06/11/2017 - 12:02

RAEE e caldaie a condensazione: l'efficienza energetica incontra la sostenibilità ambientale

L’attenzione rivolta al risparmio energetico e alla tutela dell’ambiente ha fatto sì che già da diversi anni le vecchie caldaie per il riscaldamento domestico stiano venendo sostituite con più moderni modelli ad alta efficienza energetica. Ma che fine fanno le caldaie da rottamare?

Le nuove caldaie a condensazione assicurano un considerevole risparmio energetico e hanno un impatto sull’ambiente notevolmente inferiore rispetto al passato, con ricadute positive anche per la salute collettiva.

Ogni caldaia deve essere obbligatoriamente etichettata con le informazioni relative alla propria classe energetica.

Le vecchie caldaie vengono invece avviate al ciclo di raccolta e recupero dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

RAEE e caldaie a condensazione: l'efficienza energetica incontra la sostenibilità ambientale

La normativa UE ha da tempo sancito la certificazione energetica obbligatoria per la vendita e l'installazione delle nuove caldaie.

Sapere qual è la classe di appartenenza permette di conoscere e scegliere gli standard di efficienza energetica che corrispondono al bisogno dell’acquirente e da cui oggi non si può più prescindere.

La classe energetica per le caldaie va da A+ a G.

La classe per gli impianti ACS, gli impianti, cioè, che garantiscono acqua calda sanitaria, va da A a G.

Questa classificazione è stata stabilita dalla Direttiva Europea Eco-Design che, già da qualche anno, disciplina la certificazione in materia di elettrodomestici.

L’obiettivo è quello garantire la sola installazione di modelli più efficienti ed ecologicamente performanti, che si tratti di frigoriferi, lavatrici, climatizzatori, caldaie, ecc.

 

Dopo una delle estati più torride di sempre e un autunno con un clima molto mite, con l’inverno sta arrivando il freddo e l’argomento del riscaldamento domestico e del suo impatto sul clima torna alla ribalta.

Nel caso delle moderne caldaie a condensazione, possiamo affermare senza dubbi che queste consentono una notevole riduzione del consumo energetico e sono pure molto più rispettose per l’ambiente.

L’efficienza energetica delle nuove caldaie comporta davvero molti vantaggi.

Il risparmio energetico si traduce in un immediato risparmio economico in bolletta.

La riduzione delle emissioni inquinanti è un beneficio sia per l’aria che respiriamo, dunque la nostra salute, sia per il contenimento dei cambiamenti climatici causati dai gas serra, dunque l’intero ecosistema globale.

Possiamo ben dire, dunque, che la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica sono ormai un connubio imprescindibile nella realizzazione di qualsiasi nuovo prodotto elettrico o elettronico da immettere sul mercato

 

Cosa sono i RAEE

Che fine fanno i nostri elettrodomestici quando si guastano definitivamente e, giunti alla fine del loro ciclo di vita, diventano dei rifiuti di cui sbarazzarsi, a volte pesanti e ingombranti come un frigorifero, una lavatrice o una caldaia, a volte relativamente piccoli e leggeri come un computer, un phon, un cellulare o una tv?

Grandi o piccoli elettrodomestici, tv, pc, cellulari, apparecchiature d’illuminazione e ogni tipo di apparecchi elettrici ed elettronici (AEE), quando non funzionano più e sono da smaltire diventano rifiuti, per l’appunto RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e non vanno mai gettati insieme agli altri rifiuti urbani, ossia nei cassonetti per la normale raccolta differenziata di carta, plastica, vetro, metalli, scarti alimentari.

Il simbolo del bidone barrato, che è presente su questi prodotti, indica che devono essere raccolti e riciclati e quindi non vanno mai gettati tra i rifiuti indifferenziati.

Esistono diverse categorie di RAEE, i raggruppamenti (vedi schema), e per ciascuna sono previsti distinti contenitori per la loro raccolta. I rifiuti di ciascun raggruppamento sono trattati in specifici impianti che consentono il recupero di diverse materie prime seconde.

 

Come funziona la raccolta differenziata e il riciclo dei RAEE

È obbligatorio avviare ogni "tecno" rifiuto al corretto recupero e riciclo portandolo nei centri di raccolta comunali o restituendolo - con diverse modalità - nei punti vendita di nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche. I RAEE non possono essere trattati come rifiuti comuni, perché in alcuni casi contengano materiali o sostanze nocive per l’ambiente.

Solo per riportare qualche esempio, si pensi ai gas ozono lesivi contenuti nei circuiti refrigeranti dei frigoriferi o ai tubi catodici dei vecchi televisori che presentano tracce di piombo, un metallo pesante molto nocivo per la salute.

Il riciclo dei RAEE, oltre ai vantaggi ambientali, offre anche importanti ritorni per l'economia, poiché gran parte dei materiali di cui sono composti (metalli, plastiche, ecc) tornano nel circuito produttivo come materie prime seconde

I cittadini hanno a disposizione diversi luoghi dove conferire i propri RAEE:

1) Nei centri di raccolta comunali sono presenti grossi contenitori (in genere metallici) dedicati a questo tipo di rifiuti: ciascun raggruppamento ha contenitori dedicati. I centri di raccolta vengono anche chiamati "isole ecologiche" e sono normalmente i luoghi dove sono portati anche i rifiuti ingombranti.

2) Nei punti vendita della Distribuzione è possibile restituire il proprio RAEE con modalità 1 contro 1: si può consegnare al negoziante l’apparecchiatura elettrica o elettronica, che si intende buttare, al momento dell’acquisto di un prodotto nuovo equivalente.

3) In alcuni punti vendita della Distribuzione è possibile restituire il proprio piccolo RAEE anche con modalità 1 contro 0: se si tratta di un grande negozio (almeno 400 metri quadri dedicati alla vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e il RAEE da buttare è di piccole dimensioni (massimo 25 centimetri di lunghezza), il negoziante è obbligato per legge a ritirare gratuitamente il nostro rifiuto, anche se non acquistiamo nulla. Questa modalità di conferimento può essere applicata, volontariamente, anche da punti vendita più piccoli (un apposito decreto ministeriale è entrato in vigore il 22 luglio 2016)

4) In alcuni Comuni sono disponibili servizi dedicati per il recupero a domicilio degli ingombranti o la disponibilità di mezzi mobili che, a date prestabilite, sostano in alcune zone della città per la raccolta dei RAEE di piccole dimensioni.

 

Cosa si ricava dal corretto trattamento dei RAEE

Non si può parlare di economia circolare se non si ha (a chiusura del cerchio) un recupero di materiali da rimettere nel ciclo produttivo. Dal corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti, in impianti specializzati, si arriva a recuperare oltre il 90% dei materiali.

Dai rifiuti del raggruppamento R4, per esempio, si recuperano in particolare: ferro (oltre il 40% + altri metalli), plastica, motori, schede elettroniche.

Dalle lampadine (raggruppamento R5) si recupera in particolare: vetro (oltre il 70%), plastica, metalli e si separano le polveri fluorescenti contenenti mercurio (meno del 4%), un metallo molto tossico.

Si evita perciò che i materiali e le sostanze di cui sono composti siano dispersi.

 

Cosa non fare con i RAEE

  • Gettare questi rifiuti nella pattumiera o mescolarli tra i rifiuti indifferenziati.
  • Abbandonarli sul ciglio della strada o vicino ai cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani.
  • Ammassare questi rifiuti in cantina o dimenticarli nei cassetti.

Per questi motivi è necessario fare una continua campagna di sensibilizzazione in merito al corretto smaltimento dei RAEE che spesso, purtroppo, vediamo ancora abbandonati sui cigli delle strade o erroneamente gettati nei cassonetti della raccolta indifferenziata.

Per disfarsi di piccoli "tecno rifiuti", come telefonini, asciuga capelli o frullatori, il cittadino deve dunque conferirli presso le isole ecologiche comunali o riportarli nei punti vendita.

Nel caso di RAEE ingombranti e pesanti, che si tratti di una vecchia caldaia da sostituire con una moderna a pompa di calore, oppure una lavastoviglie, una lavatrice o un frigorifero, ovviamente le grandi dimensioni fanno sì che il cittadino abbia ovviamente difficoltà a portali direttamente nei centri di raccolta.

In questi casi è possibile che il Comune abbia istituito un sistema di raccolta dei RAEE ingombranti che prevede il ritiro direttamente presso il domicilio, ma non è garantita la gratuità del servizio che è a discrezioni delle disposizioni comunali in materia di smaltimento rifiuti.

Oppure si può restituire al rivenditore il vecchio apparecchio al momento della consegna e installazione di uno nuovo della stessa tipologia.

La legge prevede, infatti, per i prodotti appartenenti alle categorie Grandi Elettrodomestici, Condizionatori e TV maggiori di 32" il ritiro gratuito del RAEE (1 contro 1 dettato dal DM n. 65/2010) contestualmente alla consegna del nuovo prodotto.

 

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Tutto sui RAEE in dieci punti

1) Cosa sono i RAEE. Con la sigla RAEE si intendono tutti i Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche che per il loro funzionamento richiedono elettricità. Frigoriferi, lavastoviglie, televisori, computer, telefonini, giochi elettronici, ecc., quando non sono più utilizzabili e diventano rifiuti, sono classificati come RAEE.

2) Stop alla tecno-spazzatura. Per risolvere il problema della proliferazione della “spazzatura elettrica ed elettronica”, la Normativa Europea ha stabilito l’obbligo per i Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche di farsi carico del riciclo dei prodotti giunti alla fine del loro ciclo di vita.

3) Vantaggi ambientali. I benefici per l’ambiente e la salute pubblica sono duplici: con il riciclo dei RAEE si evita la dispersione di sostanze inquinanti e si recuperano grandi quantità di materie riutilizzabili.

4) Sistemi Collettivi (Consorzi). La Legislazione italiana sui RAEE prevede che i Produttori debbano in una prima fase associarsi in Sistemi Collettivi, ovvero Consorzi, per gestire, nel pieno rispetto della tutela ambientale, il trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici.

5) L’Eco-contributo RAEE. L’Eco-contributo RAEE è lo strumento finanziario previsto dalla Normativa europea e italiana per garantire la copertura delle attività di ritiro dai Centri di Raccolta, trattamento e riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici e di smaltimento in sicurezza delle componenti pericolose e non recuperabili, al fine di salvaguardare l’ambiente e la salute collettiva. L’Eco-contributo RAEE è aggiunto al prezzo di ogni apparecchiatura elettrica ed elettronica nuova.

6) Visibilità dell’Eco-contributo RAEE. La Legge lascia ai Consorzi la facoltà di separare il contributo ambientale dal prezzo del prodotto (visible fee) o di tenerlo internalizzato nel prezzo finale (invisible fee).

7) Non negoziabilità dell’Eco-contributo RAEE. Tale contributo non costituisce voce di profitto né per i Produttori, né per i Consorzi. E’ un importo che in nessun caso può essere scontabile.

8) Obblighi della Distribuzione. I Distributori devono esporre l’Eco-contributo RAEE come indicato dai Produttori, non modificandone l’importo nei punti vendita.

9) Ritiro uno contro uno (Decreto 19 maggio 2010 di semplificazione n. 65). I Distributori, al momento della vendita di un nuovo prodotto al Consumatore, devono assicurare il ritiro gratuito dell’apparecchiatura dismessa, a condizione che la stessa sia analoga a quella venduta, e in rapporto di uno a uno, purché si verifichino le seguenti condizioni:

• i RAEE appartengano alla stessa tipologia di elettrodomestico e presentino le stesse funzioni di quello acquistato;

• i RAEE siano integri e in presenza di tutte le componenti essenziali;

• i RAEE non contengano altri tipi di rifiuto (alimenti, stoviglie, ecc.).

Se queste condizioni non si verificano gli esercenti non sono obbligati a effettuare il ritiro.

10) Ritiro uno contro zero (Decreto 31 maggio 2016, n. 121). Nei più grandi punti vendita della distribuzione (con almeno 400 metri quadri dedicati alla vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche) è possibile restituire gratuitamente RAEE di piccole dimensioni anche senza l’obbligo di acquistare un analogo prodotto elettrico o elettronico.

I Distributori possono effettuare all'interno dei locali del proprio punto vendita o in prossimità immediata di essi la raccolta a titolo gratuito dei RAEE provenienti dai nuclei domestici di piccolissime dimensioni (cioè di RAEE di dimensioni esterne minori di 25 cm) senza obbligo di acquisto di un'apparecchiatura equivalente.

Tale attività è obbligatoria per i Distributori con superficie di vendita di AEE al dettaglio almeno 400 metri quadri.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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