23/12/2016 - 15:20

Rifiuti: il successo di ‘Campania differenzia’

Affrontare un processo complesso e di problematica realizzazione - soprattutto in una Regione come la Campania – offrendo soluzioni semplici. Con questo obiettivo, all’indomani della crisi dei rifiuti della Regione del 2008, era partito il progetto “Campania differenzia”, promosso dal ministero dell’Ambiente ed attuato da un partenariato coordinato dall’Anci. Oggi quell’obiettivo è stato raggiunto.
Campania differenzia
Una best practice pronta a essere replicata.
Due, in particolare, i principi cardine realizzati: la ricostruzione di un clima di dialogo e collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte nella gestione del ciclo dei rifiuti, e la realizzazione di una serie di ‘kit’ a favore dei Comuni: strumenti operativi, moduli, accesso a banche dati, maggiore conoscenza e circolarità delle best practice.
Il tutto finalizzato ad accompagnare i Comuni nell’attuazione della legge regionale 14/2016, riguardante le “Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti”.

Diversi gli aspetti su cui si è concentrato il progetto: gli adempimenti in capo ai Comuni e le opportunità della gestione associata,  la riduzione degli sprechi con un particolare focus al recupero del cibo invenduto e farmaci non scaduti, la quantità e qualità dei rifiuti prodotti nonché  all’ottimizzazione dei costi del ciclo di vita del rifiuto.
Per quanto riguarda la riduzione degli sprechi alimentari, grazie al lavoro con le scuole e con i Comuni, il progetto ha consentito addirittura di anticipare i risultati richiesti dalla legge Gadda, ‘licenziata’ lo scorso settembre.

Il progetto Campania differenzia ha concluso il suo iter di seminari tecnici lo scorso 21 dicembre, a Napoli, dopo le tappe di Salerno (13 dicembre), Avellino (14 dicembre), Benevento (15 dicembre) e Caserta (16 dicembre). Sul fronte delle scuole, sono state coinvolti a Salerno un Istituto Comprensivo tra i più popolosi dei capoluoghi campani, il Barra-Lanzalone, e a Caserta il Liceo multidisciplinare Manzoni.

Le attività sono state realizzate sotto forma di laboratori dedicati alle classi della primaria e della secondaria e, in modo più complesso, per il target dei liceali, con momenti di condivisione a scuola, di analisi dello spreco a mensa e dello spreco domestico con rilevazioni a casa, tutti gestiti dagli esperti del Last Minute Market.
Di rilievo quindi il coinvolgimento dei rispettivi nuclei familiari e il forum per l’individuazione  delle buone pratiche anti spreco da riportare alle amministrazioni locali.

A Napoli, un’equipe del Dipartimento Scienze politiche dell’Università Federico II di Napoli, coordinata dal direttore Marco Musella, ha condotto un’analisi campionaria sugli esercizi presenti nel centro storico, quantificando l’entità dello spreco nel circuito della ristorazione e cercando di stimarne l’impatto economico in termini di smaltimento.

Il progetto ha condotto anche un’indagine qualitativa, dalla quale è emerso che la frazione organica rappresenta quasi il 55% del totale dei rifiuti da raccolta differenziata.
Seguono poi la frazione cellulosica (177 mila tonnellate, 14%), il vetro (125 mila tonnellate, 10%) e la plastica (115 mila tonnellate, 9%).
Queste quattro frazioni rappresentano, nel loro insieme, l’88% del totale dei rifiuti urbani intercettati in modo differenziato sul territorio regionale.

Tornando alla frazione organica, le analisi condotte hanno rivelato un contenuto medio di frazioni estranee pari al 5,7%, con valori in alcuni casi inferiori all’1%, ma in altri casi (comunque limitati) superiori al 10%.
Per più della metà dei campioni (53,1%) si è rilevato un contenuto di frazioni estranee minore del 5%.
Poco più del 10% dei campioni (12,3%) ha fatto rilevare invece percentuali di frazioni estranee superiori al 10%.
Da tutte queste analisi, e facendo riferimento alle indicazioni del Consorzio Italiano Compostatori (Cic), emerge una qualità tendenzialmente alta dei rifiuti raccolti con la differenziata, che ne consente il trattamento presso gli impianti di compostaggio. Si tratta di un’indagine unica in Italia, che ha permesso di avvalorare la necessità di dare linfa al compostaggio, domestico e di comunità, anche su scala più ampia.

Il progetto “Campania differenzia” ha avuto un ulteriore coronamento con la realizzazione di una serie di servizi e strumenti di supporto al progetto, consultabili attraverso il portale www.campaniadifferenzia.anci.it.

Sul portale sono disponibili, tra le altre cose, i dati su tutti gli aspetti della raccolta differenziata in Campania, la normativa di riferimento, le buone pratiche, gli studi effettuati, gli strumenti di lavoro disponibili, una selezione di risposte alle domande più comuni riguardo la gestione associata del servizio di igiene urbana.
Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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