07/06/2016 - 13:20

Rinnovabili: boom di investimenti nel 2015

A comunicare il dato record è REN21, l'agenzia no-profit dell'Unep (il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente), che nel suo Renewables 2016 Global Status Report afferma che nel 2015 sono stati aggiunti ben 147 GW di installazioni rinnovabili.
Record dettato sopratutto dai paesi in via di sviluppo dove la voglia di crescere da un punto di vista tecnologico e risparmiare grazie alle fonti rinnovabili è una leva straordinaria per competere con i paesi più avanzati e colmare quel gap esistente. Sono ben 146 i Paesi al mondo che hanno deciso di aumentare la quota di produzione di energia da fonti rinnovabili, supportati da misure di sostegno ad hoc per incentivare gli investimenti che di conseguenza crescono in tutto il mondo: +19% negli Usa, +17% in Cina, trend negativo invece per l'Unione Europea, dove si registra un -21%. A trainare la crescita sono sempre fotovoltaico ed eolico, mentre geotermico e biomasse non crescono come dovrebbero.

Soddisfazione da parte delle principali associazioni ambientaliste che da anni si battono per un economia low carbon. Mariagrazia Midulla, Responsabile clima ed energia del WWF commenta: "Gli investimenti europei negli ultimi cinque anni sono calati. La leadership sulla decarbonizzazione sta passando al Sud del mondo: paesi come Marocco, Uruguay, Honduras, Nicaragua, Sudafrica e Giordania hanno speso intorno all'1% o più del proprio PIL per espandere le rinnovabili. Sono buone notizie non solo per il clima, ma per lo sviluppo sostenibile di quei Paesi. L'Europa, però, non può e non deve mancare all'appello. Anche per l'Italia suonano non campanelli, ma campanoni d'allarme - ha aggiunto Midulla - siamo ancora il 5° Paese a livello mondiale per il fotovoltaico, grazie agli investimenti degli anni passati, ma lo scorso anno è stata aggiunta appena lo 0,3% di capacità in più. In pratica siamo fermi".

Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia: "Il record fatto registrare dalle rinnovabili nel 2015 è un'ottima notizia. Ci siamo arrivati nonostante il persistere dei sussidi alle fonti fossili, il prezzo basso del petrolio, i problemi di collegamento alla rete e la timidezza dei governi. Alla base di questo successo c'è la crescente competitività economica delle rinnovabili. Ora però occorre accelerare la rivoluzione energetica in corso con politiche incentivanti: il contrario di quello che sta facendo il governo in Italia dove gli investimenti sulle rinnovabili sono in drammatica diminuzione. In un contesto internazionale generalmente positivo, l'Europa segna il passo e ancor più l'Italia che nel 2015 si è sostanzialmente fermata, per colpa delle politiche anti-rinnovabili messe in campo dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, da quello di Monti a quello Renzi".
Tommaso Tautonico
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