14/07/2013 - 19:27

PAN-GPP 2013: entro il 2014 il 50% delle gare d'appalto dovrà essere verde

Con il D.M. 10 aprile 2013, Il Ministero dell'Ambiente prende atto delle raccomandazioni della Commissione Europea e procede a revisionare il Piano d'Azione Nazionale per il Green Public Procurment del 2008 (PAN-GPP). Il traguardo ambizioso fissato è il raggiungimento, entro il 2014, di un livello di "appalti verdi" non inferiore al 50%, sul totale degli appalti stipulati.
A farla da padrone è sicuramente il mutato contesto normativo, proteso sempre più verso l'obbligatorietà degli acquisti pubblici verdi e verso una futura e sempre più probabile candidatura degli stessi a condizione o criterio premiale per accedere a finanziamenti comunitari.
 
Basti guardare al susseguirsi di direttive europee indirizzate non solo ad incentivare ma anche a rendere obbligatori gli acquisti ecologici in settori rilevantissimi quali trasporti e beni energivori, trasposte nel nostro paese nel D.lgs 115/2008, (acquisto di apparecchi, impianti, autoveicoli e attrezzature che consumano energia), nel D.lgs 24/2011 (acquisto/noleggio di veicoli), e nel D.lgs. 104/2012 (classe di efficienza energetica). Per gli appalti di lavori, tra l'altro, l'aggiornamento del PAN-GPP, interpretando l'art. 120 del Regolamento di attuazione del Codice De Lise, prevede l'obbligo di tener conto del set dei criteri premianti relativi alle categorie di appalti di lavori previste dal PAN-GPP, (lavori di costruzione e di ristrutturazione di edifici e di costruzione e manutenzione delle strade) nel caso di aggiudicazione secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
 
Gli obiettivi del nuovo PAN prevedono, nello specifico:
- un maggiore coinvolgimento delle Centrali di committenza nella predisposizione e nell'adozione dei CAM. Le stesse sono invitate, assieme alle Regioni, a contribuire alle azioni di comunicazione sul PAN GPP e sui C.A.M.; è inoltre previsto l'obbligo di comunicare l'avvenuta applicazione dei CAM o l'eventuale mancata applicazione e, in quest'ultimo caso, i motivi ostativi di ordine tecnico.
- la promozione dell'uso di strumenti di analisi e valutazione del costo dei prodotti lungo il ciclo di vita (si sottolinea che nella nuova proposta di Direttiva sugli appalti pubblici è prevista la sostituzione del criterio di aggiudicazione al prezzo più basso con quello del costo connesso al ciclo di vita del prodotto/servizio);
- l'aggiornamento e il perfezionamento delle attività di monitoraggio già avviate dall'AVCP;
- il rafforzamento del ruolo delle associazioni di categoria nel processo di diffusione e promozione dei CAM presso gli associati, oltre che nel processo di definizione dei CAM, nonché il coinvolgimento degli operatori economici nazionali nel processo di definizione delle proposte europee dei criteri ambientali per gli appalti;
- una migliore divulgazione dei CAM verso i grandi enti (Università, CNR, ENEA, lSPRA, ecc.) nonché campagne di comunicazione e promozione della conoscenza dei sistemi di eco-etichettatura.
- un maggiore supporto alle stazioni appaltanti per l'intergrazione degli aspetti sociali, specie sulle categorie di appalto più soggette al rischio di lesione dei diritti dei lavoratori: a tal fine, con il D.M. del 6 giugno 2012, è stata pubblicata la "Guida per l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici": si tratta di un importante passo in avanti nella direzione della "sostenibilità" sociale, ambientale ed economica, nell'ottica della prevenzione del lavoro nero, del dumping legato a pratiche illegali e della concorrenza sleale da parte di alcuni Paesi dove la tutela del lavoro è del tutto assente.
 
Inoltre, si prevede la possibilità di espandere i criteri ambientali ad altre categorie merceologice, quali attrezzature elettromedicali e prodotti utilizzati in ambito sanitario.
 
Particolari prescrizioni riguardano le Regioni e gli enti locali: le prime sono invitate a includere il GPP nella normativa regionale e settoriale e a valutare l'opportunità di elaborare un piano regionale per l'applicazione del PAN-GPP. Tale piano "dovrebbe prevedere prescrizioni specifiche per incentivare l'applicazione dei Criteri Ambientali Minimi, ad esempio meccanismi premianti relativamente all'utilizzo di fondi comunitari o stabilire che l'applicazione almeno dei criteri ambientali sia condizione per accedere a finanziamenti".
 
I secondi sono incentivati ad adottare il GPP, specie se trattasi di enti dotati di Sistemi di Gestione Ambientale (EMAS, ISO 14001) o che hanno intrapreso un percorso di miglioramento ambientale previsto dalle politiche di Agenda 21, al fine di confermare le proprie politiche e i propri programmi agli obiettivi posti dal PAN-GPP. 
 
Redazione
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