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Veicoli fuori uso11 Novembre 2011 - 15:42
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Recupero e riciclo dei veicoli fuori uso: allarme esportazioni sospette


Missione 2015 per i demolitori italiani. Entro quella data l'Italia dovrà garantire, così come gli altri Paesi dell'Unione Europea, il recupero del 95% del peso medio per veicolo per anno e l'85% del riciclaggio complessivo dei veicoli a fine vita. Il punto della situazione nel convegno "End of Life Vehicle: evoluzione normativa e sviluppo del trattamento dei vicoli fuori uso per i nuovi target di riciclaggio previsti per il 2015", annuale appuntamento internazionale di Ecomondo a cura di Anfia, Unraee e della Filiera Industriale.

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"I dati Eurostat 2011 riferiti al 2009 confermano che l'Italia sta mantenendo pienamente i target europei in vigore con l'84,6% di recupero energetico e l'81,8 di riciclaggi meccanico dei mezzi a fine vita - ha dichiarato in apertura Salvatore Di Carlo di Fiat Group Automobiles, coordinatore della Filiera industriale - In vista dei target 2015 stiamo lavorando alla ricerca di nuovi mercati, come quello per le asfaltature stradali per la gomma da pneumatici e di nuovi prodotti plastici industriali dai paraurti. Siamo inoltre alle fasi finali del progetto Target Fluff per il recupero energetico. Rilevante sarà l'apporto della nuova legge sui Pneumatici Fuori Uso per la raccolta a costo zero. Rimane il dato di fatto che la congiuntura economica ha ridotto drasticamente le immatricolazioni e conseguentemente anche il volume dei veicoli a fine vita che dagli 1,5 milioni del 2010 a fine 2011 saranno invece circa 1 milione. Senza considerare il consistente aumento nel numero dei veicoli fuori uso che ogni anno vengono esportati al di fuori dei confini nazionali sottraendo lavoro agli operatori italiani e in molti casi uscendo definitivamente dal circuito virtuoso del riciclo del recupero". Un fenomeno non solo italiano, ma che sta interessando l'intera Unione Europea. "Nel 2008 in Europa 1 milione di auto è stato esportato fuori dai confini dell'UE e di 4 milioni di veicoli si sono perse completamente le tracce", ha confermato Artemis Hatzi-Hull, rappresentante della Direzione Generale della Commissione Europea per le tematiche legate ai rifiuti industriali.

Secondo i dati del Pubblico Registro Automobilistico italiano, forniti durante l'incontro dall'ACI, da gennaio a ottobre 2011 515.000 veicoli sono usciti dal PRA per esportazione con una percentuale media del 35%. Ma nel mese di ottobre le radiazioni dal PRA per esportazioni hanno superato in numero quelle per demolizione. Le direttrici delle esportazioni, nella stragrande maggioranza a opera di privati, riguardano principalmente l'Europa dell'Est e il Nord Africa. "Si tratta per la maggior parte di esportazioni fittizie di veicoli per alimentare il mercato estero dei pezzi di ricambio e della rottamazione - ha dichiarato Vincenzo Pensa dell'ACI - L'Interpol sta indagando sul traffico estero di veicoli formalmente demoliti in Italia. In attesa di modifiche normative l'ACI ha deciso di istituire un Libro Bianco sul fenomeno, raccolta di spunti e proposte aperta a tutti gli attori della filiera interessati quale strumento di attenzione delle autorità italiane anche nei contesti decisionali internazionali. Inoltre abbiamo elaborato una circolare che introduce elementi di controllo e monitoraggio più rigidi nel segno della tracciabilità dei veicoli che vengono esportati".

Per Corrado Scapino di FISE-UNIRE, "il problema delle esportazioni non è solo un problema ambientale ma di politica industriale, perché dal riciclo e dal recupero dei veicoli a fine vita si ottengono materie prime ed energia per l'industria. Dunque si tratta di un grave danno per il Paese in termini economici Per questo, nel pieno rispetto delle regole di mercato, ogni Paese deve cercare di fare in modo che i veicoli a fine vita vengano rottamati sul proprio territorio". In termini di evoluzione normativa l'intervento di Davide Roettgen, dello studio legale Ambientalex, ha posto all'attenzione generale il tema dell'End of Waste, "perché una volta riciclato il veicolo a fine vita non è più considerabile un rifiuto ma un prodotto a tutti gli effetti, principio di cui anche la normativa europea ha finalmente preso atto". Pieno supporto normativo e in termini di supporto alla ricerca ai progetti di sviluppo del settore da parte del Sen. Andrea Fluttero, segretario della Commissione Ambiente del Senato che ha inviato un proprio messaggio, e da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico rappresentato a Rimini da Vincenzo Zezza della Direzione Generale Politica Industriale e Competitività.

di Tommaso Tautonico

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