Secondo
Greenpeace Facebook “per la sua posizione unica in grado di esercitare una reale influenza e guidare
la rivoluzione energetica sul web” potrebbe rappresentare un ottimo esempio su come risparmiare sull'utilizzo dei
combustibili fossili ed invece secondo l'associazione continua a macinare quantitativi di energia enormi. Secondo l'associazione nei prossimi 10 anni e visti gli attuali ritmi di crescita del
popolare network, tra i data center e i
network di telecomunicazione Facebook consumerà circa 1.963 ore miliardi di kWh. Nel rapporto pubblicato di recente
Make IT Green si sottolinea che i servizi web sono spesso alimentati ancora con
fonti fossili, per questo il
‘cloud computing’ si sta rivelando una vera e propria bomba che rischia di esplodere a breve ma che può disinnescarsi solo passando a
forme di energia pulita. La campagna lanciata da Greenpeace per convincere Facebook a passare alle rinnovabili sta avendo un enorme successo. Secondo Greenpeace, Facebook dovrebbe occupare una
posizione privilegiata in grado di esercitare una reale influenza e guidare la rivoluzione energetica sul web ma al contrario fa un grande affidamento sulle
fonti fossili inquinanti. La sua scelta di rifornirsi dalla
Pacific Power, società dell’Oregon che produce elettricità prevalentemente dal carbone, è finita al centro delle polemiche dopo l’annuncio a febbraio della decisione di costruire sempre in Oregon, a Prineville, il più grande centro dati del mondo. A poco sono servite le garanzie offerte dal social network sull’uso delle tecnologie più efficienti attualmente disponibili, si insiste sul fatto che l'amato Facebook deve funzionare con
energia 100 per cento rinnovabile.