01/01/2013 - 01:00

Sviluppo sostenibile e GPP: un'opportunità per le imprese

Confindustria attraverso la "Carta dei principi per la sostenibilità ambientale" presentata all'inizio di quest'anno, fornisce alle imprese italiane chiamate a a confrontarsi con la green economy una carta dei valori alla quale ispirarsi per intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile. Strizzando l'occhio anche al GPP.
"Lo sviluppo sostenibile e la green economy sono le grandi sfide con cui la nostra società e il sistema imprenditoriale dovranno confrontarsi con sempre maggiore responsabilità per aumentare la competitività sui mercati e contribuire alla crescita e al benessere del Paese." Sono queste le parole con le quali Emma Marcegaglia ha introdotto la "Carta dei principi per la sostenibilità ambientale" presentata il 25 gennaio scorso: si tratta di un'importate strumento che definisce quelli che sono gli impegni fondamentali che le imprese del nuovo millennio dovranno rispettare se vorranno cogliere a pieno le opportunità offerte dalla green economy.

La carta è attualmente uno strumento volontaristico messo a disposizone delle imprese e delle associazioni aderenti che decidono di intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile . Il decalogo redatto da Confindustria si basa sul motto "10 principi per 10 impegni" che possono essere così riassunti:

1. "Conseguimento di obiettivi di sostenibilità ambientale nel breve, medio e lungo periodo" ;
2. "Adozione di un approccio preventivo";
3. "Uso efficiente delle risorse naturali" ;
4. "Controllo e Riduzione degli impatti ambientali";
5. "Centralità di tecnologie innovative" ;
6. "Gestione responsabile del prodotto" ;
7. "Gestione responsabile della filiera produttiva";
8. "Sensibilizzazione e Formazione" ;
9. "Trasparenza nelle relazioni con le parti interessate" ;
10. "Coerenza nelle attività internazionali" .

 Dal punto di vista pratico, particolare importanza assume la "Guida Operativa", la quale ha lo scopo di consentire alle Imprese e alle Associazioni aderenti di svolgere un'autovalutazione della propria sostenibilità ambientale indicando per ciascun principio e impegno della Carta alcuni strumenti e azioni concrete da adottarsi.

Sotto questo profilo la guida operativa riconosce l'importanza di alcuni strumenti familiari a chi si occupa di Green Public procurement: in particolare nell'ambito del principio n. 2 (adozione di un approccio preventivo) con riferimento all'impiego di strumenti volontari di Gestione Ambientale, si fa riferimento al "Regolamento (CE) n. 66/2010 - Ecolabel - Marchio europeo di qualità ecologica dei prodotti", a "UNI ISO 14025:2006 - Etichette e dichiarazioni ambientali - Dichiarazioni ambientali di tipo III" nonché ad altri programmi volontari (Life Cycle Assessment, Environmental Product Declaration, Global Compact, Responsible Care, FSC - Forest Stewardship Council, ecc.).

Non solo. Con riferimento al principio n. 6 (gestione responsabile del prodotto) si pone l'accento sull'analisi degli aspetti ambientali collegati alle diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti, proponendo quali possibili azioni/strumenti:

• uso di materiali rinnovabili e riciclabili;
• attenzione ai requisiti di durabilità, facilità di manutenzione, intercambiabilità, standardizzazione, ecc. in fase di progettazione del prodotto;
• diffusione, insieme al prodotto, di materiale informativo sul corretto utilizzo e il corretto smaltimento dello stesso;
• efficienza energetica dei prodotti.

E' evidente che quanto maggiori saranno le imprese che decideranno di aderire a questi principi, tanto maggiori saranno i vantaggi non solo per l'ambiente ma anche per l'intero sistema economico: la green economy rappresenta ormai un passaggio obbligato per le imprese che intendono proiettarsi su nuovi mercati e il "green procurement" un'opportunità da cogliere per uscire dalla crisi.

(autore: Avv. Carlo L. Casciaro - GPP Salento)
Redazione
autore

condividi su