22/11/2016 - 19:10

Trump, energia: gli Usa punteranno su petrolio, carbone e shale gas. E il clima?

Il presidente eletto degli Usa, Donald Trump, annuncia la sua politica energetica che punterà su petrolio, carbone e gas di scisto. Altro che le rinnovabili di Obama!

D’altronde lo aveva già annunciato nel corso della sua campagna elementare, a Donald Trump il cambiamento climatico non interessa, anzi lo ritiene addirittura una bufala “Made in Cina”, e quindi le sue ultime dichiarazioni sulla futura politica energetica degli Usa non devono sorprenderci.
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D’altronde lo aveva già annunciato nel corso della sua campagna elementare, a Donald Trump il cambiamento climatico non interessa, anzi lo ritiene addirittura una bufala “Made in Cina”, e quindi le sue ultime dichiarazioni sulla futura politica energetica degli Usa non devono sorprenderci. Nel suo contratto con gli americani, in cui il presidente eletto Trump spiega le mosse che la sua amministrazione farà nei primi cento giorni di governo, non si parla dunque di energie pulite, di rinnovabili o di lotta al "climate change", ma al contrario di shale gas, di carbone e di petrolio.

Il tema dell’energia Trump lo affronta soltanto da un punto di vista economico ed occupazionale e mai ambientale. Ciò che conta sono le ripercussioni che le fonti fossili possono avere sull’economia americana, non altro. “Cancellerò tutte le restrizioni che comportano la perdita di posti di lavoro nel settore, compreso il gas di scisto e il carbone, creando così milioni di posti di lavoro con salari elevati” ha detto Trump andando quindi palesemente contro a quanto definito dagli accordi sul clima di Cop21 e di Cop22 e cancellando ogni riforma apportata dall’ex presidente Barack Obama in campo ambientale.

Il Clean Power Plan, e le altre politiche messe in atto dall'amministrazione Obama per un settore energetico più pulito, puntavano infatti a ridurre le morti premature dovute emissioni delle centrali elettriche di quasi il 90 per cento nel 2030 rispetto al 2005 e diminuire gli inquinanti che contribuiscono alla creazione di fuliggine e smog. L’idea di Obama era dunque opposta a quella di Trump: l’ex presidente puntava a creare decine di migliaia di posti di lavoro ed aumentare notevolmente gli investimenti nelle tecnologie energetiche pulite aumentando del 30 per cento di più la produzione di energia da fonti rinnovabili entro il nel 2030. Tra gli obiettivi principali del documento di Obama c'era anche anche la diminuzione di quasi 85 dollari l'anno sulla bolletta energetica degli americani entro il 2030, oltre ai maggiori investimenti nei settori dell'energia eolica e solare. 

Ma Trump punterà ad obiettivi ben diversi dalle energie pulite, ovvero su petrolio, carbone e l’ormai noto shale gas, detto anche gas da argille, un idrocarburo gassoso che si estrae attraverso la tecnica del fracking e che, almeno in America, sembra essere l'ultima frontiera del mercato energetico. 

Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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