La Svizzera, infatti, vuole rivedere la parte relativa alla protezione del lupo per
declassarlo dallo status di specie protetta.
Una decisione
paradossale ed
anacronistica, questa, alla luce non solo del fatto che qui i danni da predatore sono rimborsati completamente e rapidamente dallo Stato, ma anche degli innumerevoli progetti a difesa delle greggi portati avanti dal WWF a dimostrazione del fatto che una convivenza tra attività umane e questo grande predatore è effettivamente possibile.
Il
rischio è molto alto: se la richiesta fosse approvata molto probabilmente si assisterebbe all'
abbattimento dei pochissimi lupi presenti, provenienti quasi tutti dall'Italia, come è successo già all'orso JJ3 giustiziato nel 2008 nei Grigioni.
Ma purtroppo le brutte notizie non finiscono qui.
La seconda, infatti, è la decisione, sempre del Parlamento elvetico, di
non ratificare i protocolli della
Convenzione delle Alpi.
"Si tratta di decisioni gravissime, attraverso le quali la Svizzera si isola dagli altri paesi alpini e dall'Europa proprio nell'Anno delle Biodiversità e getta un'ombra negativa su di sé e sulla propria immagine di paese verde e avanzato nelle politiche ambientali" - ha dichiarato
Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia.