08/03/2014 - 17:00

Premio Internazionale ADA "Una Mimosa per l'Ambiente" #FestaDellaDonna2014

L'Associazione Donne Ambientaliste, attiva nella promozione e nella diffusione dell'educazione ambientale e territoriale, conferisce ogni anno il Premio Internazionale "Una Mimosa per l'Ambiente". La vincitrice di questa edizione è la giornalista Iaia Pedemonte per il progetto imprenditoriale online "Gender Responsible Tourism"
L'Associazione Donne Ambientaliste ADA nasce nel marzo 1992 dall'idea di otto donne impegnate a vario titolo, per professione o per passione, nella tutela della natura e nell'educazione ambientale. Dopo la prima vittoria della battaglia contro l'installazione di un forno inceneritore nella zona del Fontanile di Viarolo, prezioso bene collettivo definito "un museo naturalistico all'aperto", ADA concretizza il proprio impegno con l'istituzione del Premio Internazionale "Una Mimosa per l'Ambiente" che viene assegnato annualmente in occasione dell'8 marzo ad una donna che si è distinta nella salvaguardia della Natura e dell'Ambiente. 
 
Quest'anno il prestigioso Premio ADA, giunto alla 24^ edizione, è stato conferito alla giornalista Iaia Pedemonte per il progetto imprenditoriale online "Gender Responsible Tourism"
 
Il Turismo Responsabile coinvolge sempre più donne. Perché esiste secondo lei questa evidente impronta femminile nel settore e quale valore aggiunto offre?
I valori delle donne corrispondono a quelli del nuovo turismo. Le donne sono più brave a comunicare, ricevere, tramandare le tradizioni, dalle tessitrici sarde alle artigiane di Zanzibar. I nuovi turismi, che sono ormai una regola soprattutto nei paesi del nord Europa, sono più attenti a cultura, persone, natura. Il marketing del turismo ormai ha dimostrato che il uovo turista è esperienziale, che cerca reti di persone da cui essere coinvolto. Tutto questo ci fa dire che esiste un "mercato" dei "prodotti" inventati dalle donne nel turismo.
 
Com'è nata l'idea del progetto imprenditoriale "Gender Responsible Tourism" e quali sono gli obiettivi?
L'idea nasce dal fatto che l'occupazione femminile anche nel turismo ha più difficoltà: sono meno pagate, spesso in nero, ci sono meno manager ecc. Nel mondo, il turismo è una delle maggiori industrie ed è un enorme strumento di sviluppo. È necessario usarlo in modo sostenibile, verso l'ambiente, e soprattutto verso le comunità locali. Con alcune esperte da tutto il mondo, GRT ha stilato dei Criteri relativi all'occupazione femminile nel turismo, secondo situazioni sociali ed economiche, secondo i valori delle donne, la loro capacità e predisposizione, i loro diritti ad equità e opportunità. Non ci sono ancora governi o istituzioni che abbiano raccolto in toto le nostre raccomandazioni, ma ci sono mille progetti di associazioni e ONG che mettono in pratica una nuova attenzione per la condizione femminile nel turismo. 
 
Tutti i progetti di turismo responsabile hanno dimostrato che dove sono coinvolte le donne lo sviluppo e la durata sono più sicuri. Tutto questo ci fa dire che il "mercato dei prodotti femminili" ha bisogno di essere portato alla luce. Poiché io mi occupo professionalmente di comunicazione, il modo più diretto per aiutare il turismo responsabile e l'occupazione femminile è quello di "pubblicizzare" le donne che fanno turismo. E il target a cui questa comunicazione si deve rivolgere sono i turisti, che così possono viaggiare aiutando direttamente le donne che lavorano in modo giusto nel turismo.
 
In poche parole: dato che è certamente un modo per aiutare l'economia globale e il livello sociale locale, GRT vuole far andare più viaggiatori dove le donne sono equamente manager, cucinano, ricevono, fanno le artigiane, le guide, le enogastronomie ecc. L'idea in più che abbiamo avuto per il futuro di tutte le imprese che diventano nostre sostenitrici e GRT Member, è appunto quella di stilare una mappa in cui sono evidenziate le località di ognuna. La Mappa sarà pronta tra qualche settimana e sarà una grande novità.
 
Esistono nuovi mestieri e opportunità lavorative all'interno del Turismo Responsabile? Quali consigli darebbe alle donne che vorrebbero misurarsi professionalmente in questo ambito?
I consigli che danno le esperte del lavoro sono: prepararsi, non essere timide, studiare che cosa può offrire il proprio territorio, partire da ciò che sanno fare meglio, allearsi con altre donne, non farsi spaventare dalla burocrazia e dagli stereotipi. Io dico che dalle mie esperienze per le donne è più facile farsi scoraggiare (in questo momento di crisi), ma anche che sono spesso le ragazze le più brave, a scuola e nel cercare lavoro. In generale, secondo me devono sapere l'inglese, andare a fare esperienza di lavoro all'estero, essere innovative. Soprattutto guardarsi dentro: hanno successo sia le piccole artigiane che rimangono nel loro paese e fanno una buona rete di itinerari culturali, sia le giovani che partono per la Cina in una grande catena alberghiera. Dipende da cosa sentono di saper fare meglio, ma comunque ci vuole professionalità.
 
Alternativa Sostenibile augura a tutte le lettrici una buona #FestaDellaDonna2014
Mara Giuditta Urriani
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