14/05/2014 - 13:54

Rinnovabili: cos'è il decreto "spalma incentivi" e perché non piace alle associazioni

Lo chiamano 'decreto spalma incentivi' ma in realtà si tratta di un provvedimento a cui sta lavorando il governo, che dovrebbe tagliare i sussidi statali alle energie rinnovabili.
Si tratterebbe di un nuovo testo, messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico, che andrebbe a tagliare retroattivamente del 20% gli incentivi agli impianti rinnovabili già esistenti, in particolare i grandi impianti oltre i 200 kW di potenza, a fronte di un'estensione obbligatoria di 5-7 anni del periodo di incentivazione.
 
La disposizione sarebbe direttamente collegata alla rimodulazione facoltativa prevista dalla legge del 21 febbraio 2014 che converte il decreto "Destinazione Italia". Questo provvedimento ha infatti ritoccato il procedimento di rimodulazione degli incentivi prevedendo un periodo residuo di incentivazione, al di sotto del quale non si applica l'esclusione dagli incentivi, per gli operatori che non accettano la rimodulazione, in caso di interventi di potenziamento o di rifacimento. Tale periodo residuo, che può essere differenziato per fonte, non può essere inferiore al 31 dicembre 2014.
 
Il nuovo testo all'esame del ministero, così come impostato, non convince per nulla le associazioni del settore che si sono scagliate a più riprese sulla nuova disposizione.
 
Se questa norma dovesse essere realmente messa in atto, ha detto AssoRinnovabili in una nota, il governo ne avrebbe 'un pessimo ritorno d'immagine e di credibilità poiché verrebbero minati i principi dello stato di diritto e della Costituzione'. 'Gli investitori, che hanno fatto affidamento su contratti certi firmati con un'azienda dello Stato Italiano (GSE), congeleranno tutti i progetti di sviluppo in Italia e il piano infrastrutturale verrà boicottato' e 'lo Stato perderà importanti entrate fiscali per un valore pari a oltre 600 milioni di euro' continua l'associazione che rappresenta oltre 500 imprese attive in Italia e all'estero nella produzione di energia rinnovabile per oltre 20.000 MW installati. 
 
Dello stesso avviso anche Gifi che, in una nota congiunta con AssoRinnovabili ha chiesto al governo che, anziché proseguire sulla strada della rimodulazione degli incentivi, valuti l'opzione della cartolarizzazione degli incentivi attraverso l'emissione di obbligazioni del GSE a copertura di parte degli oneri dell'A3. Questa ipostesi, continuano le associazioni, avrebbe infatti un impatto positivo sulle bollette energetiche e 'non porrebbe gravose contropartite a carico dei produttori' oltre a far diminuire il costo dell'energia elettrica in misura nettamente più elevata rispetto alla rimodulazione prevista dal decreto 'spalma incentivi'.
Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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