20/12/2012 - 12:18

Rifiuti Inerti: target al 70% entro il 2020, ma difficile da verificare

La produzione nazionale di rifiuti speciali si è attestata, nell’anno 2009, a circa 128,5 milioni di tonnellate, di cui 56,7 milioni di tonnellate (interamente stimati) provengono dal settore delle costruzioni e demolizioni.

La Direttiva europea quadro sui rifiuti (la 98/2008/CE) ha recentemente introdotto due importanti novità che potenzialmente potrebbero determinare una svolta decisiva nel settore del riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione. Essa, infatti:

  • definisce un target di recupero dei rifiuti inerti pari al 70% da raggiungere entro il 2020;
  • introduce il concetto di end of waste.

Una condizione indispensabile per intraprendere un’adeguata politica di gestione dei rifiuti provenienti dal settore delle costruzioni e demolizioni (anche ai fini della valutazione sul raggiungimento degli obiettivi fissati a livello comunitario) è la conoscenza dei quantitativi in gioco, sia di produzione che di recupero, e questo è il punto debole del settore.

L’analisi dei dati per attività economica (secondo la classificazione Ateco 2002) conferma che il maggior contributo alla produzione complessiva dei rifiuti speciali è dato dal settore delle costruzioni e demolizioni (Ateco 45) con una percentuale, nell’anno 2009, pari al 46,1% del totale (Fonte: ISPRA).

Tale dato è confermato anche dall’elaborazione dei dati effettuata sulla produzione di rifiuti suddivisa per capitolo dell’elenco europeo dei rifiuti, dove si rileva che oltre il 45% del totale prodotto è costituito dai rifiuti speciali provenienti dalle operazioni di costruzione demolizione.

Le stime ISPRA rilevano come 37,1 milioni di tonnellate di rifiuti da C&D siano state avviate a recupero nel 2011; da ciò si deduce che il target di recupero fissato dalla Commissione europea sia oggi quasi raggiunto, con un tasso di recupero pari a circa il 65%.
Tuttavia, ANPAR (Associazione Nazionale Produttori Aggregati Riciclati) evidenzia come sia necessario da un lato determinare in maniera puntuale, e non stimare, i quantitativi in gioco, e dall’altro definire chiaramente cosa si intenda per riciclo/recupero; ciò per evitare di classificare in tale voce volumi di rifiuti che vengono smaltiti, o peggio, vengono riciclati senza produrre al termine del ciclo di lavorazione materiali provvisti di marcatura CE, che non possono essere considerati prodotti da costruzione.
Infatti, come anche ammesso da ISPRA, una parte del quantitativo impropriamente considerato come avviato a “recupero”, dovrebbe invece essere conteggiata come smaltimento. Un’altra parte viene effettivamente impiegata in forme di recupero, ma mediamente il materiale che ne deriva non ha le caratteristiche di un vero e proprio prodotto da costruzione (rispondente cioè a precise specifiche tecniche e regolarmente marcato CE). Il mercato è stato infatti invaso da prodotti scadenti che hanno generato molta diffidenza negli utilizzatori. E’ necessario quindi focalizzare l’attenzione delle norme e dei controlli sulle caratteristiche del prodotto finale, raggiungendo i seguenti obiettivi:

escludere dal mercato i prodotti scadenti e non adeguati all’uso previsto e conseguente necessità da parte degli operatori del settore di adeguare i propri sistemi di produzione agli standard qualitativi più recenti;

› permettere un più semplice ed efficace confronto tra i materiali di diversa natura sulla base delle loro caratteristiche e non della loro origine, consentendo un più razionale utilizzo delle risorse naturali (aggregati) e dedicando i più pregiati agli usi più nobili;

› supportare, da un lato, gli operatori che si impegnano nella conoscenza delle caratteristiche dei propri prodotti, si sforzano di migliorare i propri processi produttivi e rispettano le complesse normative tecniche di settore, e dall’altro, la pubblica amministrazione per favorire lo sviluppo anche nel nostro Paese di un mercato degli aggregati più maturo e consapevole, regolato da norme chiare e precise e da controlli adeguati. Infine, di indubbia utilità far emergere per gli effettivi quantitativi in gioco sarebbe l’introduzione, nella modulistica necessaria per ottenere le autorizzazioni a effettuare lavori di demolizione e costruzione, della stima obbligatoria dei rifiuti che si andranno a produrre, che dovrà poi avere un riscontro consuntivo per la chiusura amministrativa dei lavori.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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