02/01/2018 - 11:33

Stop alle buste di plastica per alimenti dal 1° gennaio

Ogni anno in Europa si consuma 100 miliardi di buste in plastica. Buste che spesso finiscono in mare o sulle nostre coste contribuendo ad inquinare l'ambiente.

Il 2018 si apre con una importante novità per l'ambiente. Sono infatti banditi i sacchi di plastica leggeri ed ultraleggeri per gli alimenti. Le buste biodegradabili per frutta, verdura, carne, pesce ed affettati saranno però a pagamento.

buste di plastica

Secondo gli ultimi dati diffusi dall'EPA, l'Agenzia Europea per la Protezione ambientale, in Europa si consumano 100 miliardi di sacchi in plastica. Buste che spessono finiscono per inquinare mari e coste. Per questo motivo dal 1° gennaio scorso si è deciso di porre fine all'utilizzo delle shopper in plastica per imbustare gli alimenti. AL loro posto solo shopper biodegradabili e compostabili. Il prezzo delle buste si aggirerà attorno ai 2/3 centesimi di euro. Soddisfatta Legambiente che apprezza l'iniziativa: “L’innovazione – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente - ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purchè sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta. Così come è giusto prevedere multe salate per i commercianti che non rispettano la vigente normativa. In questi anni gli italiani hanno apprezzato molto il bando dei sacchetti non biodegradabili, siamo sicuri che accoglieranno bene questa importante novità riguardante gli shopper leggeri e ultraleggeri finalmente compostabili".

"Occorre affrontare con efficacia il problema dell’usa e getta e allo stesso tempo contrastare il problema dei sacchetti illegali, ancora troppo diffusi, e promuovere le filiere delle produzione industriali innovative e rispettose dell’ambiente. Allo stesso tempo auspichiamo che l’Italia continui a seguire, con impegni e azioni concrete, la strada tracciata in questi anni e la strategia messa a punto, basata sulla corretta gestione dei rifiuti da parte dei comuni, l’economia circolare promossa dalle imprese e il contrasto al marine litter, grazie anche alle ultime novità arrivate dalla legge bilancio, e infine una maggiore tutela e salvaguardia dell’ambiente marino e della biodiversità”.

Legambiente ricorda che in questi anni l’Italia si è dimostrata un esempio virtuoso in Europa per la riduzione dell’uso delle buste di plastica ed è stato il primo paese europeo ad approvare, nel 2011, la legge contro gli shopper non compostabili. Ad oggi, anche se la misura non è del tutto rispettata, c’è stata una riduzione nell’uso di sacchetti del 55%. Se fosse esteso a tutti i Paesi del Mediterraneo e non solo, i risultati in termini sarebbero molto più rilevanti. Su scala mediterranea, la messa al bando degli shopper non compostabili è attiva in Italia, Francia e Marocco. Altri Paesi hanno introdotto delle tasse fisse (Croazia, Malta, Israele e alcune zone della Spagna, della Grecia e della Turchia). La Tunisia ha messo al bando le buste di plastica non biodegradabili nelle grandi catene di supermercati e Cipro metterà in atto la normativa europea a partire dal 2018.

Tommaso Tautonico
autore

condividi su

Articoli correlati
  • buste in plastica
    Leggi
    17/03/2017 - 11:33
    Ambiente
    Ambiente: il Kenya "dichiara guerra" alle buste in plastica

    Il kenya aderisce alla campagna Onu "Clean Seas initiative" con cui l'Organizzazione delle Nazioni Unite intende contrastare a livello globale l'inquinamento da plastica.

  • Leggi
    01/01/2013 - 01:00
    Ambiente
    Buste in plastica al bando, ma perchè quelle eco costano tanto?

    250 miliardi di microframmenti di plastica contaminano il Mediterraneo, rifiuti minuscoli ingoiati dal plancton che, a sua volta, viene mangiato dai pesci che potrebbero poi finire nei nostri piatti. Cosi' i primi dati della spedizione "Mediterraneo in pericolo", portata avanti da un'equipe di...

  • Leggi
    01/01/2013 - 01:00
    Ambiente
    Bioshopper: biodegradabile o compostabile?

    "Il bando sui sacchetti di plastica è un successo italiano, ma il commercio al dettaglio è inondato da finti bio-shopper. Per questo è urgente approvare una norma che definisca al meglio il concetto di biodegradabilità".

  • Leggi
    17/05/2013 - 17:00
    Ambiente
    Bioshopper: il modello Italia

    Il direttore di Chimica Verde Beppe Croce: "è arrivato il momento di dire stop ai furbetti". Oggi, finalmente, possiamo dare vanto al fatto che il bando sui sacchetti di plastica è un successo italiano imitato persino dalla vicina Francia come modello di riferimento.