19/02/2015 - 11:52

Salute, ministro Lorenzin su importazioni di amianto asbesto in Italia

Tra il 2011 e il 2014 non risultano importazioni di amianto asbesto nel nostro Paese, ma solo di prodotti contenenti amianto e di amianto asbesto lavorato, per un totale di quasi 34 tonnellate.
A farlo presente è stato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che, riprendendo i dati della direzione centrale antifrode della Agenzia delle Dogane, ha riposto nell'Aula di Montecitorio, a un'interrogazione con cui un gruppo di deputati della Lega Nord chiedeva al governo di chiarire la situazione delle importazioni di amianto nel nostro Paese invitandolo a mettere in atto iniziative finalizzate alla tutela della salute pubblica. 
 
A preoccupare i parlamentari è stata un'inchiesta pubblicata su Il Fatto quotidiano on line secondo la quale l'Italia continuerebbe a comprare asbesto, nonostante ne sia stato vietato l'utilizzo, fino a connotarsi come importatrice di ingenti quantità di amianto tra il 2011 ed il 2012. Secondo il report sulle esportazioni di minerali estratti in India - Indian minerals yearbook 2012 - l'Italia risulterebbe essere addirittura il primo acquirente di asbesto indiano al mondo. Non solo. Sembrerebbe che l'Italia importi asbesto anche dagli Stati Uniti: secondo il "2013 minerals yearbook", pubblicato da Us geological surveys del governo statunitense, l'Italia - insieme all'India - sarebbe l'unico importatore di fibre di amianto prodotte negli Usa per circa 16 mila dollari di export certificato. 
 
Ma cosa è l'asbesto? E' un insieme di minerali del gruppo degli inosilicati (serie degli anfiboli) e al gruppo dei fillosilicati (serie del serpentino).  La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti Paesi. Le polveri contenenti fibre d'amianto, respirate, infatti possono causare gravi patologie come i tumori della pleura e il carcinoma polmonare. In realtà non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa: un'esposizione prolungata nel tempo o a elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarne le patologie associate.
 
Ma torniano ai fatti. Il ministero della Salute già nello scorso mese di gennaio, dopo la diffusione di un documento degli annali 2012 del governo indiano, ha formalmente chiesto all'ambasciata indiana informazioni sulla situazione delle esportazioni sul territorio italiano di ingenti qualità di amianto negli anni 2011 e 2012, in modo fa individuare gli intestatari degli scambi commerciali con sede in Italia. Questa richiesta però, fino a questo momento, non ha ricevuto alcuna risposta, ha detto la Lorenzin. 
 
L'Agenzia delle Dogane ha inoltre evidenziato che i maggiori quantitativi delle 34 tonnellate di prodotti importati sono arrivati in Italia nel 2011 e sono diminuiti in modo significativo negli anni successivi.  In particolare dall'India sono stati importati solo due chili di amianto asbesto lavorato, di cui un chilo nel 2012 e l'altro nel 2013. Dagli Stati Uniti è stato importato amianto asbesto lavorato per un totale di quasi 22 tonnellate nel 2011, con una progressiva diminuzione negli anni successivi, sino a solo 9 chili nel 2014, ha continuato il ministro. 
 
E ancora. Sempre l'Agenzia delle Dogane ha inoltre riferito che, proprio  su queste importazioni, sono tuttora in corso ulteriori accertamenti e analisi di dettaglio. Non solo. La procura della Repubblica di Torino ha anche avviato un'indagine sulle società che hanno importato questo materiali, ma il segreto investigativo non consente, ad oggi, di acquisire alcuna ulteriore informazione sullo stato del procedimento penale, ha concluso la Lorenzin. 
 
In sede di replica, il deputato Marco Rondini, uno dei firmatari dell'interrogazione, si è detto non soddisfatto della risposta del ministro Lorenzin perché - ha precisato  - "ci fa tornare in mente la sentenza della Cassazione sul caso Eternit che ha disposto l'annullamento della condanna perché il reato era caduto in prescrizione".
 
"Vi sono delle affinità tra la sua risposta e quella sentenza che non facciamo fatica a definire vergognosa, perché noi riteniamo sia incredibile che dobbiamo chiedere all'India se è vero o meno che, sul nostro territorio, circola del materiale che sarebbe vietato, ed è vietato in forza del fatto che crea dei gravissimi problemi alla salute " ha continuato Rondini. 
 
Secondo il deputato per risolvere definitivamente il problema sarebbe necessario un serio programma di prevenzione primaria che implichi la la bonifica e l'ammodernamento delle strutture, delle infrastrutture, dell'organizzazione anche industriale del nostro Paese. Solo così, ha concluso Rondini, si potrebbero davvero evitare tutte le conseguenze connesse all'esposizione all'amianto e fermare quel fenomeno endemico che determina la morte di oltre 5 mila persone ogni anno.
Rosamaria Freda
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