03/03/2021 - 00:43

Smart Working e Internet: binomio per la tutela dell’ambiente

Da anni il benessere del nostro pianeta e dell’ambiente è diventato un tema centrale per l’opinione pubblica. Molti movimenti sono sorti (Fridays for Future probabilmente il più conosciuto), ma ancora poco viene fatto per salvaguardare il nostro ecosistema. In Europa, ben l’84% dei cittadini vive esposto a valori di particolato superiori alla soglia consentita, mentre la pianura padana e la zona della Polonia del sud sono risultate le aree più inquinate del vecchio continente. Per la precisione, Bergamo e Brescia sono le due città peggiori in Europa per la qualità dell’aria; mentre Torino si classifica terza per inquinamento da Nox (ossidi di azoto) in Europa.

 Foto di Vlada Karpovich da Pexels
Complici i lockdown forzati e l’introduzione dello smart working per moltissimi dipendenti e professionisti, il nostro ambiente è tornato a respirare (per un po’). Il modello dello smart working sembra infatti garantire molti vantaggi sia alla salute del nostro ambiente, sia alla salute degli stessi lavoratori.

Città libere dallo smog grazie allo smart working.
In Italia il fenomeno dello smart working era già in crescita anche prima della pandemia. Secondo i dati del Politecnico di Milano, dal 2013 al 2019 si è passati da 150,000 lavoratori in smart working a 570,000. Un numero comunque inferiore alla media europea: in Italia circa il 3,6% della forza lavoro opera in modalità smart working rispetto al 5,2% europeo (guidano la classifica i Paesi Bassi con ben il 14%).
 
Durante il 2020 invece, la pandemia ha obbligato praticamente ogni azienda a spostare i propri dipendenti in smart working. Il lavoro da remoto ha toccato quota 6,5 milioni di lavoratori. Un vero toccasana per il nostro pianeta, almeno secondo l’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie. Analizzando 29 amministrazioni pubbliche e il numero di dipendenti che hanno lavorato da remoto, sono stati evitati 46 milioni di chilometri percorsi, risparmiando 8.000 tonnellate di CO2 al nostro ambiente.
 
Numeri che dovrebbero far riflettere il nostro paese: lo smart working può aiutare l’ambiente, un campo dove l’Italia ogni anno investe davvero poco. Non solo, perché secondo gli ultimi dati l’Italia spende solo la metà dei fondi destinati alla salvaguardia del verde. Nel 2019, su un budget stanziato di circa 6 miliardi di euro (che rappresentano solo lo 0,8% della spesa primaria dello Stato) ne sono stati spesi circa il 58%. Cifre molto basse, che è bene quindi supportare in ogni modo possibile, incentivando il lavoro da casa e permettendo di diminuire il traffico cittadino per evitare così il fenomeno del pendolarismo, il principale accusato dell’inquinamento nelle grandi città.
 
Maggiore efficienza e più produttività: lo smart working rende più competitivi e l’ambiente ringrazia.
Smentiamo subito la principale falsa leggenda che aleggia intorno allo smart working: il lavoro da remoto non diminuisce la produttività. Un dipendente lasciato a lavorare da casa riesce comunque a raggiungere gli obiettivi prefissati e anzi, riesce anche a lavorare meglio. Secondo uno studio di PWC Italia, se tutti i lavoratori (le cui professioni lo permettono) avessero il permesso di fare lo smart working, il PIL italiano potrebbe aumentare del 1,2% all’anno.
 
Anche secondo un altro studio, che prendeva in esame un campione di aziende in vari settori, lo smart working favorisce una maggiore produttività ed efficienza. In media, nel terzo trimestre del 2020 si è assistito a un aumento medio del 63% nella produttività. Settori come quello informatico, servizio clienti, marketing e vendite riportano gli incrementi maggiori: rispettivamente il +68%, poi +60% e infine +59%.
 
Una società che sposta le proprie attività in smart working gode quindi di molti benefici. Gli stessi dipendenti riescono a lavorare meglio: di base, si elimina lo stress quotidiano del doversi alzare presto la mattina per raggiungere il proprio posto di lavoro e per poi tornare a casa (ciò si traduce in più tempo a disposizione per il lavoratore, ma anche meno inquinamento in città per il numero minore di spostamenti). Inoltre, rimanendo a casa i dipendenti hanno la possibilità di gestire al meglio il proprio ritmo di lavoro.
 
Spostare il lavoro di una società in smart working non è solo appannaggio delle aziende che operano in ambito informatico. Per esempio, anche attività come i casinò e i bookmaker riescono a digitalizzare le proprie attività diventando sempre più competitive sul mercato, come i casinò che offrono bonus per giri gratis e offerte di benvenuto per ogni nuovo iscritto. Mettendo a disposizione i servizi online, il potenziale bacino di utenza aumenta a dismisura e al tempo stesso si abbattono i costi (non serve più un struttura fisica da allestire, azzerando quindi anche relative tasse e bollette).
 
Inoltre, i casinò online riescono a digitalizzare anche l’aspetto lavorativo: lo smart working permette a queste società di assumere i migliori professionisti (grafici, copywriter, informatici, addetti al marketing), indipendentemente da dove vivono. Un vantaggio che consente a tutte le società di spostare tutto il processo di assunzione online, aprendo le porte dei loro uffici a potenziali candidati in tutto il mondo. Creare team multiculturali favorisce un ambiente di lavoro più sano e piacevole, dove persone con background diversi riescono a collaborare unendo tutte le loro migliori abilità.
 
In smart working o in ufficio, si può fare tanto per aiutare il pianeta.
Tutti noi possiamo fare qualcosa per l’ambiente, sia in ufficio, sia lavorando da casa lavorando. L’illuminazione è probabilmente la cosa più semplice su cui agire per avere un notevole risparmio: cambiate l’illuminazione della vostra scrivania (o studio) con lampadine a LED (usano il 75% di energia in meno rispetto alle lampadine standard!). Evitate il più possibile di usare la stampante (meglio inviare un file in digitale via e-mail), e se proprio dovete, assicuratevi di usare carta riciclata e inchiostro biodegradabile.
 
Preferite le borracce per avere l’acqua sempre con voi, rispetto alle classiche bottiglie in plastica. Oltre a risparmiare (una bottiglietta d’acqua costa dai 50 centesimi a una macchinetta fino a 1 euro nei supermercati), farete anche un grosso favore alla natura. Ogni anno, secondo lo studio di Oceana, 12 milioni di tonnellate finiscono negli oceani che sono già gravati dalla presenza di 5 trilioni di pezzi di plastica (circa 250.000 tonnellate). Stesso discorso si può applicare alle bustine e sacchetti di plastica: scegliete invece buste riutilizzabili oppure usate degli zaini o borse. Anche perché le bustine di plastica in commercio sono davvero troppe (ogni minuto ne vengono vendute circa un milione in tutto il mondo).

Per chi invece deve recarsi in ufficio quotidianamente, perché non prendere in considerazione l’idea della mobilità elettrica?
Sempre più italiani sono interessati all’auto elettrica, anche se il prezzo di vendita può frenare dall’acquisto. Diventa quindi importante informarsi bene sugli ecoincentivi offerti sia dallo Stato, sia dai singoli concessionari: più auto elettriche ci saranno in giro, più pulita diventerà l’aria che tutti noi respiriamo in città. Altrimenti, biciclette e monopattini elettrici sono un’alternativa green più economica da scegliere ma altrettanto efficace per migliorare la qualità dell'aria che respiriamo.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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