16/10/2020 - 16:48

Piano nazionale di rilancio e ripresa: quali progetti per la rivoluzione verde?

Non bastano le affermazioni generiche delle Linee Guida, il WWF fa un appello pubblico al Governo affinché chiarisca quali linee di intervento, quali e quanti dei 100 progetti del Piano nazionale di rilancio e resilienza (PNRR) siano specificamente destinati ad azioni per il contrasto ai cambiamenti climatici e alla tutela della biodiversità e del territorio.

piano nazionale rilancio e ripresa

Nel giorno in cui l’Italia deve trasmettere le Linee Guida del PNRR (Piano Nazionale Rilancio e Ripresa) alla CE, il WWF ricorda, al Governo non solo che la Commissione Europea, assegna alle azioni per il clima il 37% dei fondi per il Piano italiano (191,4 miliardi di euro – fonte NADEF), ma la Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha chiesto che 10% venga destinato alla biodiversità, alla tutela e valorizzazione delle risorse naturali dei Paesi degli Stati Membri della UE. Il WWF esprime apprezzamento rispetto ai generici obiettivi per la rivoluzione verde e la transizione ecologica e ai richiami all’European Green Deal, contenute nelle Linee Guida del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, proposte dal Governo e approvate dal Parlamento, che oggi verranno trasmesse all’Europa, ma chiede al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro dell’economia Giovanni Gualtieri e al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al Ministro per gli Affari Europei Amendola precisi impegni.

L’Italia, come richiesto dall’Europa, chiarisca quali siano i progetti in campo per:
- conseguire l’obiettivo intermedio minimo del 55%, indicato dall’Europa, o più credibilmente del 65% (vista la drammaticità della crisi climatica) di abbattimento delle emissioni di gas serra al 2030 per raggiungere la neutralità climatica al 2050;
- quali siano le scelte energetiche a favore delle energie rinnovabili (nel 2017 il 18,3% dei consumi elettrici proviene da energie rinnovabili), per dare un prezzo con misure fiscali alle emissioni di carbonio, eliminare progressivamente i sussidi ai combustibili fossili e favorire la decarbonizzazione dei settori produttivi energivori e ad altissime emissioni di gas serra (dell’acciaio, della chimica e del cemento);
- quali siano le scelte anche infrastrutturali per facilitare una mobilità intelligente a zero emissioni con la definizione misure entro il 2021 che portino a trasferire su ferro il 75% del traffico merci che oggi viaggia su strada (ad oggi l’81% delle merci viaggiano su strada all’interno dei nostri confini), dotino il Paesi di una infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici, al fine di conseguire l’obiettivo della riduzione del 90% delle emissioni di gas serra nel settore dei trasporti al 2050;
- come si pensi di intervenire nella realizzazione di un Piano nazionale di Restoration, di ripristino e di rinaturalizzazione del Paese (che ha una delle biodiversità più ricche d’Europa) realizzando azioni e cantieri per frenare e superare la perdita di biodiversità, il dissesto idrogeologico, il consumo del suolo e favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici

Tommaso Tautonico
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