19/10/2018 - 13:00

Nauticinblu: 1500 studenti pronti a proteggere i nostri mari

Il progetto nazionale di educazione ambientale di Marevivo “Nauticinblu" con il coinvolgimento di 14 nautici in tutta Italia ha l'obiettivo di far acquisire ai futuri professionisti del mare nuove competenze sulla tutela dell’ambiente e del mare.

 

Nauticinblu

Parte la seconda edizione del progetto nazionale di educazione ambientale di Marevivo “Nauticinblu” che quest’anno, rispetto al precedente, raddoppia il coinvolgimento degli istituti passando da 8 a 14 nautici in tutta Italia. Scopo del percorso eco didattico è far acquisire ai futuri professionisti del mare nuove competenze sulla tutela dell’ambiente e del mare in modo da integrare la loro formazione tecnica.

Il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno di MSC Cargo, MSC Crociere, Caronte&Tourist, Grimaldi Lines, Castalia, e la collaborazione delle Capitanerie di Porto. Nauticinblu porterà la salvaguardia del mare tra i banchi di scuola raggiungendo circa 1.500 studenti. Al Sud gli istituti nautici di Palermo, Messina, Catania, Sorrento, Ischia, Bagnoli e Bari; al Centro Roma, Civitavecchia, Ancona ed Ortona; a Nord troviamo invece Genova, La Spezia, e Venezia.

L’attività di educazione ambientale punta a creare nuovi profili professionali, utili non solo al mondo della nautica, della portualità, della logistica e della blue economy ma in grado di investire su un’economia del mare che valorizzi e protegga l’ecosistema e l’ambiente. I ragazzi parteciperanno a un laboratorio condiviso, sia dentro che fuori dall’aula, che gli permetterà di confrontarsi e sviluppare una maggiore sensibilità sulla salvaguardia del mare. Novità di quest’anno è l’introduzione, in tutti gli istituti coinvolti, di un’attività di citizen science (termine utilizzato per indicare una ricerca scientifica cui partecipano semplici cittadini). Gli studenti contribuiranno al progetto Seacleaner a cura del CNR-ISMAR e dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Guidati dai ricercatori, saranno impegnati nel monitoraggio delle spiagge, nella catalogazione della beached marine litter (la spazzatura marina spiaggiata), nell’analisi dei dati raccolti e nel calcolo del tasso di accumulo mensile. Questo approccio consentirà di raccogliere una grande quantità di dati, e allo stesso tempo permetterà ai ragazzi di partecipare attivamente ad una ricerca scientifica e vivere così un’esperienza diretta sul campo.

«L’aumento del capitale economico – commenta Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo - non deve avere ripercussioni sul capitale naturale. È fondamentale quindi educare i futuri professionisti del mare alla sostenibilità. Siamo felici che per questa edizione abbiamo la possibilità di lavorare su più istituti, a dimostrazione dell’interesse delle scuole e dei ragazzi d questo progetto e ci auguriamo ben presto di riuscire a coprire tutti i 47 istituti nautici italiani».

Marilisa Romagno
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