25/09/2017 - 11:39

Rifiuti: 600mila volontari hanno partecipato a Puliamo il mondo

In questo week-end oltre 600mila volontari in tutta Italia hanno ripulito dai rifiuti strade, piazze, parchi urbani, argini dei fiumi e tratti stradali. Tema centrale di questa edizione l’economia circolare: i rifiuti se riciclati possono essere una risorsa preziosa e passare a nuova vita.
rifiuti
La 25esima edizione di Puliamo il Mondo, il consueto appuntamento annuale nato sulla scia di “Clean up the Word”, il più ampio evento internazionale di volontariato ambientale, anche quest’anno ha unito tutta la Penisola, dalle grandi città ai piccoli comuni, coinvolgendo 600mila volontari in tutta Italia, ben 4mila località e 1600 comuni.  Un’azione dalla forte valenza ambientale che Legambiente porta avanti da 25 anni, coinvolgendo le persone in azioni di cittadinanza attiva per combattere insieme sporcizia, rifiuti e degrado, promuovere la tutela ambientale, una corretta raccolta differenziata. L’iniziativa, organizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con la Rai e dedicata quest’anno all’economia circolare, ha visto lo scorso fine settimana cittadini di ogni età, associazioni, studenti, aziende, comunità straniere e detenuti collaborare tutti insieme per ripulire strade, piazze, parchi urbani, argini dei fiumi e tratti stradali lungo lo Stivale raccogliendo rifiuti di ogni tipo. In questo week-end di grande pulizia l’associazione ambientalista ha premiato, con un attestato simbolico, 56 comuni che in questi anni sono stati tra i più attivi e partecipativi alle edizioni di Puliamo il Mondo.

Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente  dichiara: “La grande partecipazione che abbiamo avuto anche per questa edizione di Puliamo il Mondo dimostra non solo la grande voglia di fare delle persone ma anche la loro attenzione e sensibilità ai temi ambientali, alla cura dei beni comuni e al tema dell’economia circolare. L’Italia oggi sta vivendo un nuovo protagonismo proprio nel settore dell’economia circolare e può contare sull’attività di diversi campioni Made in Italy che recuperano o utilizzano materie prime seconde che fino a ieri finivano in discarica e che non hanno rivali a livello internazionale. Ora è importante che anche la politica nazionale faccia la sua parte e definisca un quadro normativo stabile promuovendo la realizzazione di nuovi impianti di riciclaggio, completando la rete impiantistica italiana con gli impianti anaerobici per l’organico differenziato, promuovendo misure di sostegno alla prevenzione e alla filiera del riuso, innalzando la qualità dei controlli pubblici per stanare gli ecofurbi. A tal fine è urgente che il Ministero dell’ambiente approvi i decreti attuativi della legge sulle agenzie ambientali per renderla pienamente operativa”.

Per Legambiente l’economia circolare rappresenta l’economia del futuro, si tratta di un nuovo modello di sviluppo economico innovativo, sostenibile e a basso impatto ambientale che fa bene al Paese e che porta con sé nuove opportunità ambientali, economiche, sociali come dimostrano i dati diffusi dalla Commissione Europea (580 mila posti di lavoro stimati in Europa entro il 2030 con il raggiungimento degli obiettivi del pacchetto sull’economia circolare). Per questo l’associazione ambientalista in questa edizione di Puliamo il Mondo ha voluto raccontare la sfida e le opportunità legate all’economia circolare, e allo stesso tempo condividere le esperienze di riuso e riciclo già in atto in diversi parti dalla Penisola. Perché i rifiuti, se riciclati, possono diventare una preziosa risorsa come dimostrano anche tante aziende virtuose che stanno percorrendo questa strada, ottimizzando virtuosamente la raccolta differenziata, il riutilizzo, il riuso, il riciclo e la riparazione di prodotti.

Marilisa Romagno
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