18/04/2013 - 19:00

Nel 2012 in calo gli investimenti mondiali nell'energia pulita

Il calo dell'11% degli investimenti in energia pulita rispetto ai livelli del 2011 è stato determinato in parte dalla riduzione dei programmi di incentivazione in diversi Paesi, tra i quali Spagna, Italia e Germania. Al contrario, il sostegno continuo al settore dell'energia pulita ha portato a livelli di investimento record in Paesi quali Cina e Sudafrica.
Come conseguenza della riduzione dei prezzi di tecnologie quali quella eolica e fotovoltaica, le installazioni di impianti di energia rinnovabile sono aumentate di oltre l'11%, raggiungendo 88 GW. "Le tendenze riscontrate nel settore dell'energia pulita dimostrano la costante capacità di ripresa di questa realtà emergente nell'economia globale", ha affermato Phyllis Cuttino, direttore del programma per l'energia pulita di Pew. "Nonostante il declino di mercati di vecchia data come l'Italia, l'impiego di energia pulita nel mondo ha raggiunto livelli mai visti prima. Sebbene gli investimenti in energia pulita si siano ridotti bruscamente a seguito della modifica delle politiche del governo, l'Italia è rimasta un mercato importante, soprattutto per quanto concerne investimento e utilizzo dell'energia solare". In Italia, oltre il 90% degli investimenti in energia pulita era destinato a fonti di energia solare e ammontava a 14,1 miliardi di dollari, collocando il Paese al quinto posto tra le nazioni del G-20. L'Italia rimane tra le prime 10 nazioni per una serie di aspetti, compreso l'ammontare degli investimenti in relazione al prodotto interno lordo globale. Il livello degli investimenti italiani in impianti di minore potenza è stato il secondo più alto nel 2012. In generale, nel 2012 in Italia sono state installate 3,4 GW di risorse solari oltre a 1,3 GW di risorse eoliche.

Tra le nazioni del G-20, la Cina ha strappato il primato agli Stati Uniti, con 65,1 miliardi di dollari, il 20% in più rispetto al 2011 e il 30% del totale dei Paesi del G-20. La Cina si è confermata protagonista nell'attrazione di investimenti nel settore eolico, solare e di altre risorse rinnovabili. Con 23 GW di capacità aggiuntiva di generazione di energia pulita, ha portato il proprio totale a 152 GW, superando tutte le altre nazioni. Gli Stati Uniti sono scesi al secondo posto: gli investimenti nel settore hanno infatti subito un calo del 37% raggiungendo i 35,6 miliardi di dollari. Si classifica terza la Germania, dove il taglio degli incentivi ha portato gli investimenti a 22,8 miliardi di dollari, una riduzione del 27%. Tuttavia, in Germania è stata aggiunta capacità di generazione di energia solare pari a 7,5 GW, più di qualsiasi altro Paese del G-20. Il Giappone si è riaffermato come destinazione di primaria importanza per gli investimenti in energia pulita, grazie a uno slancio negli sforzi mirati allo sviluppo di alternative all'energia nucleare dopo il disastro di Fukushima Daiichi del 2011. Gli investimenti in energia pulita nel Paese sono aumentati del 75%, raggiungendo 16,3 miliardi di dollari, e sono confluiti quasi totalmente nel settore solare, con una capacità di generazione aggiuntiva pari a 2 GW. Questi progetti hanno catapultato il Giappone al quinto posto per gli investimenti nel 2012, preceduto dai 27 Paesi dell'Unione Europea non calcolati come membri separati del G-20 in quarta posizione.

Il Sudafrica si è rivelato il mercato con la crescita più rapida: gli investimenti sono passati da meno di 30 milioni di dollari nel 2011 a 5,5 miliardi di dollari nel 2012. Il settore fotovoltaico sudafricano ha attirato 4,3 miliardi di dollari nel 2012, l'80% del totale. Al settore eolico del Paese sono stati invece destinati investimenti per 1,1 miliardi di dollari. Questa rapida crescita ha collocato il Sudafrica al nono posto tra le nazioni con la maggior quantità di investimenti in energia pulita, dopo Italia, Regno Unito e India. Seguendo la tendenza dei mercati emergenti, gli investimenti in energia pulita si stanno spostando da occidente a oriente. La regione Asia e Oceania ha continuato a crescere per nove anni e, nel 2012, è diventata la principale regione di destinazione degli investimenti in energia pulita, aumentati del 16% e passati a 101 miliardi di dollari, il 42% del totale mondiale. Per contro, l'incertezza politica in Europa e negli Stati Uniti ha influito sugli investimenti, diminuiti del 22% nella regione Europa, Medio Oriente e Africa e del 31% nelle Americhe.

Gli investimenti nell'energia pulita seguono anche i cambiamenti in ambito tecnologico. Per il secondo anno consecutivo, il fotovoltaico ha attirato molti più finanziamenti di qualunque altro tipo di tecnologia: nel 2012, sono stati destinati al sottosettore 126 miliardi di dollari, il 58% del totale dei Paesi del G-20. Cina, Europa e Stati Uniti si sono imposti come mercati principali per gli investimenti nel fotovoltaico. Gli investimenti nell'energia eolica, che avevano avvantaggiato questo settore per la maggior parte dell'ultimo decennio, hanno subito un calo del 14%, mantenendosi tuttavia a 72,7 miliardi di dollari. Tra i Paesi del G-20, gli investimenti nell'energia eolica sono diminuiti del 14%, con riduzioni in mercati storicamente importanti quali Cina, Germania, India e Brasile. Al contrario, nel Regno Unito e negli Stati Uniti, gli investimenti nell'energia eolica sono aumentati sostanzialmente: negli Stati Uniti si è registrata una capacità di generazione di energia eolica di 13,6 GW, stimolata dall'incertezza sulla possibile scadenza del credito d'imposta di produzione. Alla fine dell'anno, il Congresso ha rinnovato questo importante incentivo fiscale per il settore eolico statunitense per tutto il 2013.

Le costanti riduzioni dei costi nel settore eolico e solare hanno contribuito a incoraggiare la capacità di energia pulita installata a livello mondiale, portandola a 648 GW. Nel 2012 è stata registrata una capacità di generazione di energia di 48,6 GW nel settore eolico e di 31 GW in quello solare. Il livello di 104 GW di capacità solare installata è pari a quattro volte quello del 2009. Nel 2012, le fonti di energia rinnovabile statunitensi sono state calcolate al 49% della nuova capacità di generazione, mentre quelle europee a oltre il 70%. Who's Winning the Clean Energy Race? 2012 Edition (Chi vincerà la Clean Energy Race? Edizione del 2012) analizza il comportamento delle varie nazioni in questa sempre più difficile ricerca di investimenti privati tra le principali economie mondiali. L'attenzione si concentra soprattutto sugli investimenti, che guidano l'innovazione, la commercializzazione, la produzione e l'installazione di tecnologie di energia pulita. Gli importi sono espressi in dollari statunitensi. I dati sono stati compilati e rivisti da Bloomberg New Energy Finance, partner di Pew nella ricerca sull'energia pulita. Il rapporto, compresi i profili dei Paesi e i grafici interattivi, è disponibile all'indirizzo pewtrusts.org/cleanenergy.
Tommaso Tautonico
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