15/06/2016 - 14:16

Riforma costituzionale, ecco come cambierà la nostra Costituzione se al referendum di ottobre vincerà il sì

Il prossimo mese di ottobre gli italiani saranno chiamati a votare sulla riforma costituzionale voluta dal governo di Matteo Renzi. Nonostante i dibattiti continui sull'argomento non tutti però hanno ben chiaro come dovranno votare e cosa prevede davvero la riforma della nostra Costituzione contenuta nel cosiddetto ddl Boschi, approvato definitivamente dal Parlamento (dopo la doppia lettura) lo scorso mese di febbraio ma che, per diventare legge, così come è previsto dall'articolo 138 della nostra Costituzione, dovrà essere sottoposto al voto dei cittadini attraverso il ricorso allo strumento del referendum.
Ma proviamo a vedere nel dettaglio su cosa saremo chiamati ad esprimerci il prossimo autunno e come cambierà la nostra Costituzione in caso dovesse vincere il sì. Prima di tutto il disegno di legge che porta il nome dell'attuale ministro delle Riforme istituzionali, Maria Elena Boschi, punta al superamento del bicameralismo perfettamente paritario previsto attualmente dalla nostra Costituzione, alla revisione del riparto delle competenze tra Stato e Regioni, all'eliminazione delle Province e alla soppressione del Cnel e alla generale riduzione dei costi del nostro apparato pubblico. 
 
Superamento del bicameralismo. Con la riforma solo la Camera conferirà e revocherà la fiducia al governo e sarà protagonista del procedimento legislativo salvo limitati casi in cui la funzione legislativa è bicamerale.
 
Riforma del Senato. I senatori verranno eletti dai Consigli Regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, tenendo conto delle scelte dei cittadini espresse al momento delle elezioni dei Consigli Regionali. Il Senato sarà composto al massimo da 100 membri, di questi 95 saranno eletti con metodo proporzionale dai Consigli tra i propri membri e, uno per Regione, tra i sindaci (74 membri consiglieri regionali e 21 membri sindaci) nel rispetto delle scelte degli elettori e fino a 5 potrenno essere nominati dal presidente della Repubblica per un mandato di sette anni non rinnovabile. La durata del mandato dei senatori coinciderà con quella dei Consigli Regionali dai quali sono stati eletti. Ai senatori non spetterà alcuna indennità per l'esercizio del mandato ed avranno le stesse prerogative dei deputati. Il Senato avrà il compito di: rappresentanza delle istituzioni territoriali e raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica, valutazione delle politiche pubbliche e dell'attività delle amministrazioni pubbliche, partecipazione all'attuazione delle norme UE sui territori e verifica dell'impatto ed espressione di pareri sulle nomine di competenza del governo.
 
Nuovo procedimento legislativo. Secondo la riforma il procedimento legislativo per le leggi non bicamerali ci saranno i seguenti passaggi:
- la Camera esamina e approva i disegni di leggi e li trasmette al Senato;
- se il Senato decide di esaminarli, può proporre modifiche al testoe la Camera può scegliere se accoglierle;
- le proposte di modifica riferite a progetti di legge che legiferano in materie che non sono di competenza dello Stato, nell'esercizio della"clausola di supremazia", se adottate dal Senato a maggioranza assoluta, sono superabili dalla Camera solo con maggioranza assoluta;
- il Senato deve obbligatoriamente esaminare i disegni di legge in materia di bilancio e quelli con cui è prevista la "clausola di supremazia", ma i tempi del procedimento sono ridotti.
 
Il Senato e la Camera eserciteranno la funzione legislativa paritaria con procedimento bicamerale solo in alcune materie come:
- leggi di revisione costituzionale e altre leggi costituzionali;
- attuazione della Costituzione in materia di tutela delle minoranze linguistiche e di referendum;
- sistema elettorale del Senato;
- ordinamento, funzioni e legislazione elettorale di Comuni e Città Metropolitane;
- attribuzione alle Regioni di autonomia ulteriore rispetto a quella ordinaria.
 
La riforma costituzionale introduce inoltre alcuni criteri per avere tempi certi di approvazione delle leggi ovvero specifici termini per singole fasi di procedimento, anche per la conversione di decreti-legge. Inoltre se il presidente della Repubblica chiederà una nuova deliberazione alle Camere di un ddl di conversione di un decreto-legge, il termine per la conversione in legge sarà differito di ulteriori 30 giorni (60 + 30). Infine il governo potrà chiedere un "voto a data certa" per far votare in massimo 70 giorni disegni di legge essenziali per l'attuazione del suo programma.
 
Rapporto Stato-Enti locali. Verranno eliminate le competenze concorrenti tra Stato e Regioni e lo Stato diventerà responsabile esclusivo di materie strategiche come: il coordinamento della finanza pubblica, le politiche attive del lavoro, le infrastrutture, le politiche energetiche, l'ambiente. Per tutelare l'unità giuridica o economica del Paese o l'interesse nazionale, su proposta del governo, la legge potrà intervenire in materie non attribuite dalla Costituzione alla competenza esclusiva dello Stato. Verranno introdotti indicatori di costi e fabbisogni standard per promuovere condizioni di efficienza per le funzioni pubbliche dei Comuni, delle Città Metropolitane e delle Regioni e stabilita l'esclusione dall'esercizio delle funzioni per gli amministratori regionali e locali in caso di accertato stato di dissesto degli enti territoriali. Infine verrà fissato un limite agli emolumenti dei titolari degli organi regionali, non superiori a quelli dei sindaci dei capoluoghi di Regione.
 
Riduzione dei costi della politica. Il numero dei Senatori passerà dagli attuali 315 a 100 e il loro mandato sarà di natura gratuita. Gli emolumenti dei consiglieri regionali verranno equiparati a quello del sindaco del comune capoluogo di regione e verrà introdotto il divieto di rimborsi o altri trasferimenti monetari con oneri a carico della finanza pubblica per i gruppi politici presenti nel Consigli Regionali. 
 
Tutela della rappresentanza. Verrà aumentato il quorum per l'elezione del Capo dello Stato che verrà eletto dal Parlamento in seduta comune a maggioranza dei due terzi. Dal quarto scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti e dal settimo scrutinio quella dei tre quinti dei votanti. La Corte Costituzionale potrà esaminare le leggi elettorali prima della promulgazione qualora il ricorso venga richiesto da un quarto dei componenti della Camera o di almeno un terzo dei componenti del Senato. Il Parlamento eleggerà 5 membri della Corte Costituzionale: 3 scelti dalla Camera e 2 dal Senato. Lo stato di guerra verrò deliberato dalla Camera a maggioranza assoluta e rafforzato il principio della parità di accesso alle cariche elettive: le leggi elettorali delle Camere e degli enti locali promuoveranno l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. Infine verranno modificati gli istituti di democrazia diretta in questo modo: 
- aumentate a 150.000 le firme necessarie per la presentazione di un progetto di iniziativa popolare;
- introdotte garanzie procedurali per assicurarne il successivo esame e l'effettiva decisione parlamentare;
- abbassato il quorum per la validità del referendum abrogativo: se richiesto da almeno 800.000 firmatari, è fissato alla maggioranza dei votanti alle elezioni politiche precedenti;
- introdotto l'istituto del referendum propositivo e di indirizzo.
Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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