16/09/2017 - 13:49

Salute e alimentazione: i condimenti che fanno bene al cuore

L’European Society of Cardiology (ESC), l’associazione dei cardiologi europei, ha ribadito pochi giorni fa che gli oli ed i condimenti spalmabili di origine vegetale contribuiscono a ridurre i rischi cardiovascolari. Anche dagli Stati Uniti, arriva la conferma che nella dieta devono trovare spazio i grassi, purché siano quelli “buoni”.

Salute: i condimenti che fanno bene al cuore
Condire i cibi nel modo giusto fa bene al cuore. 
 
Lo dice a chiare lettere il “Decalogo” sulla prevenzione dei disturbi cardiovascolari, che l’European Society of Cardiology (ESC), l’organizzazione dei cardiologi europei, ha rilanciato agli inizi di settembre. 
 
A rilevarlo è ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia aderente a Confindustria.
 
In concomitanza con il congresso europeo dell’organizzazione, svoltosi a Barcellona, i cardiologi hanno ribadito l’importanza di seguire regole precise nell’alimentazione, allo scopo di tutelare la salute cardiovascolare. 
 
Tra queste, si legge nell’elenco delle buone pratiche alimentari, stilato dall’ESC, è fondamentale “impiegare oli vegetali ricchi di grassi polinsaturi e condimenti spalmabili”.
 
Quindi sì all’extravergine, agli oli di semi e ai condimenti spalmabili di ultima generazione, la cui formulazione si basa sui cosiddetti “grassi buoni”.
 
"L’attenzione – osserva Giuseppe Allocca, presidente del Gruppo condimenti spalmabili di ASSITOL - non è più sulla percentuale di grassi all’interno della dieta, ma sulla loro tipologia. Ecco perché il condimento, comun denominatore tra le diverse pietanze, acquista una nuova centralità nell’alimentazione giornaliera e, secondo le indicazioni di importanti organizzazioni mediche come l’ESC, diventa essenziale per la salvaguardia del cuore”. 
 
Inoltre i prodotti delle aziende italiane, riformulati per risultare più leggeri, sono veri e propri alimenti funzionali, con una composizione ricca di sostanze benefiche per l’organismo, come le vitamine, gli Omega 3 e gli Omega 6.
 
E se i cardiologi in Europa si esprimono a favore dei condimenti di origine vegetale, i loro colleghi americani non sono da meno. 
 
L’American Heart Association, in un articolo apparso su “Circulation”, la prestigiosa rivista di settore, ha infatti pubblicato una serie di raccomandazioni che, prendendo in rassegna gli studi più recenti, fanno il punto sul rapporto tra il ruolo dei grassi nella dieta ed i disturbi cardiovascolari. 
 
Esaminando numerose ricerche, effettuate negli ultimi anni su popolazioni diverse, è emerso con evidenza che la riduzione dei rischi cardiovascolari passa per l’introduzione, in quantità consistenti, di grassi mono e polinsaturi nel regime alimentare di tutti i giorni, controllando i grassi saturi che, tuttavia, non devono essere eliminati ma, al contrario, mantenuti nell’ambito di una dieta equilibrata. 
 
Questa indicazione, avvertono i cardiologi statunitensi, “si ripete in tutti i regimi dietetici salutari, come la Dieta mediterranea”.
Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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