18/03/2015 - 17:26

Porti: la Piacentini Costruzioni costruisce il Porto a Itapemirin (Brasile): premiata la tecnologia italiana

Alvaro de Oliveira Junior, chief operating officer di Itaoca Offshore: “La Piacentini è stata scelta per la sua vasta esperienza nella costruzione di questa tipologia di infrastrutture e perché è in grado di garantire i requisiti sia i requisiti economici che quelli ambientali e sociali”.

Il terminal dei traghetti Itaoca, ha appena ingaggiato l’azienda italiana Piacentini Tecenge del Brasile alla costruzione del porto di Itaoca che si trova a Itapemirim, a sud dello Spirito Santo, in Brasile.

Il periodo di esecuzione dei lavori è stimato in circa due anni, quindi il porto sarà operativo a partire dall’inizio del 2017.

Il terminale sarà costituito da una superficie terrestre di 660.000 metri quadrati , collegata ad una zona in mare aperto di 90.000 metri quadrati con 11 moli di attracco e un molo di servizio.

“La decisione di assumere la Piacentini è stata presa dopo un’accurata analisi delle tecnologie e dei processi di costruzione di opere simili, che il Gruppo italiano aveva già sviluppato in altre aree del mondo”, ha dichiarato Alvaro de Oliveira Junior, chief operating officer di Itaoca Offshore.

Che aggiunge: “l'azienda ha una vasta esperienza nella costruzione in mare aperto per garantire i requisiti di sostenibilità economica, ambientale e sociale”.

“La nostra società adotterà, per la costruzione le fondazioni speciali, per le quali siamo leader mondiali, e, in particolare, le paratie metalliche (palancole), che da molti anni rappresentano il nostro elemento di forza e di altissima specializzazione.” Dichiara Dino Piacentini, Presidente del Gruppo Piacentini Costruzioni Spa.

Che aggiunge: “Nel corso dei quasi 70 anni di storia della nostra azienda abbiamo sempre lavorato sviluppando un altissimo livello delle tecnologie utilizzate, mantenendo però, sempre, una forte sensibilità ambientale, che ha guidato la messa a punto di soluzioni progettuali ed esecutive in grado di ridurre l'impatto, spesso rilevante, che deriva da queste lavorazioni, così come abbiamo fatto anche per questo porto”.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

condividi su

Articoli correlati