24/10/2016 - 18:48

Referendum costituzionale: cosa potrebbe cambiare sul tema energia?

Com'è ormai noto, il prossimo 4 dicembre siamo chiamati ad esprimere il nostro voto al referendum costituzionale. Anche il settore energetico, apparentemente non interessato dal quesito referendario, potrebbe cambiare radicalmente il suo assetto pratico nel caso in cui a vincere sia il SI.
Il prossimo 4 dicembre ogni cittadino italiano è chiamato a votare per esprimere il proprio giudizio sulla proposta di modifica alla legge costituzionale. In tv e sui media imperversano le propagande a favore del Si e del No ma quello che in molti non sanno è che in caso di vittoria del Si il settore energetico potrebbe essere rivoluzionato. La riforma Renzi-Boschi elimina infatti la competenza concorrente e riassegna allo Stato tutta una serie di compiti tra cui la "produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell'energia" attualmente gestita dalle regioni. Di fatto ad oggi, secondo il titolo V della Costituzione, in tema energetico vige la competenza concorrente tra Stato e Regioni; allo Stato spetta il compito di adottare i principi mentre le Regioni si occupano della disciplina di dettaglio. Se dovesse vincere il Si, il settore energetico dovrebbe fare i conti con la legislazione nazionale.
 
Per informare i cittadini su questo tema specifico, l'associazione Ottimisti & Razionali ha presentato un tour che girerà l'Italia per parlare di Costituzione ed energia. Nel corso degli incontri (già fissate le prime cinque tappe: Milano, Ravenna, Bari, Potenza e Catania) esperti del settore, amministratori locali ed imprenditori si confronteranno per spiegare al meglio il contenuto della riforma con un focus specifico sul settore energetico.
 
"L'energia non è di destra né di sinistra", commenta il presidente di Ottimisti & Razionali Gianfranco Borghini, "L'obiettivo finale è far sì che - a prescindere dall'esito del referendum - l'Italia torni ad avere in materia di energia una visione globale e una strategia nazionale. Come è successo ai tempi del secondo dopoguerra con l'Eni di Enrico Mattei e la nazionalizzazione dell'Enel. E affinché ciò accada è necessario, innanzitutto, tornare a parlare concretamente di questo tema fuori da ogni approccio ideologico". 
Tommaso Tautonico
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