03/05/2017 - 17:44

Rottamare le vecchie stufe per ridurre l'inquinamento

Rottamare le vecchie stufe per ridurre l'inquinamento grazie agli incentivi del Conto Termico 2.0 e alla certificazione aria pulita 4,5 milioni di apparecchi a legna e pellet obsoleti e 900 milioni di euro di incentivi disponibili per la loro sostituzione. Il turn over tecnologico con stufe e caldaie più performanti può contribuire ad abbattere le emissioni in atmosfera fino al 70%
Oggi in Italia ci sono circa 11 milioni di stufe, inserti-camino e caldaie domestici alimentati a legna e pellet; di questi solo il 10% ha meno di sette anni di età, il 50% è stato installato tra il 2001 e il 2009 e il restante 40% prima del 2000. 

Il parco generatori alimentati con biocombustibili legnosi, insomma, è obsoleto e la prima conseguenza ricade sulla qualità dell’aria: più è datata la tecnologia del generatore, maggiori sono le emissioni di polveri. 

Sulla base di questi numeri, AIEL l'associazione nazionale che rappresenta le aziende della filiera legno-energia lancia una campagna di sensibilizzazione per favorire il turn over tecnologico, cioè la sostituzione di generatori obsoleti con tecnologie di moderna concezione.

«Sarebbe necessario rottamare 4-5 milioni di generatori a legna nei prossimi dieci anni» spiega Valter Francescato, direttore tecnico di AIEL. «Questo creerebbe enormi benefici in termini ambientali per la riduzione dei consumi e delle emissioni legata ad apparecchi più efficienti e meno inquinanti e anche in termini occupazionali, basti pensare alla necessità di figure come progettisti, installatori, manutentori, costruttori, produttori di biocombustibili».

Il riscaldamento domestico infatti è tra i principali imputati delle emergenze smog che si verificano durante i mesi invernali, ma l’obbligo, solo nelle giornate d'allarme smog, di rispettare i 20 gradi di temperatura interna o il divieto di utilizzo di stufe a pellet e legna servono a poco, vista anche la difficoltà e l’assenza di controlli nell’applicazione di queste misure. 

Occorrono misure strutturali e una visione a lungo termine che indirizzi le strategie energetiche, nel rispetto della qualità dell’aria e dell’efficienza energetica, con una netta propensione per le fonti rinnovabili
Nel nostro Paese esiste uno strumento poco conosciuto ma molto importante, perchè finalizzato proprio a favorire questo turn-over tecnologico: questo strumento si chiama CONTO TERMICO 2.0. 
Il plafond a disposizione degli interventi incentivabili con il Conto Termico ammonta a 900 milioni di euro: ad oggi solo il 6% delle risorse è stato utilizzato, a causa della scarsa conoscenza di questo importante incentivo.

CONTO TERMICO 2.0: di cosa si tratta? È un sistema di incentivi statali a supporto degli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e della produzione di energia termica da fonti rinnovabili. 
Per quanto riguarda il settore delle biomasse legnose, il Conto Termico incentiva la sostituzione di generatori alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o biomassa, con moderni generatori a biomassa legnosa, prevedendo una maggiorazione dell’incentivo in funzione del miglioramento delle performance emissive del nuovo generatore che si decide di installare. 
L’Incentivo può arrivare a coprire fino al 65% dell’investimento affrontato da privati, imprese e pubblica amministrazione, e viene erogato attraverso bonifico bancario.

CERTIFICAZIONE ARIA PULITA. AIEL, per rendere trasparente il mercato e “tangibile” lo sforzo in termini di sviluppo tecnologico da parte delle aziende costruttrici, ha colto la sfida della qualità dell’aria e ha sviluppato Aria Pulita, la certificazione di stufe, inserti e caldaie domestiche alimentate a legna e pellet.

Aria Pulita classifica i generatori sulla base delle performance in termini di emissioni e rendimento e assegna un numero di stelle crescente da 2 a 4 man mano che le performance migliorano. 
Coerentemente con l'obiettivo di promuovere il continuo innalzamento della qualità degli apparecchi, Aria Pulita non certifica prodotti a una sola stella, che pur rispettano i requisiti per l’immissione sul mercato.
Rispetto ad apparecchi a una stella stufe e inserti certificati Aria Pulita con 3 stelle garantiscono emissioni di polveri ridotte del 60%, mentre prodotti con 4 stelle garantiscono emissioni di polveri ridotte del 70%.

Regioni in prima linea nella tutela della qualità dell’aria, quali Lombardia e Veneto, hanno già adottato misure per la gestione degli sforamenti di PM10 che vanno nella stessa direzione della certificazione: cioè, basandosi su una classificazione dei generatori di tipo qualitativo, consentono ai prodotti a 3 e 4 stelle di funzionare anche in periodi critici per quanto riguarda la concentrazione di polveri nell’aria. 
E altre Regioni, come l’Emilia-Romagna, sembrano voler andare sulla stessa direzione.

Scegliere un sistema di riscaldamento certificato Aria Pulita, avvalendosi dell’incentivo del Conto Termico, quindi, significa fare la propria parte nel processo di turn over tecnologico di cui il parco generatori a biomassa legnosa in Italia ha bisogno, in un’ottica non solo di risparmio sui costi di riscaldamento domestico ma anche di tutela dell’ambiente e della qualità dell’aria.



AIEL è l'associazione delle imprese della filiera legno-energia, con sede legale a Roma e sede operativa a Legnaro (Padova) presso il Campus di Agripolis, che da 15 anni si occupa di promuovere la corretta e sostenibile valorizzazione energetica delle biomasse agroforestali, in particolare i biocombustibili legnosi (www.aiel.cia.it). 

L’associazione rappresenta circa 500 imprese della filiera, in particolare circa il 70% delle industrie italiane ed europee di costruzione di apparecchi domestici e caldaie (circa 700 M€ di fatturato). 

Sul fronte dei biocombustibili rappresenta circa 150 produttori di legna e cippato e 60 imprese italiane di produzione e distribuzione di pellet. AIEL ha fondato e gestisce in Italia tre sistemi di certificazione: ENplus (pellet) e Biomassplus (legna, cippato e bricchette), Aria Pulita (stufe, inserti e caldaie domestiche a legna e pellet).
Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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