01/01/2013 - 01:00

Trattamenti termici del rifiuto

L'aumento dei consumi nella "società dell'usa e getta" ha comportato un incremento della quantità di rifiuti prodotti e, in taluni casi, della pericolosità dei rifiuti stessi. Sebbene il recupero energetico non sia prioritario rispetto ad altri trattamenti dei rifiuti, la possibilità di generare energia dai rifiuti sottoforma di calore o elettricità assume un interessante opportunità.
Pertanto ai fini di una corretta gestione dei rifiuti sono state emanate direttive e norme promotrici di sistemi integrati di gestione dei rifiuti urbani finalizzati ad implementare soluzioni che consentano, in ordine di priorità, la riduzione alla fonte, la raccolta differenziata ed il riutilizzo, la trasformazione ed il recupero energetico, lo smaltimento in discarica della frazione residuale.

Sebbene il recupero energetico non sia prioritario rispetto ad altre fonti di trattamento dei rifiuti, la possibilità di generare energia in forma utile (calore o elettricità) dai rifiuti assume un interessante opportunità.

I trattamenti termici dei rifiuti possono riassumersi in:
• processi di incenerimento
• processi di pirolisi
• processi di gassificazione

Il processo di incenerimento è un processo di combustione con aria in eccesso rispetto alla richiesta stechiometrica; nel processo di gassificazione la combustione avviene in difetto di ossigeno rispetto alla richiesta stechiometrica e risulta essere un processo scarsamente esotermico dal quale si ottengono gas combustibili come il metano e un residuo carbonioso; a tali processi può essere avviato solo rifiuto selezionato; nel processo di pirolisi (o anche crack termico) la combustione avviene in assenza di ossigeno ed è un processo endotermico che porta alla formazione di gas combustibili e oli combustibili che quindi possono essere impiegati per fini energetici.

(autore: Mariangela Consoli)
Redazione
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