. Particolare attenzione va alla diversificazione delle mete turistiche per indirizzare i flussi turistici verso territori ricchi di potenzialità ancora inespresse, quali aree rurali, piccole e medie città d’arte, parchi naturali e marini. Tutto all’insegna della sostenibilità ambientale e culturale.

Ma vediamo nel dettaglio i quattro macro-obiettivi contenuti nel Piano:  

1. Innovare, specializzare e integrare l’offerta nazionale: realizzazione, in collaborazione con le Regioni, del primo Catalogo dei prodotti e delle destinazioni italiane. Progetti innovativi di formazione delle guide del patrimonio storico e culturale con gli attrattori enogastronomici. Creazione di forme di percorrenza alternative (vie e cammini). Potenziamento dell’attrattività del sistema dei Siti Unesco e delle città della cultura. Incentivi alla fruizione responsabile di contesti paesaggistici diffusi anche attraverso il recupero a fini di ricettività di qualità del patrimonio demaniale dismesso quali fari, case cantoniere e stazioni. Trasformazione dei grandi “landmark” italiani del turismo balneare e delle grandi città d’arte in “porte di accesso” ad altri territori emergenti, dalla grande capacità attrattiva ancora non espressa.

2. Accrescere la competitività del sistema turistico: intermodalità tramite collegamento dei nodi dell’AV  (le Frecce) con le destinazioni di città d’arte tramite trasporto su gomma; valorizzazione delle ferrovie storiche in percorsi turistici; rifinanziamento del tax credit ristrutturazione per i prossimi tre anni; semplificazione e armonizzazione del sistema normativo; promozione dell’innovazione e della digitalizzazione.

3. Sviluppare un marketing efficace e innovativo in collaborazione con Enit con il progetto “Porte d’Italia” che valorizza gli hub di ingresso al paese tramite strumenti di comunicazione, tra cui il WIFI unico nazionale. Particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione dei Siti Unesco, grazie anche ad alcuni gemellaggi con i siti cinesi. 

4.  Realizzare una governance efficiente e partecipata per elaborare il Piano e le politiche turistiche: realizzazione di cruscotti previsionali con utilizzo di Big Data di andamento del settore, in accordo con Istat, Regioni e Enit. Le azioni previste dal Piano si basano su tre principi trasversali, declinati in ogni ambito: sostenibilità, innovazione e accessibilità. 

Si tratta di “un documento di svolta che rafforza l’idea di Italia come museo diffuso e, proponendo anche nuove destinazioni, individua nel turismo, sostenibile e di qualità, uno strumento di policy per il benessere economico e sociale di tutti” ha detto il ministro Franceschini presentando il Piano. 

 “I dati del 2016 sono molto positivi: gli arrivi internazionali sono cresciuti del 4,3% e anche per il 2017 si conferma un trend di crescita superiore al 4%. Per i principali centri di ricerca, la previsione a fine anno degli arrivi internazionali nel 2016 è abbondantemente superiore ai 60 milioni. Il Piano permette di delineare le azioni concrete per governare in maniera intelligente e sostenibile la crescita del turismo in Italia nei prossimi anni” ha concluso il ministro. 

Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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