13/09/2019 - 13:10

Pelagos Plastic Free: i risultati dell'indagine nel Santuario dei cetacei

Biodioversità fortemente a rischio nell'area protetta tra Italia, Principato di Monaco e Francia, questo è quanto emerge dai risultati delle analisi condotte nelle acque del Santuario Pelagos dove è stata rilevata una elevata presenza di microplastiche. I dati saranno illustrati da Legambiente durante la conferenza finale del progetto Pelagos Plastic Free che si terrà al Salone Nautico di Genova venerdì 20 settembre presso il Teatro del Mare dalle 10,30.

Santuario dei cetacei

Inquinamento del mare causato dai rifiuti plastici: in arrivo tutti i risultati delle analisi effettuate sulla plastica galleggiante nelle acque del Santuario Pelagos. Per scoprire quanti sono i microrganismi che proliferano sui rifiuti plastici, e soprattutto quali effetti dannosi hanno sull’ecosistema marino, Legambiente ha organizzato per il prossimo 20 settembre presso il Salone Nautico di Genova la conferenza stampa finale del progetto Pelagos Plastic Free.

IL PROGETTO: Un unico obiettivo che il progetto ha perseguito lungo tre linee d’azione ben precise: l’attività scientifica fatta di analisi dei campioni di acqua, monitoraggio e successivo screening al microscopio per indicare gli agenti patogeni che potrebbero mettere a rischio i cetacei del Santuario Pelagos, un’area marina di oltre 80mila km²; il coinvolgimento di enti locali che si occupano della governance dei rifiuti, aree marine protette e autorità costiere; la sensibilizzazione degli operatori del mare e delle scuole.

LA CONFERENZA: Mesi di attività i cui risultati finali verranno illustrati nella conferenza da diversi relatori, i lavori saranno coordinati da Sebastiano Venneri (Responsabile Mare Legambiente). L’inizio della conferenza è previsto alle 10,30 del 20 settembre presso Il Teatro del Mare al Salone Nautico di Genova. Sarà l’occasione per divulgare come gli esperti hanno delineato la composizione della cosiddetta plastifera dell’area Pelagos, ovvero le comunità microbiche che proliferano insieme alla plastica abbandonata in mare. Rifiuti plastici ridotti in piccolissimi frammenti che possono entrare nella catena alimentare di mammiferi marini e cetacei esponendoli a batteri e virus.  Inoltre verranno ricordate le varie attività svolte: workshop, pulizia delle spiagge, corsi di formazione per docenti, firma di protocolli d’intesa e convenzioni con enti locali, autorità, e operatori del mare come pescatori e diving center.

Sempre nell’ambito dell’attività di sensibilizzazione del progetto durante l’evento verrà presentata la bandiera “La mia barca è Plastic free” in collaborazione con UCINA Confindustria Nautica e la rivista mensile Nautica. Sarà il “marchio” per i diportisti che sceglieranno di schierarsi contro l’inquinamento del mare riducendo l’utilizzo di plastica usa e getta a bordo della propria imbarcazione.

Tommaso Tautonico
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