01/01/2013 - 01:00

Territorio: il progetto AMORAS ad Anversa

La gestione dei sedimenti dragati contaminati e il loro controllo è uno dei temi di maggior dibattito all'interno della comunità tecnico-scientifica internazionale.
Per lo smaltimento di questi materiali esistono diverse procedure, nello specifico: Smaltimento incontrollato in mare (scelta non comune per la maggior parte del materiale dragato); Casse di colmata a terra (Confined Disposal Facilities - CDF); Casse di colmata a mare (Contained Aquatic Disposal - CAD); Conferimento del materiale dragato direttamente sul fondo del mare, seguito dalla copertura con sedimento pulito (Capping); Smaltimento in sacchi geotessili o in altri contenitori; Discarica/smaltimento (opere di ingegneria con la creazione di bacini impermeabili al di sopra della falda freatica). I materiali dragati, in base all'opzione prescelta, possono essere sottoposti a uno o più processi di trattamento prima dello smaltimento, del contenimento o del riutilizzo/riciclo. Ogni fase di lavorazione richiede energia, acqua, tempo e spazio. Il materiale di dragaggio trattato può però ancora comportare alcuni rischi, i quali possono essere monitorati e controllati. Nella pratica esistono diversi metodi che consentono di trattare i sedimenti che differiscono in applicabilità, maturità, costi e complessità. Essi sono: Dewatering naturale o meccanico; Separazione del contaminante e del sedimento, comprendenti la classificazione, lo smistamento e i metodi di lavaggio; Distruzione (termica, chimica e biologica) del contaminante; Immobilizzazione del contaminante (ossidazione chimica, stabilizzazione e immobilizzazione termica).

Una tendenza in atto già da qualche anno vuole che il materiale dragato venga riutilizzato, con o senza trattamento. E tale materiale è considerato una risorsa, piuttosto che un rifiuto di cui sbarazzarsi. Il riutilizzo, o riciclo, deve ottemperare alla European Waste Hierachy e deve consentire di ridurre la quantità di materiale smaltito, sia lo spazio che esso occupa per lo smaltimento (la Direttiva quadro dell'Unione Europea sui rifiuti considera invece il materiale dragato come rifiuto e quindi per ogni loro utilizzo richiede una valutazione in base ai criteri end-of-waste (cessazione dello stato di rifiuto). I parametri da valutare quando si considera il potenziale reimpiego dei materiali dragati sono molteplici. Tra di essi ricordiamo:
- Le caratteristiche dei sedimenti, dei contaminanti e del sito.
- La fattibilità tecnica.
- L'accettabilità ambientale.
- L'analisi costi/benefici.
- Valutazioni di carattere normativo e regolatore.
Infine, una volta bonificato, il materiale può essere impiegato per diversi usi. Tra i quali:
- Nell'ambito ingegneristico, il rinascimento delle spiagge; la protezione del litorale, strutture di difesa costiera; bonifica del territorio; capping delle casse di colmata poste in mare aperto o delle CAD.
- Per il miglioramento ambientale: creazione di habitat naturali come ad esempio isole per uccelli; creazione di habitat per ittiofauna (rifugi per pesci); bonifica di paludi.
- Per uso agricolo (per colture non alimentari) nella silvicoltura e orticoltura.

Il porto belga di Anversa, per rendere agevole la sua navigazione, ha dovuto smaltire grandi quantità di materiali inerti o sedimenti inquinanti ogni anno. Fino a pochi anni orsono, i sedimenti erano smaltiti con processo idraulico in diverse discariche a terra, oppure in aree di smaltimento subacquee. In allegato articolo tecnico del progetto Amoras.
Articolo tecnico di Antonino Rapisardi, Project Manager di MWH e Alberto Pengo, Environmental Engineer di MWH
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Tommaso Tautonico
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